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LE DONNE DEL TERZO REICH

Durante il Terzo Reich, le donne, pur ricoprendo un ruolo importante e significativo, erano soggette a forti restrizioni e vincoli.
La politica nazionalsocialista, basata sulla presunta superiorità razziale, plasmò significativamente la condizione femminile promuovendo un ideale di maternità e centralità nei nuclei famigliari, ma sempre subordinata alle figure maschili. La funzione della donna, preziosa e indispensabile per il progetto di riproduzione e moltiplicazione della stirpe germanica, comportava loro pesanti limitazioni. Le leggi razziali di Norimberga, promulgate dal Terzo Reich, proibivano alle donne di stringere relazioni e unirsi in matrimonio con uomini che non fossero di razza ariana.
«A Norimberga è stata stabilita una legge che ha fatto piangere tante donne, per essere andate a letto con l’uomo sbagliato…» (Ballade von der Judenhure Maria Sanders”, testo di Bertold Brecht. musiche di Hanns Eisler).
Oltre alle gravi discriminazioni razziali, le donne tedesche, in caso di relazioni pubbliche con uomini ebrei, ne affrontavano le terribili conseguenze. Anche i rapporti di sola amicizia con i prigionieri di guerra erano severamente proibiti. I soldati stranieri catturati dai militari tedeschi, erano costretti a lavorare nelle campagne, dove la gestione delle fattorie era quasi sempre in mano alle donne. Questo perché gran parte degli uomini, esclusi i bambini e gli anziani, erano al fronte.
Le donne del Terzo Reich erano anche escluse da …

ANNE, LILIANA E ALTRE STORIE

Liliana Segre e Annelies Marie Frank sono nate in due nazioni diverse, ma nello stesso periodo storico. Erano due bambine quando, negli anni 30, con l’ascesa del fascismo in Italia e del nazionalsocialismo in Germania, videro segnato il loro destino. La loro colpa fu quella di essere nate in una famiglia ebrea. Entrambe conobbero gli orrori dei campi di sterminio; Anne vi perse la vita, mentre Liliana è una dei sopravvissuti ancora oggi in vita. In modi diversi, le storie di Liliana e Anne, rappresentano testimonianze toccanti e imprescindibili della più agghiacciante vergogna del secolo scorso.
Un filo unisce i primi tre libri che ho letto da bambino: Cuore, I ragazzi della via Pál e il Diario di Anna Frank. Il classico di De Amicis è un romanzo articolato che si snoda tra il diario di un alunno di terza elementare nell’Italia post-risorgimentale, lo scambio epistolare tra due amici e una serie di racconti. Il secondo, ambientato a Budapest sul finire del secolo XIX, narra la “guerra” tra due gang di ragazzi delle scuole medie. Infine, il “Diario”, resoconto dei lunghi mesi in cui la giovane Anne e la sua famiglia, originaria di Francoforte sul Meno, visse nascosta in un alloggio di appena 50 mq ad Amsterdam, dove si erano trasferiti a partire dal 1933.
Fui introdotto al diario di Anne…

IL MURO: GENESI E RESPONSABILITÀ

Muro di Berlino: storia di una vergogna – Nonostante siano trascorsi oltre trent’anni dalla sua caduta, il Muro ancora oggi rappresenta uno dei simboli più significativi delle assurdità di cui l’uomo è capace. La narrazione storica ufficiale ha spesso peccato di parzialità nell’addossare principalmente a una sola parte le colpe del vallo antifascista. Un’analisi approfondita che considera l’intera timeline degli eventi scaturiti poi nella genesi del Muro, lascia emergere responsabilità decisamente trasversali. A tale scopo è disponibile un’infinita documentazione sull’argomento. Nell’infinità di titoli disponibili, eccone uno particolarmente degno di attenzione.
Non si può dividere il cielo di Gianluca Falanga (Carrocci editore, 2009) – L’autore del saggio è uno storico contemporaneo che vive a Berlino da oltre vent’anni. Da lungo tempo collabora come consulente presso alcuni importanti musei della capitale tedesca, tra cui quello della Stasi. Non si può dividere il cielo è uno snello e dettagliato resoconto sulla genesi, la costruzione e l’evoluzione del Muro. Il volume percorre l’intera cronologia degli avvenimenti nel periodo storico 1945-1961, antecedente all’installazione del Muro. Attraversa, infatti, l’intera sequenza temporale degli eventi che comportarono la spaccatura e la Guerra fredda tra gli alleati usciti vittoriosi dalla II Guerra Mondiale.
Prima e dopo il Muro – L’autore esamina con attenzione le motivazioni che hanno portato alla costruzione del Muro e le correlate dinamiche geopolitiche…

