TRIBUTI AGLI EROI

TRIBUTI AGLI EROI

Il 10 gennaio 2016 ci lasciò David Bowie, una delle figure (se non la principale) maggiormente legate a Berlino. Heroes, concepita dal Duca Bianco nel pieno del suo lungo soggiorno berlinese, è diventata, nel corso dei successivi decenni, uno degli elementi imprescindibili nel tessuto e nella linfa della capitale tedesca. Questo grazie anche alla colonna sonora di Christiane F. – Noi i ragazzi dello Zoo di Berlino che utilizzò il brano per una delle sue scene di maggiore impatto. Il suggestivo e potente muro sonoro creato da Bowie insieme a Brian Eno, Robert Fripp e Tony Visconti, insieme al vigoroso e struggente testo lo hanno elevato allo status di inno di resistenza e libertà. I due amanti – ed eroi – abbracciati all’ombra del Muro, sono stati oggetto di numerosi tributi e omaggi da parte di altri artisti che hanno voluto registrare una personale versione del celebre brano.

“Eroi” per un giorno soltanto

Il virgolettato del titolo – così come appare nella copertina dell’album – sembra significare una sorta di affrancamento dal significato letterale ed enfatico del termine stesso. La frase perno del testo recita: “possiamo essere eroi solo per un giorno”. Curiosamente, al momento della pubblicazione, nell’autunno del 1977, Heroes non ottenne un riscontro tale da affiancarlo a hit già consacrate come Space Oddity, Life on Mars?, Starman e Rebel Rebel. Il singolo raggiunse la top ten in Irlanda, Francia e Olanda. In Australia conquistò un ottimo 5° posto, mentre in UK si fermò alle porte della top 20. Negli USA, invece, fallì l’ingresso nella Hot 100 di Billboard.

Il successo rinforzato

Nel 2016, dopo l’inattesa scomparsa di Bowie, Heroes fu il suo brano più diffuso e suonato dai media. Due giorni prima, in occasione del suo sessantanovesimo compleanno, aveva visto la luce l’ultimo album, Blackstar, che aveva conquistato all’istante la vetta delle principali chart mondiali. La canzone degli “eroi” di trentanove anni prima, oltre a essere suonata ovunque e destinataria di numerosi tributi e cover, iniziò ad arrampicarsi fino al al 3° posto della classifica europea dei download digitali. In patria, con un 12° posto, riscattò il mancato ingresso nella top 20 e anche in Italia conquistò una ragguardevole 17.ma posizione.

Un brano apripista

L’omonimo album è l’unico della trilogia berlinese – di cui è parte insieme a Low e Lodger – concepito interamente a Berlino Ovest. Più precisamente presso i famosi Hansa Tonstudio di Kõthener Straße, all’epoca affacciati sul Muro, nelle immediate vicinanze di Potsdamer Platz. Heroes fu apertamente influenzato dall’avanguardia musicale e dalle sperimentazioni elettroniche in voga nell’ex Repubblica Federale Tedesca. Una fervida e pulsante scena musicale che vide tra i suoi protagonisti gruppi pionieri come Popol Vuh, Tangerine Dream e Kraftwerk.

Tributi agli Eroi - David Bowie
Dai Neu! ai Depeche Mode

Pare che l’ispirazione del brano sia riconducibile a un brano del 1975, dal titolo Hero, dei tedeschi Neu!, una band di Düsseldorf, fondata da due ex componenti dei Kraftwerk. Il magnetismo e le chitarre distorte di Heroes anticiparono il sound che di lì a breve avrebbe caratterizzato band post punk e new wave nate a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. Tra queste: Joy Division, Japan, Simple Minds, U2, Killing Joke e naturalmente i Depeche Mode.

Gli amanti del Muro

Heroes fu scritta durante le sessioni dell’omonimo long-playing, e fu uno degli ultimi brani a essere completato e inserito nell’album. Durante una pausa in sala di registrazione, la rockstar inglese si ritrovò a osservare dalla finestra Tony Visconti e una delle coriste scambiarsi effusioni addossati al Muro. Bowie raccontò più volte tale aneddoto, ma per anni non rivelò mai l’identità dei due amanti per non creare problemi a Visconti, all’epoca sposato con un’altra donna. Quella visione “furtiva” generò i romantici ed evocativi versi di fine brano: «… Io, io posso ricordare / In piedi, vicino al muro / E i fucili, spararono sopra le nostre teste / E ci baciammo, come se nulla potesse cadere…»

Traduzioni

Due versioni di Heroes, in tedesco e in francese, uscirono nei rispettivi paesi.

Le insidie di Heroes

La canzone degli eroi di Bowie è certamente tra i suoi successi che vantano il maggior numero di tributi e cover, specie in anni più recenti. L’approccio a questo gigantesco brano richiede, oltre a un certo rispetto, una considerevole dose di coraggio, poiché è tra quelli meno scindibili dal carismatico Duca Bianco. Un po’ come con le cosiddette pietre miliari – per esempio, Imagine di John Lennon – il raffronto con l’originale rischia puntualmente di risultare impietoso.

Una carrellata di versioni

Tra le innumerevoli versioni di Heroes, molte sono sbagliate, quando non orrende, ma non è il caso dei Depeche Mode, grazie all’indubbia e forte personalità di Dave Gahan.

In questo concerto tenutosi a Berlino nel 2016, i leggendari King Crimson di Robert Fripp omaggiano la rockstar inglese con una versione abbastanza fedele all’originale. Del resto il chitarrista fu il principale artefice del sound che ha contribuito all’ingresso del brano nella leggenda.

Pur non ritenendomi un appassionato del genere, ho trovato il tributo reso dei Motorhead dignitoso.

Di seguito, l’omaggio degli Hollywood Vampires, il supergruppo fondato da Johnny Depp (per l’occasione alla voce), Alice Cooper e Joe Perry.

Le successive tre proposte smantellano completamente l’arrangiamento originale del brano, ma ne esaltano la delicatezza della melodia.

Nel 2010, con Scratch my back, Peter Gabriel ha riletto, in chiave orchestrale, alcuni brani scritti da altri artisti. Tra questi il celebre classico di Bowie, eseguita dal vivo all’Arena di Verona.

Ancora più classicheggiante è l’esecuzione dell’Orchestra Sinfonica di Göteborg, in occasione di una serata tributo interamente dedicata alla trilogia berlinese.

Il video che segue è stato registrato 3 anni fa in occasione del compleanno di Bowie, da un insolito progetto corale fondato in Canada e aperto a chiunque ne voglia fare parte.

Meno conosciuto questo riadattamento dei Clan of Xymox, band olandese di new wave e gothic rock, vicina allo stile di Joy Division ed Echo & the Bunnymen.

Originale e interessante la versione eterea e trasognata di questo poco noto artista della scena indie.

In chiusura la cover di Nico, la sfortunata “sacerdotessa delle tenebre”, ex musa di Andy Warhol e voce del primo, leggendario album dei Velvet Underground. L’ex modella, dopo un prolungato periodo di inattività musicale, si riaffacciò sulle scene nei primi anni ’80. Il rientro fu ben accolto tra gli appassionati di musica elettronica e d’avanguardia. Il suo tributo agli eroi di Bowie è forse il meno scontato e il più ardito. Una versione allucinata, sghemba e vorticosa, ma quantomeno personale.

The cool Heroes – I video dei tributi agli eroi, sopra postati, in sequenza.
The wrong HeroesAltre versioni, a mio avviso, evitabili.

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