SUONI DA EST

SUONI DA EST

DUALISMO

Com’era la scena musicale nella DDR? È risaputo che lo Stato socialista filosovietico limitasse la diffusione di molte produzioni provenienti dal mondo occidentale. Il divertente film Sonnenallee narra proprio le vicende di un gruppo di adolescenti alle prese con la censura di regime, che li costringeva ad ascoltare segretamente band sgradite come i Rolling Stones e i Led Zeppelin, e a procurarsi i loro dischi illegalmente. Negli anni ’80 leggevo con una certa regolarità il settimanale Bravo, pur non conoscendo affatto la lingua tedesca: lo acquistavo per la ricchezza di immagini e per la rubrica dedicata alle classifiche che includeva anche quelle britanniche e statunitensi. Ero consapevole dell’esistenza di due Germanie distinte, ma non riflettevo mai sul fatto che in quella dell’est potessero esistere differenze nei suoni e nella fruizione musicale.

GIOVANI OSSI

Solo recentemente ho sviluppato una certa curiosità su cosa abbia significato per un mio coetaneo vivere la propria adolescenza sotto la pesante scure di un regime totalitario. Da ricerche in rete ho trovato articoli interessanti su un vero e proprio movimento punk, ovviamente un po’ tardivo, ma che evidentemente il Muro non potè respingere o contenere. Era un dato di fatto che le autorità della DDR ebbero le loro gatte da pelare a causa della circolazione virale e clandestina di suoni e tendenze che viaggiavano libere nell’etere e raggiungevano il grigio e annoiato est.

Bravo 
SUONI DA EST
Due copertine anni’80 del settimanale BRAVO
AMIGA

Naturalmente, anche nella Repubblica Democratica Tedesca non mancavano gli artisti e gli idoli locali, rigorosamente vagliati e controllati da commissioni governative preposte. L’AMIGA era la sola casa discografica e deteneva il monopolio esclusivo del mercato discografico, esattamente come la DEFA con le produzioni cinematografiche. L’etichetta di Stato pubblicava anche alcuni dischi, debitamente selezionati, di artisti di fama mondiale come Michael Jackson, Whitney Houston e Madonna. In particolare, la star di Like a virgin, accusata di blasfemia e vilipendio alla religione, perlomeno nei paesi occidentali di culto cattolico, non conobbe alcun ostracismo nella DDR. Infatti, come avveniva in molti regimi comunisti, la Germania Est scoraggiava qualsiasi pratica religiosa a favore dell’ateismo.

COMPROMESSI

I divieti e le operazioni di controllo e soppressione attuati dal governo si rivelarono poco efficaci nel lungo periodo. Queste misure riuscivano al massimo a ritardare l’arrivo e a rallentare la diffusione di suoni e influenze provenienti dall’Occidente, specialmente per i cittadini di Berlino Est. Le autorità della DDR si trovarono costrette ad ammorbidirsi mostrandosi sempre più accomodanti e flessibili di fronte al crescente malcontento della popolazione più giovane. Del resto, qualsiasi azione repressiva avrebbe certamente attirato l’attenzione negativa della comunità internazionale, già duramente critica nei confronti dei regimi totalitari del blocco sovietico. Ecco dunque forse spiegate le ragioni per cui diverse band tedesco-orientali adottarono nomi anglofoni furono liberi di cantare in inglese. Inoltre, negli anni ’80, l’Amiga pubblicò persino un album di hip hop made in DDR.

EROI OLTRE IL MURO

Il 6 giugno 1987 è stata una data indimenticabile per molti ragazzi di Berlino Est: David Bowie era giunto a Berlino Ovest per una data del suo tour. La sua performance avrebbe avuto luogo di fronte al Reichstag, accanto alla Porta di Brandeburgo; sul palco sarebbero saliti anchegli Eurythmics e i Genesis. Una folla numerosa di giovani provenienti dall’est si accalcò nei pressi del Muro per ascoltare il concerto. David Bowie chiese ai suoi tecnici di rivolgere le grandi casse dell’impianto verso Berlino Est e, una volta salito sul palco, gridò in tedesco: “Salutiamo tutti i nostri amici dall’altro lato del Muro!”. Subito dopo partirono le note di “Heroes” e si scatenò un vero e proprio delirio tra il pubblico. Nel corso di quella serata storica, la polizia di Berlino Est intervenne più volte; purtroppo, i tentativi di contenimento e allontanamento sfociarono in svariati episodi di violenza.

IL BOSS

FDJ 
SUONI DA EST

L’anno successivo accadde un altro evento memorabile e impensabile fino a poco tempo prima. La Freie Deutsche Jugend (FDJ) (Libera Gioventù Tedesca) riuscì cin qualche escamotage a organizzare un concerto di Bruce Springsteen presso il velodromo di Weißensee, nella parte nord-orientale della città. Il live andò in onda in diretta sulla televisione di Stato e fu seguito in tutto il paese. La FDJ chiese alla rockstar di Born in the U.S.A. di non citare mai il Muro nei suoi interventi vocali tra una canzone e l’altra. Il Boss fu di parola ma, poco prima di eseguire la sua versione di Chimes of freedom di Bob Dylan, infiammò il pubblico presente pronunciando in tedesco il seguente discorso: «Non sono qui per cantare a favore di o contro alcun governo, ma solo per suonare rock’n’roll, con la speranza che un giorno tutte le barriere possano essere abbattute».

Poco più un anno dopo il Muro cadde.



SUONI DA EST: LA PLAYLIST

Silly 
SUONI DA EST

Tornando alla musica prodotta nella DDR, esplorando il ricco catalogo della Amiga, sono emerse diverse piacevoli sorprese. Nonostante la barriera fisica che divideva Berlino, i suoni occidentali riuscivano comunque a raggiungere l’est. Questo potrebbe giustificare l’aspettativa di scimmiottamenti non del tutto riusciti di generi, mode e tendenze provenienti dall’ovest. Ho raccolto in una playlist una manciata di canzoni di artisti abbastanza noti negli ultimi 10-15 anni di vita della Repubblica Democratica Tedesca. Dai Silly di Tamara Danz ai Pudhys, la rock band snobbata dai ragazzi di Sonnenallee. Non mancano le influenze delle principali correnti musicali degli ultimi due decenni della Guerra fredda, come la disco music e il post punk.

One thought on “SUONI DA EST

  1. Bravo lo compravo anch’io. La frustrazione che provavo quando tra un articolo di musica e l’altro trovavo pagine che sembravano fare educazione sessuale per adolescenti, con tanto di foto di nudo e spiegazioni pratiche sul sesso (o almeno sembrava, dato che non capivo un’acca di tedesco). Come italiano, mi sentivo terribilmente indietro.

    Comunque i Silly si sono divertiti parecchio, eh?

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