ALEXANDERPLATZ E DINTORNI

ALEXANDERPLATZ E DINTORNI

Un tempo piazza simbolo della DDR, oggi Alexanderplatz è uno dei centri nevralgici della Berlino riunificata: nei suoi dintorni si snodano luoghi che raccontano la Storia e lo spirito mutante della capitale. Tra il viavai di turisti, tram, artisti di strada e pendolari che si muovono all’ombra della Fernsehturm, scopriamo i numerosi luoghi nelle sue vicinanze.

ALEXANDERPLATZ E DINTORNI

INTRODUZIONE

Ho raccontato più volte in questo blog il senso di delusione provato la prima volta che ho visto Alexanderplatz. Una reazione comune a chi, con l’aspettativa di una piazza antica e scenografica, si trova davanti a una distesa di cemento con grandi negozi simile a un enorme e asettico centro commerciale. Oggi, con Internet, è più difficile restare sorpresi: foto, immagini, mappe e webcam ne mostrano ogni angolo, dall’Orologio del Mondo (l’Urania Weltzeituhr) alla Fontana dell’Amicizia tra i Popoli (la Brunnen der Völkerfreundschaft). E, ovviamente, l’immancabile Fernsehturm (la torre della televisione) che, pur non trovandosi esattamente sulla piazza, la sovrasta e illumina come un faro.

COLAZIONE AD ALEXANDERPLATZ

Una delle mie consuetudini berlinesi è andare di buon ora nella piazza evocata da Battiato nell’omonima canzone portata al successo da Milva. Dentro la stazione si trova Yorma’s, uno dei posti più economici per la colazione a Berlino. Non è un bar all’italiana dove consumare rapidamente al banco, né ci sono tavoli a cui sedersi. Ordino una brioche, un coffee-to-go che guarnisco con panna e sciroppo, quindi vado a consumarli su una delle lunghe panchine sotto la Fernsehturm. Naturalmente non mancano le caffetterie con tavoli, ma io, clima permettendo, preferisco stare all’aperto per osservare il brulichio della piazza. Buttato giù l’ultimo sorso di caffè, inizio una delle mie usuali passeggiate tra Alexanderplatz e i suoi dintorni.

LA FONTANA DEI 4 FIUMI

Lascio la torre e la stazione alle spalle, in direzione del Humboldt Forum e del Duomo, e saluto una delle mie fontane preferite di Berlino. La Neptunbrunnen (fontana del Nettuno) è stata inaugurata nel 1891 su progetto di Reinhold Begas, come dono all’imperatore Guglielmo II. Celebrava la grandezza prussiana con il dio Nettuno circondato da quattro figure femminili che simboleggiano i principali fiumi del paese: l’Elba, il Reno, l’Oder e la Vistola. Lo stile neobarocco, in contrasto con l’architettura moderna della piazza, rende la fontana un soggetto irresistibile per fotografi e turisti. I giochi di luce con l’acqua e il bronzo scolpito trasforma ogni inquadratura in una piccola scena mitologica incastonata nel cuore frenetico della Berlino contemporanea. L’ho fotografata decine di volte, eppure i miei scatti preferiti sono quelli di vent’anni fa, fatti con un’obsoleta camera digitale.

LA MARIENKIRCHE

Se aperta, merita una visita la Marienkirche, una delle chiese più antiche della città. Le sue origini risalgono al XIII secolo ed è riconoscibile dallo stile gotico tardivo. Nel corso dei secoli ha subito diversi restauri, a causa degli eventi bellici che hanno segnato la città, tuttavia è stata risparmiata dalle bombe dell’ultima guerra. Al suo interno si trova una delle sue attrazioni più suggestive: l’affresco Totentanz (Danza della Morte), lungo oltre 22 metri e datato al XIV secolo. Una rappresentazione allegorica della fragilità della vita e della severità della morte, purtroppo non in ottime condizioni e protetta da pannelli di vetro. Durante la Riforma luterana, nel XVI secolo, era stata coperta con calce: solo alla fine del XIX secolo, durante uno dei tanti restauri. è tornata alla luce.