IL SOGNO DI WILLY BRANDT

Negli ultimi tre anni, il Flughafen Berlin-Brandenburg Willy Brandt ha accolto milioni di turisti provenienti da tutto il mondo, volando verso la vivace Berlino. Tuttavia, per coloro che non sono tedeschi, né appassionati né studiosi di storia, il nome dell’aeroporto potrebbe sembrare relativamente privo di significato. Approfondendo la sua straordinario biografia, emerge il peso e l’importanza che questa figura ha esercitato nel corso di almeno mezzo secolo di storia tedesca. Ciò che più colpisce a riguardo di Willy Brandt non è solo la sua figura di spicco, ma anche la grandezza del sogno che ha coltivato, nonché l’impegno appassionato con cui si è adoperato per realizzarlo. Ancora oggi, Herbert Ernst Karl Frahm, questo il suo vero nome, continua a incarnare l’immagine di uno stimato politico e, soprattutto, di un uomo fedele ai propri ideali.
Willy Brandt ricoprì la carica di cancelliere della Repubblica Federale Tedesca (nota anche come Germania Ovest) dal 1969 al 1974. Fu, inoltre, sindaco di Berlino Ovest dal 1957 al 1966. Questo periodo coincideva con il culmine della guerra fredda tra U.R.S.S. e U.S.A., che avrebbe poi portato alla costruzione del Muro. Ciò non rappresentò soltanto la separazione fisica di una metropoli già fratturata, ma anche il distanziamento netto tra due visioni politiche e due ideali di società contrapposti.
Tali differenze, come combustibile, alimentavano e incendiavano le ambizioni di predominio di entrambe le superpotenze. Si scontravano il…

INFANZIA A BERLINO TRA LE DUE GUERRE

Il rogo di Berlino di Helga Schneider è una delle opere letterarie più avvincenti sui drammi della II Guerra Mondiale. Si tratta di uno struggente diario con cui l’autrice slesiana, cresciuta a Berlino e da sessant’anni naturalizzata italiana, racconta la sua infanzia in una città ormai in macerie. Leggendolo, l’ho spontaneamente collegato a un breve racconto, diametralmente opposto, ambientato nella capitale tedesca degli anni ’20. Da questa comparazione è emerso l’intrigante parallelismo di due esperienze di infanzia completamente opposte, entrambe rappresentative della Berlino sofferente tra le due guerre.
Dopo la caduta dell’Impero Prussiano e all’alba della Repubblica di Weimar, Berlino proseguì nel proprio processo di espansione. A partire dagli anni ’20, le cittadine limitrofe vennero annesse al centro, completando il progetto della Groß-Berlin intrapreso nella seconda metà del secolo precedente. Ecco spiegato come mai a Berlino esistono i cosiddetti doppi toponomastici, che possono creare confusione, e i molteplici e antichi Rathaus. Infatti, gli odierni quartieri erano in origine villaggi e borghi rurali, ciascuno con un proprio municipio.
«Berlino è la città più bella, più ricca di cultura, in tutto il mondo. Sarei riprovevole se non fossi fermamente convinta di ciò. Non vive forse qui l’Imperatore? Chi potrebbe costringerlo a vivere qui se non fosse il posto che gli piace di più? … Io e papà abitiamo nel quartiere più…

LA BERLINO DI METÀ NOVECENTO

Negli ultimi mesi mi sono dedicato alla lettura di due classici del Novecento ambientati a Berlino: Berlin Alexanderplatz di Alfred Döblin e Addio a Berlino di Christopher Isherwood. Entrambi i romanzi sono ambientati nella Berlino della prima metà del Novecento e sono stati ripresi da due maestri del cinema: Rainer Werner Fassbinder e Bob Fosse. …
– La Berlino di metà Novecento –

