LA FIGURA DI UDO LINDENBERG

In Italia il suo nome dice poco, ma in Germania è una vera e propria istituzione. Udo Lindenberg è una figura centrale nella musica tedesca, che ha ridefinito il rock in Germania nell’arco di oltre cinquant’anni. La sua voce graffiante, i testi provocatori e l’impegno sociale e politico lo hanno reso una leggenda amata e rispettata. In questo post ripercorriamo brevemente la sua lunga e straordinaria carriera.
Indice

UN UOMO IN NERO
Camminando per Berlino mi sono imbattuto più di una volta in una figura singolare, impossibile da non notare. Dai manifesti lungo le strade e dai cartonati esposti nei negozi di dischi, occhieggiava un uomo di mezza età, longilineo e vestito di nero. Indossava un cappello a falda larga e sfoggiava un’espressione severa e sofferta, accentuata dai solchi profondi sul viso. Questi dettagli mi ricordavano molto Nick Cave, il musicista australiano anch’egli particolarmente legato a Berlino. Il suo nome, Udo Lindenberg, è pressoché sconosciuto in Italia, ma in Germania rappresenta da almeno mezzo secolo una delle figure musicali più amate.
ROCKSTAR MADE IN GERMANY

Anni fa, sulla Warschauer Brücke e lungo la l’East Side Gallery di Mühlenstraße, enormi display elettronici pubblicizzavano un suo concerto. Lo spettacolo avrebbe avuto luogo presso il vicino O2 World. Noto anche come Mercedes Benz Arena, è una sorta di tempio della musica dove si esibiscono le band e gli artisti di maggior successo.
Tra i grandi nomi ospitati presso il capiente – fino a 17000 persone – palazzetto dello sport: Depeche Mode, Elton John, U2 e Zucchero.

LA FIGURA DI UDO LINDENBERG
UNA LUNGA CARRIERA
Udo Lindenberg è nato il 17 maggio 1946 a Gronau (Westfalen), vicino al confine tra l’ex Germania Ovest e i Paesi Bassi. Ha debuttato sul finire degli anni ’60. Nei due decenni successivi si è affermato con una serie di dischi, come solista e con la sua band, la Panik-Orchester. Tuttavia, curiosamente, ha ottenuto i riscontri maggiori a oltre 60 anni di età. In particolare, in questa fase della carriera ha infatti raggiunto due volte i vertici delle classifiche tedesche. Un’anomalia nel panorama musicale che solitamente vedono le parabole degli artisti più affermati tendere a declinare in età avanzata.






