NOTTE DI LIBERTÀ

La sera del 9 novembre 1989 un muro cadde e una città si aprì. Le voci corsero più veloci dei fatti, e prima che gli ordini fossero chiari, la folla premeva già ai valichi di frontiera. Nessuno comprendeva davvero cosa stesse accadendo: un annuncio confuso, un funzionario esitante, un confine che improvvisamente si scioglie. Infine, l’impossibile: nella notte il Muro di Berlino, simbolo di pericolose tensioni, cede aprendo un varco verso la libertà. Questo post raccoglie le parole di chi ha provato a restituire in scrittura quell’istante irripetibile: il momento in cui una città e una nazione respirarono di nuovo, libere dalla lunga ferita che le aveva divise per mezzo secolo.
Indice
1.NOTTE DI LIBERTÀ
A EST…
… A est, la costruzione del Muro si rivelò alla lunga un fallimento. Nella società sempre più chiusa della RDT, la maggior parte dei cittadini riteneva di avere le ali tarpate. Lo Stato era caratterizzato da slogan che trasmettevano messaggi superati, dalla mancanza di beni di consumo, dall’apatia dei suoi cittadini, dalla persecuzione dei dissidenti e dall’ingerenza in ogni aspetto della vita. La sensazione di oppressione e di mancanza di prospettive era sempre più diffusa e più sentita. Da tale insoddisfazione nacque la spinta verso il cambiamento. Il vecchio Politburo che aveva guidato il SED era ancora convinto di rappresentare la volontà popolare quando, nel novembre 1989, scoppiò una rivoluzione pacifica che culminò con la caduta del Muro. …
(da BERLIN – Ritratto di una città, TASCHEN 2013)
2.NOTTE DI LIBERTÀ
IL POMERIGGIO DEL 9 NOVEMBRE…
… Il pomeriggio del 9 novembre, Krenz era pronto a tentare di nuovo. Secondo Schabowski, ora riconosciuto come il numero due del Politburo, era pieno di speranze. I due uomini pensavano alle nuove misure come a un bel «regalo di Natale». Immaginavano parenti in Germania orientale e occidentale varcare la frontiera, celebrando gioiosamente l’incontro. Come si espresse Schabowski: «Saremmo stati i patroni dell’unificazione della Germania!». Dopo aver lavorato tutta la notte e la mattina, funzionari del ministero degli Interni e del ministero per la Sicurezza di Stato produssero quello che consideravano un documento rivoluzionario. Dichiarava che tutti i tedeschi della Germania Est in possesso di passaporto avrebbero potuto accedere a qualunque valico di frontiera, in qualunque momento, Berlino compresa. …
(Michael Meyer da L’ANNO CHE CAMBIÒ IL MONDO, Il Saggiatore 2013)
3.NOTTE DI LIBERTÀ
QUEL GIORNO GUNTER SCHABOWSKI…
… Quel giorno, Gunter Schabowski, Ministro della Propaganda della Repubblica Democratica Tedesca, durante una conferenza stampa in diretta televisiva , aveva letto un comunicato contenente i dettagli di una nuova normativa provvisoria riguardante i viaggi. Sembrava l’ennesimo noioso dispaccio del governo, fatto di articoli, sotto articoli e deroghe, invece per la prima volta nella storia della DDR si parlava espressamente della possibilità di richiedere il rilascio di visti di espatrio permanenti verso l’Ovest.
I giornalisti presenti in sala, molti dei quali occidentali, si guardarono sbigottiti, non riuscivano a credere alle parole che avevano sentito. Un giornalista italiano chiese a Schabowski se per caso non si stesse sbagliando, se quello che aveva letto fosse davvero un comunicato ufficiale. …
(Massimo Miro da SUITE BERLINESE, Scritturapura 2021)
4.NOTTE DI LIBERTÀ
ORE 22
… Sono le 22, l’ora del telegiornale della Germania Ovest. Trasmettono una conferenza stampa dalla tivù della DDR in cui Schabowki, il portavoce del governo, annuncia i nuovi regolamenti per viaggiare. Sembra che il suo bla bla non finisca mai, quando una domanda lo coglie di sorpresa. Balbetta qualcosa, fruga tra le sue carte, e alla fine pronuncia quelle parole che faranno il giro del mondo: “Da quando? Da subito. Immediatamente”. “La DDR apre i confini”, è il commento del conduttore del telegiornale. “Chiunque lo voglia, da questo momento può venire in Occidente.” …
(Vanna Vannuccini da AL DI QUA DEL MURO, Feltrinelli Kids 2010)
5. NOTTE DI LIBERTÀ
IL MURO DI BERLINO…
… Il Muro di Berlino, costruito nella notte tra il 12 e il 13 agosto 1961, cadde in quell’istante. Thomas credette di sentirne persino il fragore, perché il sangue prese a pulsare all’impazzata e il cuore a battere così velocemente che le orecchie si trasformarono in un altoforno. Fu allora che le lacrime sgorgarono autonomamente, quasi fossero il residuo organico di un processo di combustione interna.
Tentò subito di mettersi in contatto con Cordula e poi con suo padre. Le linee telefoniche risultavano intasate. …
(Mario Fortunato da LE VOCI DI BERLINO, Bompiani 2019)
6. NOTTE DI LIBERTÀ
UN PAIO DI SETTIMANE DOPO…
… Un paio di settimane dopo, mentre Ellen era stesa sul letto a soppalco di legno che si erano costruiti, il ragazzo la chiamò: Alla radio dicono che è caduto il Muro.
Mi stai prendendo per il culo? urlò Ellen in risposta.
Cupa: questa fu la prima impressione della città dietro il Muro. Partì per un safari in bicicletta. Friedrichshain, Prenzlauer Berg, Mitte. Facciate trapassate da fori di proiettile, sgretolate dal tempo, strade rattoppate col catrame. Tram giallo spento serpeggiavano davanti a palazzi marroni coperti di fuliggine. Venendo da Ovest, non conosceva i tram. E neanche l’assenza di luce. All’orizzonte nemmeno un cartellone pubblicitario luminoso e persino i lampioni gettavano sui marciapiedi più ombra che luce…
(Christine Kensche da THE PASSENGER – Berlino, Iperborea 2019)






