ANTENNA E BUSSOLA

In Germania, dal 1990, il 3 ottobre si celebra la riunificazione nazionale, a poco meno di un anno dalla caduta del Muro. Curiosamente, nella stessa data, ventuno anni prima, veniva inaugurata la Fernsehturm, destinata a dominare il cielo della Berlino divisa e a incarnare le tensioni della Guerra fredda. La torre fu concepita anche come dimostrazione del progresso tecnologico e della modernità della DDR, un monumento alla presunta superiorità del modello socialista agli occhi dell’Occidente. Oggi, abbandonato il suo ruolo propagandistico, è forse il simbolo più distintivo e una delle principali attrazioni della capitale tedesca. Visibile da ogni angolo della città, l’antenna rappresenta un punto di riferimento, come una bussola, per residenti e visitatori, una sorta di faro urbano che accompagna le trasformazioni della metropoli. Tra ambizioni ideologiche, ironia e memoria storica, la Fernsehturm racconta l’evoluzione di una città capace di cambiare volto senza smarrire la propria identità.
Indice
ANTENNA E BUSSOLA
NON SOLO UNA TORRE
Niente più della Fernsehturm definisce e caratterizza lo skyline di Berlino. È alta ben 368 metri, eppure non è l’antenna più alta d’Europa, ma la sua posizione centrale la rende l’elemento dominante della città e una sorta di bussola. Per esempio, la torre Ostankino di Mosca supera i 500 metri ma è collocata nella periferia nord-orientale, per cui non incide con la stessa forza nel panorama della megalopoli russa. Berlino, invece, pulsa e respira all’ombra dell’iconica sfera d’acciaio sospesa, che ricorda un enorme punto esclamativo rovesciato. Ogni volta che torno nella capitale tedesca, la ritrovo lì, incorniciata dalle finestre della casa che mi ospita.

LA GUIDA
L’antenna della televisione della DDR è una presenza silenziosa, una bussola che guida e orienta berlinesi e i visitatori durante i loro spostamenti. Basta girare un angolo e lo scenario urbano può cambiare radicalmente, ma prima o poi la torre riaffiora all’orizzonte per ricordarci dove siamo e indicarci una direzione. Emerge improvvisamente tra monumenti e tetti, oppure ammicca nei riflessi dello Spree e delle vetrate. Come un segnalibro riconduce al filo della trama, un punto di riferimento che impedisce di smarrirsi completamente. Il cielo di Berlino è come una grande tela vivida su cui la Fernsehturm veglia senza tregua.
UN PUNTO FERMO
Anni fa, al termine di una serata in un club, mi accodai per partecipare a un after in un garage privato, in una zona della città che conoscevo poco. Il percorso a piedi dalla U-Bahn al luogo designato era tortuoso e difficile da memorizzare, un po’ anche per via dell’elevato tasso alcolico. Quando all’alba riemersi, la luce mi accolse insieme al dilemma di come tornare a casa: girovagai per qualche minuto finché, girato un angolo, scorsi il puntale della cara antenna fare capolino sopra il tetto di un edificio. Come una bussola preziosa, l’antenna si rivelò una presenza premurosa, ancora una volta pronta a guidarmi verso casa. Berlino non è una città facilmente decifrabile, con l’assenza di un centro preciso e le lunghe distanze, eppure basta alzare lo sguardo e la torre della televisione è lì: una presenza costante, come una coordinata o un punto cardinale aggiuntivo.
AMBIZIONE E SOCIALISMO
Ammirata e allo stesso tempo sbeffeggiata, la Fernsehturm fu commissionata all’architetto Hermann Henselmann, con lo scopo primario di mostrare una prosperità economica più presunta che reale. A metà degli anni Sessanta la Repubblica Federale viveva una fase di solida crescita e stabilità sociale, mentre la DDR iniziava ad arrancare. Le conseguenze dell’isolamento politico e gli ingenti costi per il potenziamento e la manutenzione del Muro e delle frontiere, gravavano pesantemente sul bilancio statale. Ciononostante, l’allora presidente Walter Ulbricht volle qualcosa che potesse lasciare il nemico occidentale a bocca aperta: un simbolo potente e smisurato, più alto della Torre Eiffel e ben visibile da Berlino Ovest. Fu così che il 3 ottobre 1969, a ridosso del ventesimo anniversario della DDR, l’antenna venne inaugurata e presentata come un’orgogliosa e spregiudicata dichiarazione di modernità e progresso.
LA VENDETTA DEL PAPA
Un particolare gioco di riflessi fa comparire una croce luminosa sulla sfera della torre, quando i raggi del sole la colpiscono con la giusta angolazione. La Stasi valutò possibili interventi per attenuare il riflesso, ma senza risultati apprezzabili. Questo fenomeno, in uno Stato che promuoveva l’ateismo, era diventato subito un motivo di scherno, e i berlinesi lo avevano definito scherzosamente la vendetta del Papa. In risposta, secondo un aneddoto non documentato, la croce sarebbe stata interpretata dai governanti come un segno positivo (+) per il socialismo. I tedeschi amano creare neologismi, perlopiù ironici, per descrivere la realtà. Tra i nomignoli più gettonati per ribattezzare la Fernsehturm: Protzstengel (spaccone) e soprattutto Telespargel (asparago della TV). Umorismo a parte, molti cittadini della Germania Est detestarono l’avveniristica antenna, ritenendola uno sperpero di denaro a fronte delle privazioni a cui lo Stato li costringeva.
IN CIMA ALLA TORRE
Saliamo in alto: l’ascensore vola a 6 metri al secondo, e in meno di un minuto si supera la quota 200 metri, nel ristorante panoramico che gira su sé stesso. È una rotazione lenta, quasi impercettibile, che consente di osservare gradualmente l’intero, sterminato panorama della città. Un’esperienza mozzafiato, che nasconde però una buffa insidia: mentre tavoli e sedie ruotano insieme al pavimento, le mensole fissate alle vetrate restano immobili. Così, presi dal panorama, alcuni avventori rischiano di dimenticare proprio lì i loro effetti personali.
FISICA ED EQUILIBRIO
La Fernsehturm è tutt’oggi l’edificio più alto di Germania. Salendo in cima, le orecchie si tappano, l’aria cambia e ci si accorge persino delle sue lievi oscillazioni. Come molte torri moderne, è stata progettata per assorbire le spinte del vento: quando le raffiche diventano particolarmente impetuose, la punta può flettersi di alcune decine di centimetri. Oggi l’antenna della televisione non incarna più le tensioni della Guerra fredda, ma simboleggia la forza della Berlino riunificata. È l’elemento maggiormente identitario di una metropoli moderna, multiculturale e irresistibilmente viva.
L’ICONA DI BERLINO
Progettata come emblema di potere e dominio, oggi la torre della televisione è il faro che illumina la città. Film, eventi come il Festival of Lights, cartoline, magliette e gadget vari: la Fernsehturm è il simbolo più sfruttato dal merchandising della capitale tedesca.
Una precisazione: sebbene venga comunemente associata ad Alexanderplatz, si trova in realtà in Panoramastraße, appena oltre la celebre piazza e la stazione ferroviaria omonima.
GALLERIA DI IMMAGINI
Tutte le foto sono state scattate da me tra il 2006 e il 2024.







Bernauer Straße









