LE VOCI DI BERLINO

LE VOCI DI BERLINO

RINASCITA E PASSIONE

Dopo la caduta del Muro, la Berlino riunificata è rapidamente diventata il simbolo per antonomasia di rinascita e speranza, inclusione e progressismo. Ciò era pressoché inimmaginabile negli anni della Guerra Fredda, quando una buona fetta della popolazione viveva intrappolata e oppressa dal regime. La restante parte, libera e privilegiata, occupava un’area di appena 480 kmq: meno di città come Praga o Varsavia. A partire dagli anni Novanta, Berlino non ha solo conosciuto un aumento esponenziale di turisti, ma è soprattutto diventata la meta prediletta per chiunque avvertisse la necessità, per l’appunto, di sperare e rinascere. Parallelamente, si sono moltiplicate le pubblicazioni dedicate alla capitale tedesca. Tuttavia, riuscire a cogliere l’essenza della metropoli (ormai non più) povera ma sexy, trasmettendo la passione e l’innamoramento che essa spesso suscita non è scontato. In tal senso, Le voci di Berlino di Mario Fortunato (Bompiani, 2014) vi riesce perfettamente.

VENTESIMO SECOLO
LE VOCI DI BERLINO

Collocabile a metà strada tra saggio e romanzo, Le voci di Berlino raccoglie alcuni spaccati di vita ambientati nei diversi periodi e contesti che hanno segnato la tumultuosa storia della città. Mario Fortunato, scrittore, giornalista e critico letterario italiano, compone un affresco vivido della capitale europea che, più di ogni altra, ha conosciuto sia la gloria che le miserie e la disperazione. Il libro si snoda attraverso vicende ed esperienze che spaziano dai ruggenti anni Venti fino al periodo immediatamente successivo alla caduta del Muro. Le storie personali narrate si intrecciano con gli eventi storici che hanno profondamente plasmato il volto della città: le due guerre mondiali, gli ideali della Repubblica di Weimar, l’ascesa e la caduta del nazismo, la Guerra Fredda e la divisione.

ORRORE E SEDUZIONE

Le voci di Berlino descrive la città come epicentro delle tragedie più nefaste del Novecento, ma mette in luce anche il suo carattere indomito. La metropoli si è rialzata nonostante gli eventi drammatici che l’hanno distrutta . Nonostante due sconfitte belliche devastanti, la grave depressione degli anni Trenta, l’orrore del nazionalsocialismo e la Guerra Fredda, Berlino ha dimostrato la sua resilienza. I tasselli di questo mosaico affascinante che emerge dal libro di Fortunato, sono le voci di attori, poeti, romanzieri e persone comuni. Ogni pagina rivela l’attrazione irresistibile per una città che, nonostante l’apparenza glaciale e inospitale, esercita da sempre un fascino potente e magnetico.

FIGLI D’ARTE

Uno dei capitoli più suggestivi narra le vicende di Erika e Klaus Mann, figli dell’autore de I Buddenbrook. Come la coppia di amici formati da Christopher Isherwood e Wystan Hugh Auden, i due fratelli trovarono a Berlino linfa vitale, fermento creativo e conforto per i loro tormenti esistenziali.

STORTURE

Uno dei temi ricorrenti in Le voci di Berlino è la discrepanza tra l’immagine tollerante e progressista della città e le sue contraddizioni. Un esempio emblematico è la persistenza del famigerato Paragrafo 175, una legge che ha a lungo configurato l’omosessualità come un reato. La normativa è stata abolita definitivamente solo negli anni ’90, dopo la riunificazione tedesca. Questo dimostra come, anche in una città simbolo di libertà e avanguardia, esistessero sacche di conservatorismo e repressione. Paradossalmente, proprio queste tensioni alimentavano l’anima più ribelle e anticonformista di Berlino.

PADRE E FIGLIO
LE VOCI DI BERLINO
GERD E: SCHÄFER
MAXE BAUMANN

Un’altra storia appassionante è quella di Gerd e Frank Schäfer. Gerd, attore di professione, lavorava tra i due settori di Berlino e viveva con la moglie e il piccolo Frank nel quartiere occidentale di Charlottenburg. La mattina del 13 agosto 1961, la città si risvegliò con la tragica sorpresa del Muro e il blocco della circolazione tra il settore sovietico e quello degli alleati occidentai. Senza indugio, Gerd e sua moglie si precipitarono a casa della nonna materna a Est, nel distretto di Pankow, dove in quell’istante si trovava il loro figlioletto di appena due anni. Intrappolato con la famiglia a Berlino Est, Gerd divenne una celebrità nella DDR, soprattutto in televisione.

Frank, che aveva scoperto la propria omosessualità già durante la prima adolescenza, sfidò lo stigma e le difficoltà della società tedesco-orientale unendosi a gruppi e collettivi artistici che, anche a Berlino Est, promuovevano nuove e proibitissime sottoculture. Oggi Frank è proprietario di un salone di parrucchiere a Prenzlauer Berg, ha recitato in alcune pellicole e ha scritto un’autobiografia intitolata Ich bin nicht auf der Welt, um glücklich zu sein (Non sono a questo mondo per essere felice).

LE VOCI DI BERLINO
FRANZ SCHÄFER

Il saggio di Mario Fortunato esplora la forza attrattiva che Berlino da sempre esercita, nonostante la sua storia controversa e travagliata. La metropoli emerge come un luogo di contrasti, dove bellezza e orrore, libertà e oppressione convivono in un equilibrio complesso ma affascinante. Le voci di Berlino getta uno sguardo attento sugli anni della Guerra Fredda, quando la città era il simbolo tangibile della divisione tra due mondi e ideali. Attraverso le voci raccolte, Fortunato trasmette lo spirito di una metropoli capace di guardare al futuro nonostante le cicatrici del passato. Il libro esalta la continua rinascita di Berlino, invitando a riflettere sulla capacità umana di riscoprire bellezza e speranza. Un omaggio a una metropoli multiforme e stratificata che non cessa mai di sedurre.

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