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SENZA BUSSOLA E OGGETTI SMARRITI

Avevo smarrito il cellulare sulla U-Bahn e tutti i miei piani per la vacanza erano decaduti. Volevo andare a Potsdam, ad Amburgo e a Dresda, ma senza internet e nemmeno una bussola, non ero in grado persino di trovare l’ufficio oggetti smarriti. Mentre ragionavo sul da farsi, mi interrogavo come avrei agito in un’epoca priva dell’odierna tecnologia. Forse il mio spirito avventuroso si sarebbe sbizzarrito. A vent’anni tutto sembrava facile, senza smartphone e il navigatore: non ricordo alcuna agitazione mentre lottavo contro un’enorme e cartacea mappa stradale, sperduto nella campagna olandese. I tempi sono cambiati e l’impatto della rete e della telefonia ha stravolto ogni abitudine. Pur memore dei lontani viaggi on the road, carichi di entusiasmo nonostante gli inconvenienti (che oggi rappresentano divertenti aneddoti), ho scelto di restare in città. Almeno, in caso di ulteriori inconvenienti, avrei avuto dei punti di riferimento.
La notte porta consiglio e la mattina successiva, appena sveglio, ho deciso di affidarmi ancora una volta al mio burlesco senso dell’orientamento. Avrei vagabondato per la città senza meta, prendendo mezzi e scendendo a stazioni a caso, attratto dai loro nomi. Poi, avrei raggiunto l’ufficio oggetti smarriti della BVG, con la risicata speranza di recuperare il mio telefonino. Ovviamente, l’itinerario improvvisato si è tradotto in una totale perdita delle coordinate.
Sono salito su un autobus senza informarmi circa il suo tragitto. Confidavo, prima o poi, di riconoscere un punto di riferimento. Invece, dopo almeno quaranta minuti trascorsi a osservare dal finestrino un circondario…