SONNENALLEE

SONNENALLEE

Tra le pellicole dedicate alla Germania Est realizzate dopo la caduta del Muro, Sonnenallee si distingue dai toni drammatici de Le vite degli altri e dalla ricostruzione nostalgica di Good Bye, Lenin!. Il regista Leander Haußmann sceglie un registro leggero, a tratti surreale, per raccontare la quotidianità nella DDR. Ambientato sul viale che dà il titolo al film, una strada realmente divisa dal Muro di Berlino, il racconto segue soprattutto le vicende di un gruppo di adolescenti. Ne emerge uno spaccato vitale e spensierato in una realtà segnata da limitazioni e privazioni. Un quadro, lontano tanto dalla demonizzazione quanto dall’idealizzazione del passato, popolato da personaggi imperfetti in situazioni paradossali. Una commedia brillante che mette alla berlina le assurdità del regime con un’ironia quasi affettuosa.

SONNENALLEE di Leander Haußmann (Germania 1999)

Am kürzeren Ende der Sonnenallee

Sonnenallee (viale del sole) è stata la prima opera cinematografica, dopo la caduta del Muro, a offrire un ritratto insolito circa la vita ai tempi della DDR. La pellicola dipinge quella società in modo scanzonato e ironico. Una scelta deliberata del regista Leander Haußmann, ex cittadino della Germania Est. Anche il più noto, uscito un paio d’anni più tardi, Goodbye, Lenin! è una commedia che a tratti prende in giro il sistema socialista della DDR, ma è intriso di un sentimentalismo ostalgico pressoché assente in questo film. La prima stesura della sceneggiatura è stata sviluppata dal libro Am kürzeren Ende der Sonnenallee di Thomas Brussig.

SFONDO

Ambientato nella Berlino Est dei primi anni ’70, il film vede come protagonista Micha, un adolescente che sogna di diventare una rockstar. Il punto di ritrovo abituale con il suo gruppo di amici si trova nel tratto finale della strada che dà il titolo al film, dove una porzione di Muro divide la capitale. Infatti, la Sonnenallee è un’arteria urbana lunga circa 5 km che attraversa Berlino, da Neükolln, a Ovest, a Baumschulenweg, un piccolo quartiere nel distretto orientale di Treptow-Köpenick; un breve tratto della via che fungeva da valico di frontiera della città, da dove si scorgevano le insegne luminose di Berlino Ovest. Inoltre, da una piattaforma sovrastante il Muro, i ragazzi occidentali si affacciavano per osservare, e talvolta schernire, i loro coetanei dell’Est.

UNA FAMIGLIA ATIPICA

La famiglia di Micha è eccentrica e sui generis. La madre sogna l’Ovest elaborando piani di fuga stravaganti: arriva addirittura a procurarsi illegalmente un passaporto, sottraendolo a una visitatrice occidentale. Il padre, se da un lato è critico nei confronti del regime, dall’altro mal tollera l’ironia canzonatoria e il senso di superiorità ostentati da un parente di Berlino Ovest che ogni tanto giunge in visita. Il nucleo familiare è completato dalla sorella maggiore: una ragazza estroversa e disinibita, dalla vita sentimentale piuttosto movimentata.

HUMOUR

Sonnenallee è una commedia che, senza facili giudizi, racconta uno spaccato di vita quotidiana nella Germania Est, in un periodo in cui la fine della Guerra fredda era inimmaginabile. I numerosi personaggi sono perlopiù eccentrici e caricaturali; quelli negativi, suscitano perlopiù ilarità e simpatia. Ad esempio, i rigidi gendarmi di frontiera, gli insegnanti devoti al partito e i giovani fanatici della FDJ vengono rappresentati come figure sciocche, accecate dall’ideologia.

SONNENALLEE

OSTDEUTCH GRAFFITI

Il risultato finale di Sonnenallee è un’accattivante commedia pop; una sorta di American Graffiti in salsa tedesco-orientale, con richiami alla leggerezza di Grease. Tuttavia non si tratta di un musical, per quanto la musica assuma un ruolo centrale nella trama e nelle passioni dei giovani protagonisti. Tra questi, il buffo Wuschel, un fan sfegatato dei Rolling Stones che investe i suoi risparmi per acquistare i loro vinili, reperibili solo sul mercato nero a prezzi proibitivi.

Sonnenallee
Sonnenallee
DDR film
Cinema DDR

IL SUCCESSO IN PATRIA

Il grande successo di Sonnenallee in Germania non fu affatto scontato, tenendo conto del momento storico in cui uscì nelle sale, quando le ferite del post-Muro erano ancora aperte. Le ambizioni del regista nel comporre un ritratto distante dalla retorica e dal vittimismo si sono concretizzate in un film brioso e corale. Una pelicola che offre una prospettiva meno scontata e retorica su una realtà controversa; lo fa senza moralismi e partigianerie di sorta, e i pur presenti elementi di critica sono mitigati da un sarcasmo pungente e spassoso.

Sonnenallee
DDr Leander Haußmann
Berlino Est DDR
Sonnenallee

HAI DIMENTICATO IL RULLINO A COLORI

I titoli di chiusura di Sonnenallee sono affidati a un’autentica hit anni ’70 made in DDR: Du hast den Farbfilm vergessen. La canzone, pubblicata nel 1974, fu il primo successo di una giovanissima Nina Hagen. Il testo sottintendeva una critica al regime, che tuttavia era sfuggita alla censura, forse grazie all’arrangiamento allegro e scanzonato. L’ex cancelliera Angela Merkel, nata e cresciuta nella Germania dell’Est, scelse questo brano per la cerimonia del suo commiato dalla politica.

Sonnenallee

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