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LOU, CAROLINE, JIM E BERLINO

Un locale affollato, rumori indistinti e un confuso vocio di sottofondo. Un gruppo di persone intona in coro «Happy Birthday» per Caroline, la festeggiata. La scena entra gradualmente in dissolvenza e cede spazio all’ingresso di delicati arpeggi di pianoforte. «In Berlin, by the wall / You were five foot ten inches tall / It was very nice…» sono i primi versi del brano, incluso – in un’altra versione – nel primo album solista di Lou Reed. L’atmosfera soffusa, intima del brano e la voce quasi sussurata del musicista americano suggeriscono un senso amaro di nostalgia e rimpianto.
Il produttore Bob Ezrin, estimatore e amico stretto del cantautore newyorchese, trovava i suoi testi poetici e fortemente evocativi, ma al contempo ne lamentava un frequente senso di incompiutezza che lo lasciavano come appeso. Dopo avere ascoltato la versione originale di Berlin, incuriosito dalle sorti dei due protagonisti, chiese a Reed di scriverne il prosieguo. Nacque così l’omonimo album che lo stesso Ezrin produsse. Sembra che, al termine della lavorazione del disco, il produttore cadde in una profonda depressione, condizionato da una storia a tinte forti, raccontata con una crudezza e un realismo disarmanti. Le tracce del long playing tessero la trama di quella che venne definita come una sorta di tragedia in chiave rock; una discesa vorticosa, senza ritorno né speranza, fino agli inferi dove risiedono gli aspetti più oscuri dell’animo umano.
La relazione che lega Caroline e Jim, i due…