IL MUNICIPIO ROSSOROTES RATHAUS

Sempre nei dintorni, sul lato opposto del grande spiazzo, che non fa parte di Alexanderplatz, è riconoscibile un altro simbolo berlinese: il Rotes Rathaus. Edificato nel XIX secolo in stile rinascimentale nord-tedesco, il colore rosso intenso e la torre centrale catturano subito l’attenzione. All’interno batte il cuore politico della città: qui ha sede il Senato del Land di Berlino e l’ufficio del sindaco. Alcune sale ospitano mostre temporanee, fotografie e documenti sulla storia della città: un viaggio affascinante tra la Berlino passata e presente.

IL NIKOLAIVIERTEL

Dal Municipio Rosso, si attraversa la Spandauer Straße, per accedere al Nikolaiviertel, indicato dalle grandi lettere in rilievo sulla facciata dell’edificio all’angolo con la Rathausstraße. Questo quartiere rappresenta il nucleo originario di Berlino, con radici che affondano nel XII secolo. Pur non essendo tra i miei luoghi preferiti, una passeggiata tra i suoi vicoli acciottolati lungo la Spree offre un’atmosfera decisamente insolita, lontana anni luce dall’immagine di metropoli moderna e futurista che caratterizza il resto della città. Tuttavia, si tratta di un rione interamente ricostruito negli anni Ottanta dal governo della DDR, secondo alcuni in modo un po’ dozzinale, e inaugurato nel 1987 per il 750º anniversario della fondazione di Berlino. L’intera area era stata quasi interamente devastata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Persino la Nikolaikirche, la chiesa più antica della città (oggi sconsacrata e adibita a museo), è una fedele riproduzione post-bellica.

LA LOCANDA PIÙ ANTICA DI BERLINO

Discorso analogo per la Zum Nußbaum, pubblicizzata come la locanda più antica di Berlino: in realtà si tratta di una rievocazione storica. L’osteria originale, infatti, non sorgeva qui, bensì nella vicina Fischerinsel (l’Isola dei Pescatori), l’estremità meridionale dell’isola fluviale che nel Medioevo ospitava il villaggio gemello di Cölln. Durante i lavori degli anni Ottanta, si decise di ricostruire una copia del locale nel Nikolaiviertel, piantando persino un albero di noce davanti all’ingresso per rispettarne il nome. Ci ho mangiato una volta: pur non essendo il posto ideale per l’eccellenza gastronomica, ho apprezzato la sua atmosfera rétro. Il menu propone i classici della cucina tradizionale tedesca, ma la scelta è limitata e i prezzi non sono bassi: si tratta a tutti gli effetti di un locale turistico.

IL MARX-ENGELS-FORUM

Il mio tour abituale nei dintorni di Alexanderplatz prosegue con una breve passeggiata lungo la Spreain direzione del Berliner Dom. Sull’altra riva, dove un tempo sorgeva il Palast der Republik, si staglia la facciata moderna e minimalista dell’Humboldt Forum. A destra, immerso nel verde, si trova il Marx-Engels-Forum, inaugurato nel 1986 dalla DDR come tributo ai padri del socialismo scientifico. Al centro, un gruppo scultoreo, ad opera di Ludwig Engelhardt, raffigurante Karl Marx e Friedrich Engels, circondati da rilievi e pannelli che raccontano la storia del movimento operaio. Dopo la riunificazione, il monumento ha diviso i berlinesi: reliquia ideologica per alcuni, semplice frammento di memoria collettiva per altri. Le statue dei due filosofi e teorici tedeschi rivolte verso la Fernsehturm sono tra i più amati e fotografati dai turisti.

In conclusione, Alexanderplatz e i suoi dintorni sono un concentrato di secoli di storia, dove imperi, ideologie, guerre e rinascite convivono senza un ordine apparente. In fondo è proprio questo uno degli aspetti più affascinanti di Berlino.

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