MUSICHE DENTRO IL MURO

SUONO LIBERO
La scena musicale nell’ex DDR ha rivelato una sorprendente ricchezza e vitalità, in contrasto con la rigidità di un regime autoritario contrario alla libera espressione artistica e ai suoi eccessi. Le autorità non riuscivano sempre a contrastare lo scambio e la contaminazione culturale tra le due Germanie, separate da una barriera fisica che non poteva trattenere le onde sonore. Berlino presentava il paradosso degli abitanti del settore orientale imprigionati nel loro stesso paese. Ma anche gli abitanti della ricca Berlino Ovest, pur godendo dello status di cittadini liberi, erano di fatto isolati all’interno del vallo antifascista voluto da Walter Ulbricht e circondati dai territori di una nazione ostile. Ironicamente, era proprio dentro il Muro, nella gabbia dorata del capitalismo, che musica e creatività fiorivano e circolavano fino a sconfinare a Est. Uno spirito ribelle e anarchico che sfidava le regole e i confini imposti, alimentando un fermento culturale senza precedenti.
BERLINO LA MUSA
Infatti, il Muro, nonostante lo stigma che lo annoverava tra gli orrori del XX secolo, sembrò fungere da forza catalizzatrice per numerosi artisti europei. Da quelli ancora sconosciuti, come Nick Cave o Ferretti e Zamboni dei CCCP, a quelli già ampiamente affermati. David Bowie e i Depeche Mode in testa, Berlino Ovest rappresentò una fucina ideale per le avanguardie musicali. Gruppi come i Kraftwerk, i Neu!, i Popol Vuh e i Tangerine Dream contribuirono all’espansione della musica elettronica, coniando veri e propri generi come il Krautrock e la Kosmiche Musik. Questi nomi, e le correnti musicali di cui sono ancora oggi considerati i massimi esponenti, ispirarono il Bowie della trilogia berlinese. Addirittura, Lou Reed compose un intero concept-album ambientandolo nella metropoli tedesca, affascinato dall’immaginario di decadenza generato dal Muro. In realtà, il cantautore newyorchese non aveva mai messo piede a Berlino.



MUSICHE DENTRO IL MURO: POPOL VUH & TON STEINE SCHERBEN

I Popol Vuh, in particolare, ricoprirono un ruolo fondamentale nello sviluppo della musica ambient e psichedelica. Pionieri nell’impiego di sintetizzatori e strumenti elettronici sin dai primi album, successivamente virarono verso sonorità acustiche che anticiparono la new age. Il loro album Hosianna Mantra del 1972 è ancora oggi considerato un capolavoro dai cultori del genere. Con le colonne sonore composte per film come Fitzcarraldo e Nosferatu (entrambi diretti da Werner Herzog) diedero prova della loro versatilità.
La fusione tra musica e impegno politico trovò la massima espressione nei Ton Steine Scherben, band berlinese che combinava il rock con elementi folk e prog, dai testi incisivi e di forte denuncia sociale. Attivi dalla prima metà degli anni Settanta, furono portavoce dei movimenti di protesta, sostenendo i primi centri sociali e il fenomeno dello squatting (occupazione abusiva), nonché perorando le lotte per i diritti dei lavoratori e delle minoranze.

MUSICHE DENTRO IL MURO: GLI ANNI SETTANTA E OTTANTA

Circa il panorama pop, Udo Lindenberg, con la sua Panikorchester, inanellò una serie di successi che sconfinarono oltre il Muro. Nonostante le resistenze opposte dal regime socialdemocratico, Lindenberg riuscì a esibirsi al Palast Der Republik di Berlino Est nel 1983.
MUSICHE DENTRO IL MURO: NINA & NENA
Nella seconda metà degli anni Settanta Nina Hagen abbandonò la DDR, dov’era già una cantante piuttosto popolare, esplodendo a Ovest con la sua band omonima, di matrice punk-rock. Nel decennio successivo Peter Schilling, con Major Tom (citazione dalla bowiana Space Oddity), e i Nena (dal nomignolo della loro frontwoman), con 99 Luftballons, raggiunsero una popolarità di portata mondiale. In Europa spopolava la eurodance commerciale dei Modern Talking e di Sandra, oppure quella d’ispirazione più britannica degli Alphaville. Infine, band di culto come i D.A.F. e gli Einstürzende Neubauten contribuivano in modo significativo allo sviluppo di sottogeneri più alternativi e di nicchia.



