VIAGGIO IN TRENO PER BERLINO

VIAGGIO IN TRENO PER BERLINO

Resoconto del lungo viaggio in treno da Bologna a Berlino. Una scelta ecologica che però ha rivelato alcuni disagi, anche inaspettati, oltre ai tempi, ovviamente, ben più dilatati rispetto a quelli del consueto collegamento aereo. Tuttavia, la percorrenza una tratta ferroviaria così lunga è un’esperienza che, se ben programmata, offre vantaggi innegabili come l’assenza dello stress degli aeroporti, la visuale su splendidi paesaggi mozzafiato e la sensazione di un viaggio affascinante a ritroso nel tempo.

IMPREVISTI

Purtroppo, devo dire che il viaggio in treno per Berlino si è rivelato piuttosto deludente. Un’esperienza poco confortevole e tutt’altro che rapida e indolore. Tuttavia, un aspetto positivo affatto trascurabile c’è, a patto di viaggiare nelle ore di luce: i paesaggi spettacolari, specie tra il Trentino e la Baviera, passando per l’Alto Adige e l’Austria.

VIAGGIO NEL TEMPO

Il treno della DB per München è partito da Bologna in perfetto orario, ed è giunto nel capoluogo bavarese con mezz’ora di ritardo. Il treno era semivuoto e ho apprezzato, almeno inizialmente, l’impiego di vecchie carrozze che, per un’anima vintage come me ha significato un piacevole tuffo nel passato. I vecchi scompartimenti da 6 posti creano come dei microcosmi l’uno differente dall’altro e agevolavano il contatto umano e le conoscenze. Peccato che le mie prime due compagne di viaggio fossero poco inclini al dialogo. La prima ha letto e masticato cibo per l’intera durata del viaggio, mentre la seconda se n’è stata tutto il tempo nel corridoio.

SCARAMUCCIA TEUTONICA

Il viaggio in treno per Berlino ha avuto inizio in un’afosa mattinata di metà luglio. La prima brutta sorpresa è stata l’aria condizionata non funzionante. Il mio sedere si è praticamente liquefatto sull’elegante sedile in “freschissimo” velluto blu. Al Brennero si è unito un signore distinto di mezza età, apparentemente cordiale e decisamente taciturno, almeno fin quando non ha ingaggiato un’accesa polemica con la succitata lettrice ruminante. L’oggetto dell’alterco pare fossero le borse e gli zaini che la donna aveva sistemato sui sedili e non sulle apposite rastrelliere. Mi domandavo perché il signore si lamentasse, dato che lui stesso teneva la propria borsa sul sedile di fianco, e il suo trolley slittava nello spazio centrale e a ogni curva sbatteva contro le mie gambe. Naturalmente ho taciuto, anche perché il confronto tra i due avveniva in tedesco, e io non ero certo in grado di interagire nel loro “soave” idioma.

Viaggio in treno per Berlino Scompartimento DB Bologna Berlino via Monaco

LO SCALO A MONACO

A Monaco avevo tre ore abbondanti prima di riprendere il viaggio. Ho depositato la valigia e con la S-Bahn ho raggiunto la splendida Marienplatz. Ho pranzato con un sandwich e una birra seduto su una fioriera nell’affollata piazza dominata dal Neue Rathaus, lo splendido e imponente municipio in stile gotico, molto amato dai turisti per la torre che ospita il caratteristico Glockenspiel. Si tratta di un grande carillon composto da numerose campane che, nel periodo estivo, vengono azionato fino a tre volte al giorno. Purtroppo nemmeno questa volta sono riuscito ad assistere al concerto. Le volte precedenti erano state nei periodi autunnali e invernali, quando il Glockenspiel suona solo due volte, di cui l’ultima a mezzogiorno, e non mi era mai riuscito di arrivare in tempo, perché la sera uscivo e rientravo a notte fonda o alle prime luci dell’alba.

REALTÀ OPPOSTE

In Germania, Monaco è considerata come una sorta di anti-Berlino, a partire dal confronto tra le rispettive piazze principali. La moderna e dispersiva Alexanderplatz contro l’antica e raccolta Marienplatz. Anche le superfici delle le due città sono in antitesi. Monaco si estende per circa 300 kmq e vanta un milione e mezzo di abitanti, contro i circa 900 kmq e 4 milioni di Berlino. La capitale tedesca incarna appieno lo spirito disordinato e cosmopolita della grande metropoli multiculturale, mentre Monaco appare molto ordinata e borghese. Certamente, il capoluogo bavarese aderisce maggiormente all’immaginario collettivo sulla ricca ed efficiente Germania.
Una nota negativa: tornando a piedi verso la stazione, ho notato svariate persone accampate sui marciapiedi a elemosinare. Molte di esse mostravano mutilazioni e/o malformazioni fisiche. Anche a Berlino ho rilevato un certo incremento di questi casi di emarginazione, ma forse è solo una conseguenza del periodo più caldo.

L’ULTIMA COINCIDENZA

A Monaco ho preso il treno per Norimberga: appena un’ora di viaggio e, un quarto d’ora dopo, avrei dovuto trovare l’intercity per Berlino. Serenità e ottimismo hanno iniziato a vacillare quando il treno rimandava continuamente la partenza. Prima 10, poi 20 e infine 30 minuti. Ricevevo sms ed e-mail dalla DB che mi notificavano la probabile perdita della coincidenza. Dato l’orario, avrei dovuto attendere la mattinata successiva per concludere il viaggio. Ho iniziato a rimpiangere di non essermi fermato, come avevo valutato, una notte a Monaco. Cercare nel cuore della notte un hotel in una città che non conoscevo, mi preoccupava non poco. Ma, come me, c’erano numerosi altri viaggiatori diretti a Berlino. Alcuni hanno assediato il personale di servizio con toni allarmati o alterati. Forse, grazie alle loro proteste, abbiamo trovato il treno per Hauptbahnhof ad attenderci nonostante il ritardo. Sollevato, sono crollato in un sonno profondo.

VIAGGIO DI RITORNO

Lo stesso problema si è verificato anche durante il viaggio di rientro in Italia. Sono partito dalla stazione centrale di Berlino nel cuore della notte, in perfetto orario, eppure il treno è arrivato a Monaco accumulando 40 minuti di ritardo. Ho così perso la coincidenza per un soffio. L’opzione successiva era dopo 4 ore, ma almeno ho potuto affrontare con tranquillità la lunga coda al Reisezentrum per il cambio biglietto (gratuito). Sfortunatamente ha piovuto incessantemente, per cui sono rimasto tutto il tempo in stazione: tra l’altro lo scalo ferroviario del capoluogo bavarese è abbastanza bruttino oltreché decisamente sporco.

LUOGHI COMUNI

Questa esperienza mi ha insegnato quanto possano valere poco gli stereotipi e i luoghi comuni. Ad eccezione dell’efficienza organizzativa durante la fila allo sportello, grazie agli addetti molto gentili, ho vissuto un disagio che definirei tipicamente italico. In realtà, il servizio ferroviario tedesco non si è rivelato, come pensavo, efficiente: ritardi inaspettati, carrozze poco pulite, aria condizionata non funzionante e toilette fuori servizio o intasate.
Curiosamente, ho notato che la DB, per il viaggio Bologna-Monaco e viceversa, ha impiegato treni obsoleti mentre, per le tratte in territorio germanico, ne utilizza di più moderni.

A BERLINO CON IL TRENO: PRO E CONTRO

Nonostante l’esperienza poco esaltante che mi ha fatto rimpiangere le compagnie aeree low cost e mandare a quel paese Greta Thunberg, non ritengo che l’opzione treno sia da scartare a priori. Si possono valutare itinerari diversi e soprattutto evitare coincidenze e cambi troppo ravvicinati. Aldilà della scelta ambientalista, gli aspetti positivi, come i tempi più dilatati e i bagagli illimitati, consentono un’esperienza di viaggio piacevole e rilassante.
In conclusione, il viaggio treno per Berlino non è forse la scelta più economica ma, come già scritto in un precedente post, basta organizzarsi con sufficiente anticipo (un paio di mesi) e le tariffe non sono lontanissime da quelle dei voli.

2 thoughts on “VIAGGIO IN TRENO PER BERLINO”

  1. Certamente allucinante.
    Ma anche le compagnie aeree low-cost (Ryanair, EasyJet e consimili) che ti cancellano all’ultimo un volo prenotato mesi prima (dopodichè ti adatti o ti attacchi al tram) non scherzano.

    1. Infatti ho poi appreso che in tanti avevano preso d’assalto i treni per via di scioperi e disagi vari negli aeroporti. Perché, altra cosa che ho dimenticato di menzionare, i treni da Monaco e soprattutto quello da Norimberga erano strapieni. Per pura fortuna ho trovato un posto libero: addirittura c’era gente accampata per terra.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *