VIAGGIO NELLA MEMORIA

VIAGGIO NELLA MEMORIA

27 GENNAIO

La Shoah, un’ombra indelebile sulla storia dell’umanità, continua a suscitare dibattiti e riflessioni. Nel novembre del 2005 è stato istituito il 27 gennaio come Giornata della Memoria. Anche questa ultima ricorrenza ha offerto l’opportunità di riflettere su come la percezione di questa importante giornata stia gradualmente cambiando. Ogni anno, media e palinsesti propongono, attraverso documenti, dibattiti, opere letterarie e cinematografiche, l’occasione per un intenso e toccante viaggio nella memoria. Nonostante i monumenti e le iniziative dedicate alla memoria della Shoah, Liliana Segre teme che l’Olocausto venga relegato a un mero fatto storico e che, con la scomparsa degli ultimi sopravvissuti, finisca con l’essere menzionato sbrigativamente nei libri di scuola. Questa e altre precedenti dichiarazioni della senatrice a vita hanno acceso dibattiti polarizzati, perché mai come oggi appare fondamentale schierarsi da una parte o dall’altra.

DIBATTITI, POLEMICHE E CONTROVERSIE

Pur non condividendo alcune posizioni di Segre – vedi l’uso, secondo lei improprio, del termine genocidio circa le stragi a Gaza – trovo scorretto minimizzare la sua terribile esperienza. Men che mai revisionare uno sterminio folle e programmatico come l’Olocausto. C’è chi ritiene che le preoccupazioni della senatrice a vita siano eccessive e parziali, viziate da un vittimismo, a distanza di ottant’anni, eccessivo e strumentale. La sua esperienza diretta di tredicenne sottratta all’infanzia e agli affetti, sembra aver superato una sorta di data di scadenza. Come se esistesse una prescrizione morale per un genocidio che è costata la vita, tra gli altri, ad almeno un milione e mezzo di minori.

VIAGGIO NELLA MEMORIA – IL PERICOLO DELL’OBLIO

L’esistenza, in tutta Europa – con Berlino in prima linea – di numerosi musei e memoriali dedicati alla Shoah non può arginare da sola la tendenza delle ultime generazioni a perdere di vista la gravità e l’unicità del più grande e sistematico eccidio del secolo scorso. La preoccupazione della senatrice, in tal senso, è condivisibile. Senza più alcun testimone in vita, la Shoah rischia realmente di essere percepita come un evento storico lontano e astratto, un capitolo chiuso di un libro di Storia? I numerosi spazi commemorativi – campi di concentramento adibiti a musei, mostre, installazioni, targhe, pietre d’inciampo, ecc. – riescono davvero a trasmettere il senso dell’Olocausto come una ferita ancora aperta e come un monito valido per il futuro?

MUSEO EBRAICO BERLINO JÜDISCHES MUSEUM JEWISH MUSEUM BERLIN
IL JÜDISCHES MUSEUM

Il Museo Ebraico di Berlino, progettato da Daniel Libeskind, è un esempio tra i più significativi di contributo dell’arte e dell’architettura alla memoria storica. La struttura dell’edificio riflette il vuoto generato dalla distruzione della comunità ebraica tedesca: le linee asimmetriche e spezzate, i corridoi angusti e le stanze volutamente in pendenza comunicano un senso di perdita e disconnessione. Uno degli spazi più evocativi è il Giardino dell’Esilio, che intende trasmettere fisicamente lo spaesamento e il disorientamento vissuto dagli ebrei costretti alla fuga. L’installazione è costituita da 49 pilastri di cemento inclinati sulle cui sommità sono stati piantati degli arbusti di olivagno (simile all’ulivo), come simbolo di pace, speranza e rinascita. Camminare tra questi monoliti dà una sensazione di smarrimento e di instabilità, probabilmente simile a quella vissuta dai fuggitivi costretti a ricostruire le loro vite altrove.

MASCHERE DI DOLORE

Inoltre, merita una menzione particolare l’installazione di Menashe Kadishman nota con il titolo di Shalechet (o Foglie Cadute). L’opera consta di oltre diecimila volti di metallo sparsi sul pavimento di uno spazio angusto e silenzioso, il Memory Void. Le sagome rappresentano i volti delle vittime innocenti di guerre e persecuzioni; i visitatori, camminandovi sopra, producono un rumore metallico e inquietante, che può ricordare quello di un grido soffocato. Il ragguardevole simbolismo di questa opera non può lasciare i visitatori indifferenti, costringendoli a confrontarsi con il dolore della perdita e il peso della memoria.

DIMENTICARE MAI

Il Jüdisches Museum è un ampio centro di documentazione sugli orrori che colpirono la comunità ebraica europea nella prima metà del Ventesimo secolo. Il suo scopo non è solo divulgativo, ma anche quello, attraverso un viaggio nella memoria, di stimolare una consapevolezza profonda, in modo che la Shoah non venga mai ridotta a un mero capitolo di storia e mantenga la sua funzione come lezione e promemoria imprescindibili per le generazioni a venire. Affinché il passato continui a rappresentare le fondamenta per un futuro di consapevolezza, rispetto e impegno per la pace e i diritti umani.

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