GENTE DI BERLINO. UN DIARIO

GENTE DI BERLINO. UN DIARIO

Gente di Berlino di Amanda Greco è un libro – diario che narra l’immersione totale dell’autrice nella metropoli tedesca nei suoi anni di capitale distante – al contrario di oggi – dalle logiche patinate delle grandi metropoli globali. Il racconto di una realtà fatta di case e spazi condivisi, precarietà lavorativa, sussidi statali, notti infinite, incontri casuali e legami profondi. Un mosaico umano che restituisce il battito autentico della leggendaria (e ormai lontana) capitale povera ma sexy, quando Berlino attirava persone da tutto il mondo. In particolare artisti, musicisti, scrittori e aspiranti tali, accomunati più dal desiderio di espressione che dal successo. Ce ne parla Claudia, lettrice di lunga data del nostro blog, con la quale abbiamo fatto una chiacchierata tempo addietro.

GENTE DI BERLINO di Amanda Greco (Ouverture Edizioni 2018)

Fra i libri che ricevo in regalo a ogni Natale, non manca mai quello su Berlino: amici e familiari sanno bene quanto ami questa città. Però, quando, la festività appena trascorsa, mi sono ritrovata tra le mani Gente di Berlino, sono rimasta interdetta. Il riferimento al capolavoro di Joyce era azzardato o involontario? Già dopo le prime pagine ho pensato di chiuderlo e sistemarlo sotto la zampa più corta del proverbiale tavolo traballante. Ho pensato: c’era bisogno di un altro romanzo zeppo di cliché sulla Berlino di alcol, anfetamine e code al Berghain? Ho comunque proseguito la lettura e, sorprendentemente, l’ho divorato in un paio di giorni! Quella che rischiava di rivelarsi una cronaca superficiale si è rivelata un’indagine profonda e coinvolgente, un racconto di vita che mi ha riportata su percorsi a me molto familiari, a un passato di spaesamento e ricerca di identità, tra tasselli confusi e mancanti.

SFONDO E PROTAGONISTA

La Berlino in questo diario non fa da semplice sfondo: è la comprimaria della protagonista. Amanda approda nella metropoli non per una scalata professionale, ma per rispondere a tante domande perennemente sospese in Italia. Inoltre, i personaggi che animano il libro, più che “cervelli in fuga” sono anime alla ricerca di sé. Mi sono proprio riconosciuta nel campionario umano, fragile e irrequieto, descritto da Amanda Greco. Ho ricordato il mio approdo a Berlino, con un pesante carico di aspettative sostenute da un idealismo romantico e spinto, quasi utopico. Capii molto presto che mi sarei potuta esprimere liberamente, senza chiedere il permesso a nessuno. L’assenza apparente di giudizio rendeva tutto legittimo, e Greco coglie molto bene il microcosmo bizzarro e vitale che rifletteva lo spirito anarchico della città. In un periodo e contesto in cui gentrificazione e speculatori cominciavano purtroppo a minare quell’equilibrio meravigliosamente precario.

GENTE DI BERLINO: DIARIO ESISTENZIALE

In Gente di Berlino trovano spazio anche presenze misteriose e fenomeni paranormali, ma il centro della narrazione resta lo spirito libero e intraprendente dei nuovi berlinesi. In fondo l’esplorazione dei propri limiti passa anche attraverso gli eccessi e le stravaganze. Ho rivisto me stessa per le strade di Kreuzberg e lungo i canali di Neukölln citati nel racconto. Ho riconosciuto e provato nostalgia per il rigore dei duri inverni che ho imparato ad amare. Soprattutto mi sono ritrovata nelle riflessioni più intime dell’autrice. Le sue riflessioni scavano nei dilemmi condivisi dalla nostra generazione. Ho sorriso con tenerezza ai racconti sulle sue peripezie sentimentali, tra slanci d’impulso e legami sbagliati forse dettati più dal bisogno di accettazione che da una chiarezza d’intenti. Emergono così i suoi conflitti tra la realizzazione artistica, il desiderio di maternità e la ricerca di rapporti non limitanti o soffocanti.

VITA DA EXPAT

Infine, la domanda centrale, familiare a molti espatriati: è possibile amare perdutamente Berlino senza sentirsi corrisposti? Questo è il dilemma che si snoda lungo i capitoli del diario. Berlino viene descritta come un’amante affascinante e accogliente, ma talvolta anche sfuggente e crudele. incapace di concedersi del tutto. Gente di Berlino è un diario personale che tra malinconia e ironia racconta la città in un periodo in cui tutto era possibile. Tra passaggi teneri, malinconici e divertenti, le esperienze di Amanda ruotano intorno a interrogativi essenziali: restare o partire? Resistere o cambiare ancora una volta strada? Queste sono le domande che percorrono e strutturano il romanzo come un filo teso. Le risposte arrivano alla fine del viaggio, ed è meglio scoprirle giungendo da soli a destinazione.

UNA METROPOLI DI ARTISTI

Leggendo questo diario romanzato, ho pensato subito a La Deutsche Vita, documentario girato nello stesso periodo di Gente di Berlino. Tra gli expat italiani intervistati compare un ragazzo che lavora come ambulante e si diletta girando film in Super8. In piena era digitale, a Berlino esisteva un vero e proprio circuito di appassionati di questo tradizionale sistema in pellicola.

«Del resto Berlino è una città di artisti: qui, se non sei un artista, non sei nessuno», afferma ironico. E Gente di Berlino è animato da un coacervo di artisti hipster ed eccentrici che, nella metropoli tedesca, hanno trovato il giusto ambiente per esprimere sé stessi senza freni. Insomma, il clima accogliente, libertario e progressista che, per oltre due decenni, ha animato la Berlino post-Muro. Un documento per conoscere, riconoscere e, in fondo, rimpiangere la Berlino dei suoi ultimi leggendari anni di capitale povera ma sexy. (MB)

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