COME UN BERLINESE

Berlino è una metropoli che vive di paradossi. Una capitale che attira giovani e creativi da ogni angolo del mondo e che detta mode talvolta incomprensibili. Trasandata ma anche patinata, futurista eppure fortemente ancorata al passato, Berlino genera spesso perplessità, ma strappa anche più di un sorriso. Qui il “kitsch” convive con il design più raffinato: la sciatteria diventa spesso ricercatezza e stile. Soprattutto, l’ironia permea ogni aspetto della vita quotidiana: dalle pubblicità umoristiche della BVG al celebre Berliner Schnauze, fino alla cultura del riciclo e all’immancabile, quasi obbligatoria, vocazione artistica dei suoi abitanti. Berlino sembra talvolta una caricatura di sé stessa: ed è proprio questo spirito che l’illustratrice Sophia Halamoda cattura nel suo recente graphic book Like a Berliner (Come un berlinese).
Indice
INVISIBILITÀ E LIBERTÀ

Una delle prime peculiarità di Berlino che ho imparato ad amare è stata il superpotere di rendere chiunque quasi invisibile. Per quanto inizialmente lo trovassi alienante, presto mi sono reso conto che, in fondo, il pesce fuor d’acqua ero io: vivevo a Roma, dove osservare le persone in modo diretto e persino sfacciato, rientra nella normalità. A Berlino, dopo aver colto qualche sguardo infastidito o turbato dai soggetti finiti nel mio indiscreto campo visivo, mi sono rapidamente adeguato e ho smesso di osservare con insistenza persone che trovavo stravaganti. È stata proprio l’eccentricità, o la libertà assoluta nell’esprimere sé stessi, la prima cosa che ha acceso la mia passione per Berlino. Non rilevavo la necessità di apparire sempre impeccabili anche in consuetudini banali come andare a fare la spesa o prendere la U-Bahn.
Regnava un’atmosfera rilassata e informale che mi ha conquistato rapidamente, facendomi sentire subito come un vero berlinese.
(foto in alto: Warschauer Straße, dicembre 2023)
L’AUTOIRONIA DI BERLINO
Ho amato Berlino dal primo momento proprio per la sua riluttanza ad apparire impeccabile, per il suo coltivare con orgoglio una certa estetica dell’imperfezione. Perfino ciò che molti definirebbero “cattivo gusto” assume il valore di una scelta consapevole: la trasandatezza raramente sembra casuale, bensì una volontaria e orgogliosa dichiarazione d’intenti. Berlino pare quasi divertirsi a prendersi gioco della ricerca ossessiva dell’eleganza, della cura maniacale dei dettagli e della perfezione a ogni costo. Anche la BVG, l’azienda dei trasporti pubblici berlinesi, ha costruito negli anni campagne pubblicitarie ironiche che giocano con i difetti, gli stereotipi e le contraddizioni della capitale e dei suoi abitanti. In fondo, Berlino sembra preferire il gioco e la battuta alla compostezza, e celebra sé stessa prendendosi amorevolmente in giro.
L’ARTE DEL RICICLO
Inoltre, come non menzionare il “temibile” Berliner Schnauze (grugno berlinese)? Un umorismo brusco e disarmante che, come suggerito da Monika Maron in La mia Berlino, dietro la scorza ruvida nasconde intenti di complicità: un’attitudine coerente con la capacità tutta berlinese di riconoscere un valore a qualsiasi cosa. Un vecchio asciugacapelli nell’androne, una poltrona logora sul marciapiede o una lampada anni ’70 accanto ai cassonetti trovano rapidamente nuovi proprietari. Oppure, le vecchie cabine telefoniche diventano librerie gratuite o la discoteca più piccola del mondo. Perché a Berlino nulla sembra poter morire: gli oggetti non più utilizzabili, al limite, cambiano funzione, in una vera e propria filosofia del riciclo. Ai berlinesi non basta vivere: devono anche creare, o almeno trovare ed esprimere il proprio estro artistico. Un popolo di aspiranti creativi che alimenta uno dei cliché più divertenti su Berlino: quello secondo cui ogni berlinese debba essere, in qualche misura, un artista.

Forse in pochi ci credono fino in fondo, ma in molti continuano ad alimentare questo mito.
(foto sopra: Teledisko in Raw Gelände-Friedrichshain)
LIKE A BERLINER di Sophia Halamoda (BeBra Verlag 2026)
Dopo questo lungo preambolo arriviamo a Like a Berliner di Sophia Halamoda, illustratrice originaria di Ulm e berlinese d’adozione. Si tratta di una guida illustrata, rigorosamente umoristica, dedicata all’arte di vivere e “sopravvivere” a Berlino. In diverse interviste, Sophia ha raccontato il senso di spaesamento provato all’arrivo in una realtà caotica e distante da quella da cui proveniva. Per sdrammatizzare quel disagio, iniziò a raccogliere osservazioni e disegni in una sorta di prontuario berlinese destinato inizialmente a sé stessa e ai propri amici. Da lì nacque il primo libro How to Become a Real Berliner (Come diventare un vero berlinese) che catturò una certa attenzione. Le sue illustrazioni approdarono così su testate prestigiose (Bild, Tagesspiegel) e iniziò a collaborare stabilmente con il portale culturale IHeartBerlin. Proprio su queste pagine web vide la luce la divertente Berghain Guide, primo tassello del percorso che avrebbe portato alla realizzazione di Like a Berliner.




DAS BERLINER LEBENSGEFÜHL
Like a Berliner compone, attraverso illustrazioni irresistibilmente naïf e alcuni racconti personali, un ritratto onesto e ironico della città, una sorta di compendio della proverbiale Berliner Lebensgefühl (spirito berlinese di vita). Un libro che non solo fa sorridere, ma che riesce a spiegare meglio di tante guide tradizionali, l’essenza e la vocazione di questa metropoli dove vigono un modus vivendi e un approccio culturale fuori dal comune. Dalla libertà d’espressione personale, capace di abbattere ogni giudizio e intolleranza al valore del tempo e dello spazio comune. Berlino, con il suo perpetuo moto di trasformazione, spinge i suoi abitanti a concentrarsi sul presente, a celebrare l’effimero e la creatività autogestita, ad abbracciare le diversità e le sottoculture. Una metropoli concitata ma sufficientemente rilassata da non farsi sopraffare dalla frenesia moderna, salvaguardando sempre spazi vitali in cui le persone possono esprimersi e reinventarsi.
Note: al momento, LIKE A BERLINER è disponibile solo in inglese.



