DOVE FINISCE LA VERITÀ?

DOVE FINISCE LA VERITÀ?

Al Berghain, il club più celebre di Berlino, una giovane donna americana muore in seguito a un’overdose. Una serie televisiva, anni dopo, torna su quella vicenda, senza però raccontarla fedelmente. The Next Level, produzione ARD in sei episodi, prende spunto dal caso di Jenifer, un‘ avvocata di Los Angeles ricoverata e deceduta in un ospedale berlinese dopo una notte trascorsa presso il prestigioso tempio della techno. La serie trasforma la cronaca in fiction, cambiando nomi, luoghi e circostanze. Il risultato, senza essere una ricostruzione giudiziaria, lascia aperte numerose domande. Quanto della vicenda reale è rimasto nella serie? Quali responsabilità emergono, e quali vengono invece soltanto suggerite? E soprattutto, dove finisce la verità? Ripercorriamo la drammatica storia di Jenifer, la notte fatale al Berghain e il reportage di Der Spiegel. Un articolo che ha alimentato il dibattito mai sopito sulla legittimità della cultura dei club, parte integrante dell’identità di Berlino.

DOVE FINISCE LA VERITÀ?

JENIFER E CARLO

Estate 2017: Jenifer, un’avvocata californiana trentenne, si trova a Berlino con il marito Carlo. La capitale tedesca è l’ultima tappa del loro lungo viaggio intorno al mondo. Decidono di trascorrere l’ultima sera al Berghain, considerato in tutto il mondo un tempio della techno, noto anche per la rigidissima selezione all’ingresso. Il fotografo Sven Marquardt, uno dei bouncer addetti al filtraggio degli ingressi, è divenuto quasi una figura mitologica della metropoli. I criteri con cui gli aspiranti avventori vengono ammessi o respinti sono da sempre oggetto di discussione. Online circolano persino delle guide che forniscono dritte su ipotetici errori da evitare per ridurre al minimo il rischio di fare ore di fila invano. Tra le regole date quasi per certe vi è quella di respingere chiunque sia palesemente alterato da alcol e/o droghe. Ma dove finisce la verità e dove ha inizio la leggenda?

AL BERGHAIN

Jenifer e Carlo superano la selezione ma, appena entrati, i membri della security, sequestrano la pillola di ecstasy che la donna aveva con sé. Quindi, un amico che era lì con loro, acquista altra droga nei bagni del locale, che Jenifer assume. Dopo alcune ore, Carlo perde di vista la moglie e inizia a cercarla insieme all’amico, ma senza successo.

Foto sopra: Berghain, ehemaliges Kraftwerk Rüdersdorfer Straße, Berlin di Minderbinder, concessa in licenza CC BY-SA 4.0.

Il Berghain è uno spazio enorme, articolato su più livelli e sale, un autentico labirinto di corridoi, scale e angoli affollati. Dopo circa mezz’ora, Carlo riceve un SMS dal cellulare di Jenifer. In realtà lo scrive una dipendente del locale, che si sta prendendo cura della donna, e lo invita a raggiungerle al piano terra. Quando l’uomo vede sua moglie in condizioni preoccupanti e priva di lucidità, chiede di chiamare urgentemente un’ambulanza. La dipendente lo rassicura che non occorre: Jenifer si sarebbe ripresa in massimo un paio d’ore.

UNA FINE TRAGICA

La donna è in preda a convulsioni, con schiuma alla bocca. I soccorsi vengono chiamati solo quindici minuti più tardi; Jenifer viene trasportata in un ospedale vicino, dove muore in tarda mattinata. Il caso suscita un acceso dibattito in Germania. Il reporter dello Spiegel Alexander Osang cerca di ricostruire gli eventi e di fare luce sulle cause e sulle eventuali responsabilità legate alla morte della giovane donna, che quella notte aveva assunto volontariamente alcol e droga. Secondo alcune ricostruzioni, un intervento più tempestivo avrebbe potuto aumentare le sue possibilità di sopravvivenza. Gestori e addetti del Berghain finiscono così nel mirino dell’opinione pubblica, anche a causa dei sospetti di scarsa trasparenza da parte di polizia e istituzioni. La vicenda riapre il dibattito sui rischi legati alla cultura dei club e sulle responsabilità del Berghain, istituzione che sembrerebbe intoccabile proprio per il suo ruolo determinante nell’immaginario collettivo berlinese.

DOVE FINISCE LA VERITÀ?

THE NEXT LEVEL di Pia Striettmann e Julia Langhof (Germania 2025)

Il caso di Jenifer ha ispirato i sei episodi di The Next Level, una produzione ARD andata in onda in Germania nel 2025. La trama della serie è dichiaratamente fittizia, ma prende spunto dalla vicenda reale raccontata da Osang nel suo reportage. La coppia protagonista è formata da Zofia e Josh, due neosposi newyorchesi che concludono la loro lunga luna di miele itinerante nella capitale tedesca, mentre Jenifer e Carlo vivevano a Los Angeles ed erano sposati da quattro anni. Il club della serie, inoltre, non è il Berghain, ma un locale immaginario chiamato Reaktor. La scelta di non riprodurre fedelmente i fatti di cronaca è del tutto coerente con il taglio della serie, che non vuole essere né un docufilm né una fedele ricostruzione della vicenda: la morte di Zofia funge da punto di partenza per una trama stratificata sul mondo dei club berlinesi.

