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LA FRONTIERA DI BERLINO OVEST

West Berlin, 1981 – I CCCP – Fedeli Alla Linea si sono formati all’inizio degli anni ’80 a Berlino Ovest, all’epoca ricco enclave e città di frontiera. Negli anni in cui s’imposero sulla scena musicale italiana, li giudicavo con un certo scetticismo. Li ritenevo un po’ ridicoli nella riproposizione di un genere, il punk, che ritenevo morto o quantomeno obsoleto. Gli anni ’70 e ’80 avevano funto da spartiacque tra il decennio più acrilico e ribelle e quello maggiormente plastificato ed edonista. Ai tempi di Clash e Sex Pistols ero troppo piccolo per capirli e apprezzarli e quando, da adolescente, ho iniziato ad appassionarmi di musica, il punk era ormai defunto. Scorrevano impetuose le correnti new wave e new romantic e la musica del collettivo emiliano mi giungeva troppo basica e scarnificata. Ero soggiogato da soluzioni musicali più corpose, da melodie e armonie più suggestive e strutturate.
Dalla Pianura Padana all’Europa dell’est – Ferretti, Zamboni e compagni, comunque, mi suscitavano un po’ di simpatia. Li avevo etichettati come combriccola di punkettoni nostalgici, amanti della caciara, con uno spiccato gusto per la provocazione e la trasgressione. Tuttavia, non pensavo che fossero in grado di andare oltre il loro gusto estetico e la suggestiva, continua evocazione del socialismo di stampo sovietico. I loro ideali di anarchia e il senso di piatta, grigia e umida depressione aveva molto a che vedere con i loro – e miei – luoghi di provenienza: la “rossa” Emilia. Probabilmente, se avessi avuto …

LUST & SOUND IN WEST BERLIN

Con il crollo del Muro e la riunificazione di Berlino, è accaduto qualcosa che forse in molti non avevano preventivato. La ricca Berlino Ovest ha di fatto inglobato il più grigio e povero settore orientale controllato da Mosca. I primi racconti di chi ha visitato la ritrovata capitale, trasudano fascinazione per un mondo e una cultura distanti dal modello capitalista. Molti Ossi si trasferirono a ovest per lavoro e abbandonarono le loro abitazioni a est. Dal quartiere centrale di Mitte alla periferie di Pankow, numerosi appartamenti e interi edifici nell’ex capitale orientale si svuotarono e vi s’insediarono migliaia di giovani, perlopiù artisti, provenienti dalle più disparate città e nazioni.
Prenzlauer Berg, il quartiere operaio divenne, insieme a Mitte, Friedrichshain e Kreuzberg, il fulcro vitale della vita notturna della nuova Berlino. Fermenti culturali e artistici sempre più pulsanti, trasformarono la ritrovata capitale della Germania unita nella metropoli di maggior tendenza in Europa.
In tanti hanno, da subito, manifestato una schiacciante preferenza per Berlino Est, anche in virtù delle sue numerose testimonianze storiche e monumentali. Il Fernsehturm, la torre della televisione, che i cittadini della DDR deridevano chiamandolo asparago, è divenuto subito il simbolo distintivo della capitale. Così anche il Berliner Dom, il Gendarmenmarkt, il Checkpoint Charlie, la Brandenburger Tor, l’Unter den Linden, la Karl-Marx-Allee, l’Oberbaumbrücke e la East Side Gallery: tutte attrazioni e mete per turisti situate nel settore orientale.
Forse i cittadini di…

NOI I RAGAZZI DELLO ZOO DI BERLINO

A circa un anno dalla sua uscita, ho finalmente visto la serie tedesca che ha rivisitato in chiave moderna uno dei miti più iconografici di Berlino. Christiane Vera Felscherinow, nota più semplicemente come Christiane F.. Divenne popolare grazie alla sua autobiografia di adolescente eroinomane a Berlino Ovest. Dal libro venne tratto l’altrettanto celebre e imperdibile cult movie del 1981 con la regia di Uli Edel.
Sono partito un po’ prevenuto nei confronti della serie Amazon, anche per via di molte recensioni decisamente critiche. Purtroppo, il timore di trovarmi davanti a un adattamento troppo vincolato alle attuali esigenze commerciali e narrative ha trovato una triste conferma.
Prima di tutto, è stato commesso nuovamente lo stesso errore di 40 anni fa nello scegliere un titolo fuorviante come Noi i ragazzi dello zoo di Berlino. In realtà, il Bahnhof Zoo del titolo originale è riferito all’omonima stazione ferroviaria e non al vicino giardino zoologico. Lo zoo di Berlino, non essendo mai menzionato nel libro, di conseguenza non compare né nel film, né nella serie.
Il libro era divenuto all’istante un caso letterario in Germania, ma il film di Edel ne amplificò il successo nel resto del mondo, trasformandolo in un best seller e, oggi, in un vero e proprio classico letterario. L’autobiografia di Christiane è naturalmente narrato in prima persona da lei stessa, ma in realtà venne redatto da due giornalisti di Stern. I due reporter avevano conosciuto la ragazzina a un processo in cui era coinvolta come testimone e cominciarono a intervistarla, inizialmente solo per un reportage (intitolato, appunto, Wir Kinder vom Bahnhof Zoo) che sarebbe stato pubblicato sul noto settimanale.
La serie prodotta da Prime non riesce…