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NESSUNO VUOLE ESSERE IL CATTIVO

«…Quello che mi sorprende del vivere qui è che per quanta roba tu porti via, questo palazzo di linoleum continua a contenere tutto il necessario per la vita, rifiutando al tempo stesso di accogliere una sola cosa che sappia, accidentalmente o di proposito, di bellezza o di gioia. In questo, penso, ha molto della Germania Est. …».
Anna Funder è una giornalista e scrittrice australiana trasferitasi a Berlino qualche anno prima della riunificazione. La sua esperienza di vita nella città prima divisa è raccontata nel suol saggio Stasiland, in Italia tradotto con il titolo C’era una volta la DDR. Pubblicato nel 2002, il libro si basa su testimonianze raccolte tramite alcune inserzioni su una testata tedesca. La prima edizione vide la luce in Australia, mentre l’anno successivo uscì in Germania, dove ricevette dure critiche. Nella post-fazione dell’ultima edizione (2019), l’autrice tenta di individuarne le cause. Una delle ipotesi è che , anche nel caso della questione Germania Est, per molti tedeschi sia sorta un’ulteriore. A est da parte di chi appoggiava il regime traendone privilegi personali, a ovest da chi lo derideva o se ne disinteressava. Ancora oggi non è sempre semplice affrontare un dibattito in merito, perché in fondo nessuno vuole essere additato come “il cattivo” o attribuirsi alcuna responsabilità.
L’edizione tedesca subì alcuni…