DIETRO IL TITOLO

La giornalista d’assalto Rosa potrebbe essere l’alter ego di Osang: la sua ultima grande inchiesta ha portato alle dimissioni di un sottosegretario. Tuttavia, il suo “prossimo livello” sembra costarle caro: troppo lavoro, troppo alcol, troppo poco tempo per Mark, il partner con cui convive. Mark, tra l’altro, lavora per la senatrice all’Economia e segue uno dei più grandi cantieri della città. Ed è qui che il titolo The Next Level assume significati diversi: il ritorno a casa dopo il lungo viaggio, la pasticca in più, la parabola di Josh, il grande progetto immobiliare che dovrebbe sorgere di fronte al club. E, non ultima, l’ambizione di una Berlino che sembra voler somigliare sempre di più a New York. Come in gran parte delle produzioni tedesche, non mancano i riferimenti alla divisione e all’identità dell’Est. Si tratta di ferite mai del tutto rimarginate che continuano a riaffiorare nella Berlino contemporanea.

LA BERLINO DEI CLUB

Il focus centrale di The Next Level resta comunque la normalizzazione del consumo di droga nei club berlinesi, suggerendo anche il valore economico che questa realtà genera grazie alla sua funzione di attrazione turistica. Ma l’orizzonte si espande oltre, affrontando questioni complesse come la gentrificazione, la speculazione immobiliare e la commercializzazione della città. Con la caduta del Muro, Berlino ha visto moltiplicarsi gli spazi occupati, spesso ricavati da fabbriche e aree industriali dismesse. Siti trasformati in club e luoghi di aggregazione che incarnavano il clima entusiasta della metropoli riunificata. Berlino è diventata rapidamente la metropoli alternativa, aperta a ogni forma di espressione, simbolo di ribellione alle logiche tradizionali del mercato. Con il tempo, però, l’espansione del turismo e gli interessi immobiliari hanno finito per trasformare parte di quella identità in un marchio urbano tanto potente quanto svuotato.

DOVE FINISCE LA VERITÀ?

DENARO E MITO

La serie è disseminata di riferimenti alla trasformazione urbana di Berlino: il progetto immobiliare richiama il Mediaspree e l’insediamento prepotente di colossi come Google e Amazon. Inoltre, il personaggio dell’immobiliarista Bodo Brenner richiama il mondo degli affari e dell’editoria berlinese. Sullo sfondo c’è il dato, già presente nel reportage originale, secondo cui circa un terzo dei turisti arriva a Berlino per la sua ricca e frenetica nightlife; un giro d’affari, quello legato alla scena dei club, che raggiunge il miliardo di euro. Un contesto nel quale il mito della città alternativa assume il valore di un brand accattivante e, soprattutto, di un enorme asset economico.

CULTURA DELLO SBALLO

Lo slogan Berlin arm, aber sexy sintetizza bene quella stagione ormai chiusa e lontana. Fino ai primi anni 2010 Berlino attirava artisti, studenti, lavoratori precari e viaggiatori provenienti da tutta Europa, grazie a un costo della vita relativamente basso e a un’offerta culturale straordinariamente accessibile. La scena dei club contribuì in modo decisivo a questa attrazione, ma The Next Level suggerisce anche la realtà di una città sempre più relegata a semplice destinazione per lo sballo, oscurando la sua complessità storica e culturale: i quartieri dell’ex Est, i musei, i teatri, i memoriali e le tracce ancora visibili della DDR e del Muro.

L’INFERNO DI LUCI DEL REAKTOR

Una particolarità della serie è l’aggiunta, ad ogni episodio, di un tassello narrativo che spesso sposta la prospettiva dello spettatore, in perfetta coerenza con l’idea del “livello successivo” suggerito dal titolo. Anche sul piano visivo The Next Level è una serie più che eccellente, impreziosita da una fotografia curata ed elegante. Berlino è ritratta in maniera autentica e appare affascinante e spettrale, grazie a inquadrature che prediligono profondità di campo schiacciate e cornici poco definite. Le scene ambientate all’interno del Reaktor, dalla scenografia imponente in un tripudio di luci stroboscopiche, restituiscono attraverso un montaggio rapido e sincopato l’energia, ma anche il senso di claustrofobia e allucinazione tipico dei club techno. Al punto che alcuni critici le hanno paragonate ai gironi descritti nell’Inferno dantesco.

DOVE FINISCE LA VERITÀ?

OLTRE LA FACCIATA DEL MITO

La forza di The Next Level sta soprattutto nel non formulare accuse esplicite né pretendere il valore un racconto d’inchiesta. Piuttosto, apre la strada al dubbio che intorno ai grandi club berlinesi possa esistere una certa reticenza, una trasparenza non sempre completa, favorita dal loro status di simboli potenti della Berlino post-Muro. Club come il Berghain sono spazi di intrattenimento, ma anche istituzioni informali della città; la serie sembra chiedersi quanto sia facile, in un contesto così mitizzato, separare la tutela di una leggenda urbana dalla necessità di confrontarsi senza filtri con le sue contraddizioni.

THE NEXT LEVEL — Scheda tecnica

  • Titolo originale: The Next Level
  • Anno: 2025
  • Paese: Germania
  • Genere: Drammatico
  • Episodi: 6 della durata di circa 45 minuti ciascuno
  • Regia: Pia Strietmann, Julia Langhof
  • Sceneggiatura: Alexander Osang, Ipek Zübert, Thomas Gerhold
  • Cast: Lisa Vicari, Ben Lloyd-Hughes, Jenny Walser, Jens Harzer, Jerry Hoffmann, Paula Kober
  • Produzione: ARD
  • Streaming: su MYmoviesONE (versione originale con sottotitoli in italiano) fino al 30 aprile 2028

TRAILER UFFICIALE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *