ULTIMI GIORNI A BERLINO

ULTIMI GIORNI A BERLINO

Ultimi giorni a Berlino è un romanzo storico di Paloma Sánchez-Garnica che intreccia destino, politica e vita quotidiana nella Berlino degli anni ’30 e ’40. In questo post esploriamo i temi principali del libro, la sua ambientazione tra Pietrogrado, Berlino, Madrid e Mosca e perché questa narrazione di lotta e sopravvivenza coinvolge il lettore, pur non mancando di stimolare critiche costruttive. Un libro ideale per chi ama i racconti storici e apprezza una scrittura semplice, lineare e scorrevole.

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Di norma questo blog non dedica spazio a libri che non siano stati particolarmente apprezzati. Tuttavia, in un negozio dell’usato mi sono imbattuto in questo Ultimi giorni a Berlino di un’autrice iberica e, attratto dal titolo e dalle note di copertina, l’ho acquistato con slancio.

ULTIMI GIORNI A BERLINO di Paloma Sánchez-Garnica (Sperling & Kupfer 2023)

Purtroppo, si è rivelato esattamente il tipo di racconto che normalmente evito. Ciononostante, ha avuto il merito di farmi superare l’iniziale fastidio e di spingermi a terminarlo rapidamente. Sebbene le sue 480 pagine, al netto di eccessivi dilungamenti, avrebbero potuto essere ridotte almeno della metà. Questo romanzo di “lotta e sopravvivenza ai totalitarismi“, presenta uno sviluppo fin troppo guidato. Le descrizioni e le elucubrazioni dell’autrice indirizzano il lettore verso conclusioni predefinite. Inoltre, i personaggi risultano stereotipati e privi di spessore, incastrati in dinamiche e dialoghi poco credibili. Il risultato riporta a certe telenovele, con l’inflazionata contrapposizione tra buoni e cattivi, tra bene e male.

RUSSIA, GERMANIA E SPAGNA

Ultimi giorni a Berlino ha tutte le caratteristiche di un romanzo d’appendice di stampo tradizionale, a metà tra i feuilleton e le fiction generaliste, che pur contano i loro legittimi estimatori. Ed è proprio a questi ultimi che potrei consigliarlo, non ritenendolo affatto un libro scritto male, o privo di accuratezza storica. Anzi, l’intreccio, pur concepito per un pubblico specifico, è ben congegnato e offre l’opportunità di esplorare un periodo della storia tedesca meno conosciuto e sfruttato di altri. La vicenda si sviluppa tra tre nazioni europee e ha al centro una famiglia ispanico-russa che, a causa del clima politico e sociale della Russia post-rivoluzionaria, decide di riparare a Madrid. Il tentativo di fuga, però, non va come sperato e alcuni membri restano intrappolati in Russia, per via di circostanze poco chiare e probabilmente non fortuite.

Ultimi giorni a Berlino

DITTATURE A CONFRONTO

Il protagonista, ormai adulto nella Spagna pre-franchista, accetta un incarico presso l’ambasciata spagnola di Berlino. Poco dopo il suo arrivo, Adolf Hitler viene nominato Cancelliere del Reich. Quindi le relazioni diplomatiche tra Germania e Unione Sovietica, già tese e precarie, si complicano ulteriormente. Un aspetto potenzialmente interessante del romanzo è il ruolo della Spagna durante la Seconda Guerra Mondiale. Il rapporto tra Francisco Franco e Hitler è una questione più controversa di quanto la nota posizione di “neutralità” e “non belligeranza” lasci intendere.

FINALISTA AL PREMIO PLANETA

Il Premio Planeta è uno dei riconoscimenti letterari più importanti al mondo per i romanzi inediti in lingua spagnola. È bene precisare che Ultimi giorni a Berlino, aldilà dei suoi indubbi pregi, è un romanzo un po’ manieristico, dalla scrittura molto elementare, inadatto a chi esige una prosa ricercata ed espressioni stilistiche raffinate e coinvolgenti.

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