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LA MADRE DEL PUNK TEDESCO

Nina Hagen è certamente la rockstar di Germania più nota nel mondo. L’approccio musicale e lo stile vocale unico e anticonformista della madre del punk tedesco, uniti a un’immagine fuori dagli schemi, da lei stessa definita clownesca, le hanno reso un successo e una popolarità che trascendono dalle copie di dischi venduti. I primi riscontri commerciali Nina li ha ottenuti, ancora giovanissima, a metà anni ’70 nella DDR, e in piena esplosione punk con la sua Nina Hagen Band nella RFT. È nata a Berlino Est nel 1955 dall’unione tra l’attrice e cantante Eva-Maria Hagen e lo sceneggiatore Hans Oliva-Hagen. Nel 1974 raggiunge il successo, non ancora ventenne, con la canzone Du hast den Farbfilm vergessen. Dopo la caduta del Muro, grazie al fenomeno Ostalgie, la canzone ha acquisito nuova popolarità, diventando una sorta di manifesto dell’ex DDR.
Nel pieno della popolarità oltrecortina sia come attrice che come cantante, la DDR la espulse insieme alla madre, nota come la B.B. tedesco-orientale. Ciò avvenne in seguito al dissenso da loro espresso pubblicamente contro la cacciata dal paese del cantautore Wolf Biermann, per anni partner della madre di Nina. Il regime ostacolava quanto più poteva la libertà artistica – come nel caso della cantautrice folk Bettina Wegner – e spesso costringeva le personalità più celebri ad abbandonare il paese. In un’intervista del 1983 per un’emittente francese, Nina dichiarò che non le fu più concesso di tornare a Berlino Est per salutare i familiari e gli amici lì rimasti. La sua N.B.H. (Nina Hagen Band) spopolava nella nemica Repubblica Federale Tedesca, e la sua immagine era considerata troppo punk e anticonformista per la Germania Est.
Dopo lo scioglimento della N.H.B., Nina…

LE OMBRE DI UNA CROCE

Dentro a uno scatolone dell’ultimo trasloco ho ritrovato dei vecchi libri facenti parte di una collana di monografie musicali, dedicate ad artisti della scena musicale anni ’70 e ’80. Tra questi , si distingueva il volume su Siouxsie & the Banshees, band che mi ha sempre affascinato ma della quale, a suo tempo, non avevo approfondito la conoscenza. La band britannica ha un legame stretto con Berlino, culminato con la lavorazione di un album – Tinderbox – a metà anni ’80, presso gli Hansa Tonstudio.
Formatasi a Londra nel 1976 agli albori del movimento punk, firmò il suo primo contratto discografico con la la Polydor, storica casa discografica tedesca, fondata a Lipsia nel 1913. In seguito ai primi riscontri ottenuti Oltremanica, l’etichetta – che possedeva una filiale a Londra – decise di lanciare il gruppo anche in Germania. Le difficoltà non mancarono, a causa di alcune controversie legate a presunte e simpatie neonaziste. Infatti, circolavano alcune loro foto controverse: scatti effettuati durante i loro concerti e in occasione di uno shooting. e immagini ritraevano Siouxsie Sioux, l’affascinante e carismatica leader, esibire con disinvoltura una fascia rossa con la famigerata croce uncinata delle SS.
Molti gruppi nati in piena esplosione punk si affidavano a un casuale e anarchico spirito di improvvisazione, come nel caso più noto di Sid Vicious dei Sex Pistols, che non aveva mai suonato il basso e ne avrebbe appreso i rudimenti in una sola notte.
Tra frequenti cambi di formazione (tra cui lo stessoVicious e Robert Smith dei futuri Cure) Siouxsie & the Banshees si costruì una buona reputazione esibendosi in diversi locali della capitale inglese. Pur condividendo con altre band contemporanee un gusto e una ricerca della provocazione, il loro approccio musicale si distingueva per l’originalità e l’uscita dai canoni e dalla linearità del genere punk. Fu subito evidente che il loro stile fosse del tutto originale, e presto furono elevati al prestigioso status di band di culto. Il loro successo non solo sopravvisse alla fine del fenomeno punk, ma si consolidò per tutto gli anni ’80 fino all’inizio degli anni ’90.
A Londra, Siouxsie conobbe e frequentò anche…

SUONI DA EST

Da appassionato di musica quale sono sempre stato, da adolescente, negli anni ’80, acquistavo in un’edicola del centro giornali musicali d’importazione. Il britannico Smash Hits, l’americano Rolling Stone e soprattutto il tedesco Bravo, rivolto principalmente ai teenager, ricco di articoli – ovviamente per me incomprensibili – e foto sui cantanti del momento. Attendevo con impazienza il giorno della sua uscita per via della ricca sezione dedicate alle classifiche di vendita, incluse quelle di UK e USA.
– Suoni da est –