CANZONI PER BERLINO – Seconda Parte

CANZONI PER BERLINO – Seconda Parte

IL VIAGGIO CONTINUA

Dopo aver esplorato alcune tra le canzoni più popolari scritte per o legate a Berlino, in questa seconda parte esploriamo altri dieci classici che hanno che hanno segnato più epoche e generazioni, raccontando la capitale tedesca in tutte le sue sfaccettature. Dall’eco ribelle dei Ton Steine Scherben agli scenari decadenti di Lou Reed, passando per la collaborazione tra David Bowie e Iggy Pop, fino alla più recente elettronica di ispirazione techno dei fratelli Kalkbrenner, ogni pezzo rappresenta un tassello della sua storia. Una selezione che attraversa decenni di sensibili mutamenti, dalla Berlino divisa alla capitale ritrovata e reinventata: una colonna sonora che ne riflette l’anima complessa.

CANZONI PER BERLINO - Seconda Parte
Ton Steine Scherben: Keine Macht für Niemand (1972)

Tra le prime band a portare temi politico-sociali nella scena musicale tedesca, i Ton Steine Scherben hanno lasciato un segno indelebile con Keine Macht für Niemand, pubblicato nel 1972 e considerato una pietra miliare del rock tedesco e della controcultura di Berlino Ovest.
A pochi anni dalle rivolte del ’68, l’enclave occidentale era diventata un crocevia di anarchici, attivisti di sinistra e movimenti autonomi. Il brano esprimeva una critica feroce al potere e un appello alla resistenza, incarnando lo spirito di un’epoca segnata dalle occupazioni e dalla lotta per gli spazi autogestiti. Il loro impatto andò oltre la musica: furono protagonisti delle battaglie per maggiori diritti sociali, ispirando generazioni di artisti e attivisti.


Lou Reed: Berlin (1973)

Questo brano apparve originariamente, in una versione diversa, nell’album d’esordio di Lou Reed, pubblicato nel 1972 dopo la sua uscita dai Velvet Underground. Solo un anno dopo, divenne il cuore dell’omonimo concept album, un’opera che racconta la storia tragica e autodistruttiva di una coppia di amanti nella Berlino dei primi anni Settanta. Ancora oggi, colpisce la capacità dell’artista newyorchese nel catturare l’essenza di una città senza esservi mai stato, e trasformarla in palcoscenico ideale per l’esplorazione di temi come le relazioni tossiche, la depressione, la violenza e il degrado.

CANZONI PER BERLINO - Seconda Parte
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Udo Lindenberg: Mädchen aus Ost-Berlin (1973)

Abbiamo dedicato un intero post a Udo Lindenberg, ancora oggi uno degli artisti più amati e influenti del panorama musicale tedesco, specie per la manifesta sensibilità in tema di diritti civili e uguaglianza. Questa canzone poetica e malinconica narra l’amore travagliato tra un uomo e una donna divisi dal Muro. Un brano dal profondo significato politico e sociale, che assume una posizione critica sulla separazione forzata tra berlinesi e tedeschi dell’Est e dell’Ovest. Nota anche con il titolo Wir Wollen Doch Einfach Nur Zusammen Sein (Noi vogliamo solamente stare insieme), questa canzone rappresenta uno dei contributi più significativi alla cultura musicale e politica della Germania di cinquant’anni fa. In un breve frammento del relativo video compaiono Willy Brandt ed Erich Honecker, all’epoca, rispettivamente, cancelliere della RFT e presidente della DDR.

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Edoardo Bennato: Franz è il mio nome (1976)

Edoardo Bennato è tra i cantautori che hanno attraversato e segnato più epoche e generazioni.
La sua produzione è ricca di brani indimenticabili, e Franz è il mio nome è sicuramente tra questi. Il testo evoca un vivido parallelo tra le due anime della stessa città, fotografando due mondi divisi fisicamente e ideologicamente. Un riferimento che richiama inequivocabilmente la Berlino degli anni della Guerra fredda, simbolo per eccellenza di quella frattura. A est si sogna la luce, la musica e le lussuose vetrine dell’opulento occidente dove “tutto è permesso e tutto si può comprare”. Ma è un’illusione: “ti conviene spendere senza pensare / e se non avrai più i soldi una mattina / ti troverai dall’altra parte della vetrina”.