IL FILANTROPO
Attraverso il proprio percorso personale e artistico, il cantautore tedesco ha spesso evidenziato una spiccata sensibilità verso importanti temi etici, come i diritti umani e il pacifismo. Un esempio di quanto la figura di Udo Lindenberg sia strettamente connessa all’attivismo e alle cause umanitarie emerge chiaramente dalla presentazione sul sito ufficiale della sua fondazione:
« Udo Lindenberg non è mai stato solo un intrattenitore: per lui è impensabile fare intrattenimento senza assumere una posizione (politica). Ciò che lo distingue particolarmente, come persona e personalità, è la sua indomabile energia, il suo sconfinato ottimismo, la tenacia e un’impareggiabile imperturbabilità.
Per decenni, il suo obiettivo è stato quello di cambiare il mondo il più possibile, a modo suo.
È un attivista utopista, umanista, pacifista, femminista e ambientalista. Si batte contro lo sfruttamento dei paesi del terzo mondo e la diffusione della violenza di destra, per il multiculturalismo e per un mondo più giusto. »
IL SOGNO DI ESIBIRSI AD EST
Spesso, l’animo filantropico di artisti molto popolari è soggetto a critiche e scetticismo. I gesti e gli ideali più nobili rischiano di apparire retorici o autocelebrativi; eppure, esaminando il percorso di Lindenberg, emerge una coerenza non trascurabile. Il cantautore, infatti, si è più volte espresso con toni critici sia nei confronti della DDR, sia verso quella parte politica della Germania Ovest che mostrava scarso interesse per la riunificazione tedesca.
CANZONE PER ERICH
I brani di Udo Lindenberg alternavano tradizionali testi d’amore ad altri più taglienti e sprezzanti che bersagliavano e ridicolizzavano il potere e i suoi rappresentanti. Uno dei suoi maggiori successi, Sonderzug nach Pankow (Treno speciale per Pankow) del 1983, prese di mira l’allora Presidente della Germania Est, Erich Honecker.
TRENO SPECIALE PER PANKOW
Mi scusi, è questo il treno speciale per Pankow*?
Devo andare lì, a Berlino Est
Devo chiarire una cosa con il vostro grande capo
Sono un talento dello jodel e vorrei suonare lì con una band
Ho con me una buona bottiglia di cognac
Vorrei berla in relax con Erich Honecker
E dirgli: Ehi ciccio, io canto per pochi soldi
Al Palazzo della Repubblica, se me lo permetti
Lì vi cantano scimmie e clown
Possono presentarsi con la loro spazzatura
Solo al piccolo Udo
Non è permesso farlo, e non si capisce perché
So di avere un sacco di amici nella DDR, e ogni ora ne ho di più
Oh Erich, sei proprio testardo
Perché non mi lasci cantare nello stato operaio? …
*Pankow è il grande distretto orientale della capitale tedesca, facente parte dell’allora Berlino Est.
LA FIGURA DI UDO LINDENBERG
OLTRE IL MURO
Treno speciale per Pankow raggiunse la top 10 in Germania Ovest, mentre nella DDR non fu nemmeno pubblicato; tuttavia, la canzone oltrepassò il Muro. Il testo dissacrante e provocatorio si appoggiava alla melodia di Chattanooga Choo Choo, con un arrangiamento synth-pop. Il brano si diffuse per tutta Berlino, da ovest a est, e tutti iniziarono ad associare quelle note famose più alla hit di Lindenberg che al classico swing di Glenn Miller. Nonostante il malumore provocato nei gerarchi della DDR, il regime non poté ignorare la popolarità della rockstar tedesco-occidentale: sempre più Ossi si procuravano i dischi e le musicassette della star occidentale presso il mercato nero. Quindi, nell’ottobre dello stesso anno a Udo fu concesso di esibirsi al Palast der Republik di Berlino Est; la prima data di un tour che avrebbe toccato altre città della Repubblica Democratica Tedesca.
CONTESTAZIONI
Quando venne reso noto che il concerto di Lindenberg sarebbe stato riservato ai soli vertici della FDJ, un’associazione giovanile governativa (Freie Deutsche Jugend: Libera Gioventù Tedesca), la reazione dei cittadini non si fece attendere. Dopo un’attesa così febbrile, l’esclusività dell’evento a una ristretta cerchia di eletti suscitò un forte e diffuso malcontento; una folla si radunò davanti all’edificio istituzionale per protestare contro l’organizzazione, e si verificarono alcuni disordini che resero necessario l’intervento delle forze dell’ordine.
SPIRITO LIBERO
Il concerto di Udo fu trasmesso in diretta televisiva in tutto la DDR, suscitando grande preoccupazione nei piani alti per i possibili discorsi che l’artista avrebbe potuto pronunciare davanti a un pubblico così vasto. Nonostante fosse stato organizzato un servizio di monitoraggio in loco da parte di alcuni funzionari di Stato, in diverse interviste ai media occidentali, il cantautore rivendicò la propria libertà artistica e di espressione, dichiarando che non avrebbe accettato censure o imposizioni.
CORAGGIO
«Stasera suoniamo per la pace e per tutte le persone nella DDR. Penso che sia assolutamente positivo che siamo qui ora, perché tutti noi, a est e a ovest, vogliamo la stessa cosa. Vogliamo la pace, non un conflitto a fuoco. Ma non vogliamo nemmeno la Guerra Fredda, né quest’era glaciale tedesca…« »
A tali parole, il pubblico in sala esplose in una vera e propria ovazione, persino tra i membri più influenti della FDJ. Tuttavia, l’episodio suscitò una tale contrarietà in Honecker che tutti i concerti programmati in città importanti come Lipsia, Halle, Rostock e Karl-Marx-Stadt (oggi Chemnitz) furono cancellati.
TENACIA
Dopo l’incidente al Palast Der Republik, Udo non rinunciò al suo desiderio di suonare nella DDR; negli anni successivi, tentò più volte di negoziare con Honecker una nuova tournée. La rockstar e il capo della DDR si incontrarono in alcune occasioni: in una di queste occasioni, Lindenberg gli portò in dono una chitarra e una giacca di pelle. Nonostante il tenore cordiale e amichevole di questi incontri, il presidente si mostrò irremovibile sulle proprie posizioni.

LA RAGAZZA DI BERLINO EST
È bene ricordare che Lindenberg criticava anche il sistema capitalista e le ingerenze degli USA, come dimostra un altro suo brano di successo: Bananenrepublik. La rockstar occidentale coronò il suo sogno di esibirsi per i fan dell’est solo dopo la caduta del Muro. La figura e l’operato di Udo Lindenberg ancora oggi sfatano l’idea generalizzata circa l’indifferenza dei tedeschi dell’ovest per le sorti dei loro fratelli meno fortunati. In particolare, gli va riconosciuto il merito di avere denunciato l’ipocrisia di un regime che ingannava il popolo con bugie sulla protezione dello Stato dal capitalismo e dal fascismo. Una delle canzoni più famose ed emblematiche, in tal senso, è Wir wollen doch einfach nur zusammen sein del 1973, conosciuta anche come Mädchen aus OstBerlin. Il testo è incentrato sull’amore impossibile tra due ragazzi di Berlino divisi dal Muro.






