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DIMENTICARE MAI / NEVER FORGET

C’è chi sostiene che la Giornata della Memoria, come altre ricorrenze volte a sensibilizzare circa specifiche cause, sia inutile e perfino un po’ ipocrita. In determinati casi, ritengo anch’io che oltre ad attenzionare l’opinione pubblica su temi importanti (transomofobia, razzismo, misoginia, eccetera) sarebbe necessario attivare parallelamente efficavi processi per un cambiamento culturale. Altrimenti, date e ricorrenze rischiano di venir ridotte alla sola funzione di lavatoio per le mani e le coscienze.
Tuttavia, «Dimenticare mai», «Never forget» o «Nicht vergessen» non possono essere considerate frasi vuote o banali; qualcuno ancora può e riesce a spiegarne i perché con efficacia.
«So cosa dice la gente del Giorno della Memoria. La gente già da anni dice, basta con questi ebrei, che cosa noiosa”. E ancora: «Il pericolo dell’oblio c’è sempre. Una come me ritiene che tra qualche anno sulla Shoah ci sarà una riga tra i libri di storia e poi più neanche quella»…

UNA QUESTIONE DI RISPETTO

«Un luogo incredibile in cui, a dispetto della tragedia che evoca, molti visitatori, soprattutto giovani, amano divertirsi. Si scattano dei selfie, si rincorrono, giocano a nascondino; un paio di incoscienti salgono addirittura sulle stele più alte e saltano dall’una all’altra. La questione che mi sono posto mentre assistevo a quelle scene surreali è stata: questo spirito ludico non è una mancanza di rispetto per le vittime qui commemorate? Ok, esorcizzare mostri e paure è una delle possibili forme di sopravvivenza messe in atto dall’essere umano. Tuttavia, le anime dei milioni di Ebrei sterminati lo comprendono? Oppure preferirebbero un rigore più consono al rispetto e al cordoglio?…»
(Novembre 2006)
Ero tornato a Berlino dopo sette anni; ero colpito dai tanti cambiamenti, molti dei quali ancora in corso. Potsdamer Platz, bombardata e distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale, e successivamente relegata al triste ruolo di Todesstreifen (striscia della morte), era irriconoscibile. In occasione della precedente visita, nel 1999, la piazza era ancora ostaggio del grande cantiere lavori ed era sovrastata da numerose gru. Un team di architetti autorevoli, di cui faceva parte l’italiano Renzo Piano, aveva sviluppato un ambizioso progetto di riqualificazione dell’area. I nuovi grattacieli e il futuristico Sony Center avrebbero restituito dignità a questo luogo che nella prima metà del secolo scorso era stato uno dei più importanti crocevia d’Europa.
A metà strada tra Potsdamer Platz e la Porta di Brandeburgo sorge il Memoriale per gli Ebrei assassinati d’Europa. Questo mastodontico memoriale, concepito già prima della caduta del Muro, ha richiesto dieci anni per essere completato ed è stato inaugurato nel 2004. L’emozione che suscita questa…