Tag: Film

TRA RAGIONE E SENTIMENTO

Rita ha circa vent’anni, è originaria di un piccolo villaggio rurale della Germania Orientale e lavora come segretaria in un ufficio assicurativo. Manfred è di dieci anni più grande e vive nella città di Halle, dove lavora come chimico. Si conoscono a una festa di paese e intrecciano una…

BERLIN MUSICAL

Uno dei più celebri musical ambientati a Berlino, è senz’ombra di dubbio Cabaret, tratto dai racconti berlinesi di Christopher Isherwood. Rappresentato con successo dalla seconda metà degli anni ’60 a Broadway, ha ispirato l’omonimo e pluripremiato film di Bob Fosse con…

PERIFERIA E INTRECCI DI VITA

La maggior parte dei più noti film ambientati a Berlino, prodotti dopo la riunificazione, tendono a esplorare e mostrare i siti più centrali e iconici della città. Opere cinematografiche come Goodbye, Lenin!, Le vite degli altri, Lola corre e Oh Boy non possono fare a meno di ricorrere al massiccio…

CINEMA E CENSURA: LE PELLICOLE DEL CONIGLIO

Durante l’epoca della DDR, le autorità di controllo vigilavano attentamente sulle opere artistiche, alla ricerca di contenuti potenzialmente pericolosi. La censura era particolarmente spietata con il settore cinema: i film interdetti dalle sale ricevevano una denominazione peculiare: le pellicole del coniglio (Kaninchenfilme). Il termine fu coniato con il caso di Das Kaninchen bin ich (Io sono il coniglio), un film del 1965 che venne proibito pochi giorni dopo la sua uscita. La pellicola tratteggiava un quadro troppo crudo e impietoso della società socialista e dei suoi sistemi poco trasparenti. Il film fu nuovamente proiettato solo nel 1990, dopo la caduta del Muro, e ricevette elogi da parte della critica.
Come è spesso accaduto nella storia, gli effetti della repressione tipica delle dittature, anche nella DDR, non ebbero gli esiti sperati. Letteratura, cinema e musica dovevano superare le forbici della censura, attente nell’individuare possibili elementi critici. L’Amiga, l’unica casa discografica del paese, si occupava della produzione musicale della DDR e pubblicava le poche opere occidentali tollerate dal regime. Tuttavia, la diffusione di idee sgradite o sovversive si faceva comunque strada, specialmente tra i più giovani. Infatti, i ragazzi della DDR erano seguivano le tendenze in arrivo da oltrecortina, grazie alle frequenze radiofoniche e televisive occidentali. A Berlino, in particolare, il Muro non poteva impedire il passaggio dei suoni provenienti da ovest. I dischi di band proibite come Led Zeppelin e Rolling Stones erano reperibili sul mercato nero, come raccontato in Sonnenallee. Le pesanti restrizioni non impedirono la nascita di movimenti punk, post-punk; addirittura nacque una vibrante scena hip hop.
La vicenda di Wolf Biermann, celebre poeta e…

LE VITE DEGLI ALTRI

Das Leben der Anderen (Le vite degli altri), premio Oscar come miglior film straniero del 2007, è uno dei capolavori cinematografici del nuovo millennio. Insieme ad altre precedenti pellicole di successo come Goodbye, Lenin e Lola Corre, ha contribuito a rivitalizzare l’attenzione sul…

LA LEGGENDA DI PAUL E PAULA

In riferimento al precedente post dedicato alla Ostalgie, è interessante rilevare quanto il suo impatto culturale nella Germania riunita, sia stato veicolato dalla musica e dal cinema prodotti nella DDR. Le opere cinematografiche prodotte dalla DEFA, in particolare, con la…

IL SILENZIO DOPO LO SPARO

Die Stille nach dem Schuss, noto a livello internazionale come The legend of Rita, è un film di Volker Schlöndroff, regista tra i più influenti del cinema tedesco a partire dagli anni ’60. Una delle sue opere più conosciute è lo splendido Il tamburo di latta del 1979, tratto dall’omonimo romanzo…

UNDINE: UN AMORE PER SEMPRE

Una pessima abitudine dei distributori italiani è quella di modificare, se non stravolgere, i titoli originali dei film stranieri. Tale operazione sarebbe ammissibile solo nei casi di trasposizioni particolarmente ostiche, ma non è certo il caso di questa pellicola. Al titolo originale, semplicemente…

UNA VITA AL KALEIDOSCOPIO

Mi sono precipitato al cinema per vedere Moonage Daydream, sapendo della sua breve permanenza nelle sale: due ore d’immersione in un mondo musicale che ho interiorizzato fino a sentirlo vibrare sotto la pelle. Durante la visione, ho aggiunto dei tasselli inediti al profilo di colui che…