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David Bowie: Speed of Life (1977)

Lo strumentale che apre Low, il primo capitolo della nota trilogia berlinese rappresenta l’inizio della sua fase di profonda reinvenzione personale e artistica. In poco più di due minuti, Bowie e Brian Eno crearono un paesaggio sonoro capace di evocare l’incedere sinuoso e meccanico della città del Muro. I sintetizzatori e le sezioni ritmiche sembrano riflettere l’energia frenetica e contraddittoria della Berlino Ovest degli anni Settanta. Il titolo stesso suggerisce il tentativo di catturare il flusso inarrestabile dell’esperienza urbana in una metropoli che, come l’artista stesso, viveva sospesa tra il passato traumatico e una potenziale rinascita.

Iggy Pop: The Passenger (1977)

«Quando ascolto le canzoni che ho fatto a Berlino, come Lust for Life o The Passenger, parte un film nella mia testa che mi riporta a quel periodo…» (Tagesspiegel 10/2016)
Ricky Gardiner, chitarrista di Bowie, raccontò di aver buttato giù l’idea degli accordi e del riff distintivo di The Passenger durante una splendida giornata primaverile in campagna. Quando l’iguana del rock lo ascoltò pensò invece all’incedere sospinto, durante i suoi girovagare notturni, dei treni della U-Bahn e S-Bahn di Berlino Ovest. Relegato dalla casa discografica sul lato B del primo singolo tratto da Lust for Life, che a dispetto del titolo (Success) non ottenne grandi riscontri. Come la title-track, The Passenger è diventata un classico di Iggy Pop a distanza di anni. Esattamente uno e due decenni più tardi, grazie alla cover dei Siouxsie & the Banshees (1987) e all’utilizzo in uno spot pubblicitario del 1998.

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Nena: 99 Luftballons (1983)

Un vero e proprio anthem degli anni Ottanta, nonché tra i più grandi successi in lingua tedesca di sempre. 99 Luftballons dei Nena nasce a Berlino, nel pieno del boom della Neue Deutsche Welle.
Il brano trasse ispirazione dalla Guerra Fredda, che all’epoca divideva sia la città, sia la nazione, un tempo unita, di cui era stata capitale. Il suo potente simbolismo ha superato le barriere linguistiche, in particolare negli Stati Uniti, dove la versione originale in tedesco fu largamente preferita alla trasposizione in inglese pensata per il mercato anglofono.

Depeche Mode: Everything Counts (1983)

Il profondo legame tra la band di Basildon e Berlino affonda le sue radici nei primi anni Ottanta. Everything Counts fu registrata a Berlino Ovest, dove venne girato il relativo videoclip.
È da sempre una delle hit più popolari dei Depeche Mode; un brano simbolo del decennio in cui le tensioni della Guerra fredda toccarono il loro apice.
Una canzone ancora oggi identitaria della capitale tedesca, ma soprattutto di un’epoca in cui edonismo e consumismo erano all’apice della loro implacabile ascesa.

Leonard Cohen: First We Take Manhattan (1988)

« They sentenced me to twenty years of boredom / For trying to change the system from within /I’m coming now, I’m coming to reward them / First we take Manhattan, then we take Berlin… »

Berlino ha da sempre ispirato numerosi artisti: la sua divisione, segnata dal famigerato Muro, ha rappresentato l’emblema del conflitto e della contrapposizione. Alla fine degli anni Ottanta, il cantautore canadese Leonard Cohen registrò questo brano cupo ed enigmatico, esplorando, attraverso il suo testo, il tema della trasformazione e della rivoluzione. Indagò il fascino ambiguo delle ideologie estremiste, denunciando una società sempre più consumista, con riferimenti alla superficialità delle mode e all’abuso di droghe.

Paul & Fritz Kalkbrenner: Sky and Sand (2009)

Un salto avanti di due decenni, nella Berlino post-Muro. La metropoli riunificata vive il suo periodo d’oro come capitale povera ma sexy della techno, un’epoca destinata a durare solo pochi anni ancora. Giovani da tutta Europa vi accorrono, attratti dal forte fermento culturale e dal costo della vita ancora accessibile. In questo contesto, i fratelli Kalkbrenner, entrambi DJ, compongono la colonna sonora del cult movie Berlin Calling, con Paul (il maggiore) nel ruolo del protagonista. Il film cattura l’essenza di un’epoca unica e irripetibile, in cui Berlino rappresentava il luogo per antonomasia delle opportunità, ma anche degli eccessi più sfrenati.

La Playlist di CANZONI PER BERLINO – Seconda Parte

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