LA DOLOROSA VITA DI KÄTHE KOLLWITZ

Non conoscevo la storia di Käthe Kollwitz, la sua arte e la vita a dir poco dolorosa e travagliata. Avevo letto il suo nome e, al massimo, ricordavo la sua immagine ritratta su qualche vecchio francobollo. Talvolta certe “lacune” vengono colmate dalla casualità degli eventi. Una tarda e fredda mattinata di gennaio di diversi anni fa, passeggiavo per Prenzlauer Berg, quartiere un tempo operaio, nonché fucina dei movimenti giovanili di ribellione al regime socialdemocratico. Dopo il crollo del Muro, molti berlinesi di quest’area si trasferirono in altre zone, prevalentemente nei quartieri occidentali. L’intera area divenne il rifugio e la base ideale per orde di artisti e…
– La dolorosa vita di Käthe Kollwitz –

LA LUCE DI UNA NUOVA ALBA

Ellen Fraatz è nata e cresciuta a Berlino Ovest, nel quartiere occidentale di Tempelhof. Durante l’adolescenza, ha iniziato a suonare per il vicinato, posizionando una cassa acustica sul davanzale della finestra di casa. I condòmini degli appartamenti affacciati sul cortile (Hof) comune ascoltavano le proposte di Ellen. Un suo amico le passava i vinili per juke-box dismessi. Correvano gli anni ’80 e la città era ancora divisa; Ellen non avrebbe ma immaginato che in futuro sarebbe diventata una pioniera della musica techno. Meno ancora che il Muro, nonostante le speranze di tanti, sarebbe crollato, illuminando improvvisamente Berlino con la luce di una nuova alba.
La sera in cui finalmente cadde il Muro, Ellen si trovava nel quartiere di Schöneberg. Abitava in un vecchio edificio abbandonato che lei e il suo ragazzo dell’epoca avevano occupato insieme ad altre persone. Appena apprese la clamorosa notizia, saltò su una bicicletta e si diresse verso Berlino Est. Pedalò a lungo per le strade scarsamente illuminate di Mitte, Friedrichshain e Prenzlauer Berg. Restò colpita da quel mondo, privo di insegne luminose e cartelloni pubblicitari, dalle facciate sbrecciate degli edifici e dal generale senso di degrado e trascuratezza. «Persino i lampioni gettavano più ombra che luce sui marciapiedi…», affermò in un’intervista per The Passenger-Berlino, edito da Iperborea. Parafrasando un film di Wenders, tutto le sembrò così vicino e così lontano: un universo parallelo appartenente a un altro sistema solare, nascosto dietro l’orrendo e insensato Muro.
Anni dopo, Ellen cominciò a lavorare in uno dei primi locali di house e techno: il Fischlabor. Inizialmente, Ellen vendeva solo…

RITORNO A BERLINO

Il libro di cui scrivo in questo post rappresenta a tutti gli effetti un caso editoriale. Uno di quelli che può infondere speranza e fiducia a chi nutre la passione per la scrittura e, magari, ha un’opera nel cassetto o addirittura pubblicata senza riscontri.
– Ritorno a Berlino –

DAS VERSPRECHEN – LA PROMESSA

Uscito nelle sale tedesche nel 1994, Das Versprechen – La promessa è una pellicola mai distribuita in Italia. La trama è incentrata sulle difficoltà di una storia d’amore nel pieno della Guerra Fredda, ma che il Muro non è riuscito a soffocare. Margarethe Von Trotta, è una regista apprezzata per l’impegno sociale e la sensibilità con cui affronta tematiche delicate e complesse nelle sue opere. In Italia è conosciuta grazie a film come Anni di Piombo e Rosa L. del 1985, ques’ultimo incentrato sulla vita della rivoluzionaria tedesca di origine polacca.
Al momento dell’uscita nelle sale Das Versprechen-La Promessa ricevette una tiepida accoglienza, specie tra il pubblico. Anni dopo, la regista ha tentato di spiegare le ragioni dello scarso successo con il contesto e la situazione dell’epoca. Il Muro era caduto da ormai cinque anni e l’iniziale ondata di entusiasmo e sentimentalismo era stata soppiantata da un sempre più diffuso senso di delusione e rimpianto. A seguito del complesso processo di annessione, erano emerse gravi difficoltà economiche e problematiche sociali.
Tra i protagonisti di questo film da riscoprire, la brava Corinna Haurfuch, vista anche nel più noto…