TRA POP E SPERIMENTAZIONE
Sempre in ambito pop, il duo delle sorelle Humpe & Humpe, si distanziavano dalle etichette che le incasellavano superficialmente accanto a nomi come Bananarama o Mel & Kim. Annette Humpe, in particolare, fu una delle figure chiave della Neue Deutsche Welle (nuova onda tedesca). Fondò gli Ideal, band che contribuì a definire il suono di questo movimento musicale dei primi anni Ottanta, caratterizzato da una fusione di punk, new wave e pop elettronico con testi perlopiù in linguamadre.




MUSICHE DENTRO IL MURO: VITE BREVI

Lo sfortunato Klaus Nomi rappresenta un caso particolare di artista la cui immagine eccentrica ha finito con il sovrastare e oscurare l’aspetto musicale. Dotato di un’eccezionale voce da contralto, Nomi aveva attirato l’attenzione nientemeno di David Bowie che, nel 1978, lo aveva voluto come corista durante un’esibizione a una puntata del famoso Saturday Night Live. La sua breve carriera, interrotta dalla sua prematura scomparsa nel 1983, ha lasciato un’impronta indelebile nella scena musicale alternativa d’Europa e Oltreoceano.
I Cosa Rosa, nati dalla collaborazione tra i produttori Rosemarie Precht e Reinhold Heil, ottennero promettenti riscontri a metà degli anni Ottanta. Il loro synthpop accattivante, carico di effetti sonori innovativi e drum machine, cominciò a catturare una certa attenzione soprattutto nel nord Europa. Purtroppo, dopo il terzo album, il progetto naufragò alla fine del decennio a causa della prematura scomparsa di Rosemarie, spesso identificata con il nome del duo.

GERMANIA VS. ITALIA
Nel 1982, anno dei Mondiali di calcio in Spagna: la finale vede la nazionale italiana prevalere su quella tedesca. Nel corso di quella estate, nelle classifiche italiane impersava un altro brano in lingua tedesca, dopo l’enorme successo ottenuto da Der Kommissar dell’austriaco Falco. Si trattava di Da da da dei Trio, una filastrocca minimal in lingua tedesca che, alla luce del risultato calcistico, venne parodiata in italiano da un fantomatico gruppo denominato Masters.
MUSICHE DENTRO IL MURO: SPAGHETTI
Mentre l’ironica rivisitazione del brano dei Trio celebrava l’impresa della nazionale italiana, prendendo bonariamente in giro i numerosi tedeschi in vacanza sulla penisola, un altro brano pop tedesco risuonava nelle radio dello Stivale. Gli Spliff, band nata dalle ceneri della Nina Hagen Band, avevano inciso Carbonara, un reggae con un testo in un improbabile italiano, che forse non esplose in classifica per il suo sembrare in bilico tra una dichiarazione d’amore e uno sfottò al Belpaese.

MUSICHE DENTRO IL MURO E OLTRE LE BARRIERE
La scena musicale in Germania, a Est come a Ovest, ha da sempre assorbito forti influenze internazionali, pur mantenendo una propria, forte identità culturale. La musica ha funto da potente strumento di espressione sociale e politica, riflettendo e influenzando al contempo i cambiamenti della società tedesca del periodo. La permeabilità del Muro alle tendenze musicali ha giocato un ruolo cruciale in questo contesto. Eventi come il concerto berlinese Bowie del 1987 presso il Reichstag hanno dimostrato come la musica abbia superato ogni barriera fisica e ideologica, raggiungendo e ispirando anche gli artisti e la popolazione della Repubblica Democratica Tedesca.







Ottima rassegna!
Credo che un posticino, per chi come me ascoltava già queste cose negli anni ’80, lo meritino anche loro:
[youtube https://www.youtube.com/watch?v=TuHYklrLkjU&w=844&h=633%5D
(tra l’altro Gabi Lòpez-Delgado è morto proprio quest’anno…)
Ciao. Dei DAF ho messo “Der Mussolini”. :-)