LE OMBRE DI UNA CROCE

LE OMBRE DI UNA CROCE
SIOUXSIE E LA GERMANIA

In uno scatolone dell’ultimo trasloco ho ritrovato alcuni libri, parte di una vecchia collana di monografie dedicate ad artisti della scena musicale degli anni ’70 e ’80. Il primo volume che è capitato tra le mie mani è stato quello su Siouxsie & the Banshees, nome tra i più influenti della scena new wave e gothic rock degli anni ’80. La monografia ripercorre la storia della band britannica, a partire dagli esordi nella Londra punk della seconda metà degli anni ’70 fino al loro legame con Berlino e la Germania. Nel 1986, ormai affermati, registrarono tra la capitale inglese e gli Hansa By The Wall Studios di Köthener Straße l’album Tinderbox. Tuttavia, prima della loro affermazione internazionale, fu necessario sconfiggere alcune ombre pesanti circa certi temi affrontati nelle loro canzoni e l’utilizzo di croci e simboli controversi.


CONTROVERSIE

La formazione originaria della band capeggiata da Susan Janet Ballion, alias Siouxsie Sioux, includeva Sid Vicious alla batteria, prima che abbandonasse il gruppo per unirsi ai Sex Pistols. Firmarono il loro primo contratto discografico con la Polydor, storica casa discografica tedesca fondata a Lipsia nel 1913. In seguito al crescente consenso ottenuto Oltremanica, l’etichetta decise di lanciare la band anche in Germania, ma emersero alcune problematiche. Infatti, in Inghilterra la band era al centro di infuocate polemiche a causa di loro presunte simpatie neonaziste. Tali accuse avevano iniziato a diffondersi per via dei testi dissacranti e soprattutto per l’impiego di svastiche durante i concerti e gli shooting fotografici. Le immagini in cui Siouxsie sfoggiava con disinvoltura una fascia rossa con la famigerata croce uncinata delle SS, sembravano confermare i dubbi e le ombre sulla rispettabilità della band.

OLTRE IL PUNK

Molte band nate in piena esplosione del punk avevano un approccio musicale anarchico, perlopiù basato su un forte spirito di improvvisazione. Uno dei casi più noti è quello di Sid Vicious che da batterista dei Banshees divenne il bassista dei Sex Pistols, senza aver mai maneggiato prima lo strumento. Le biografie ufficiali raccontano che egli si sia accostato al basso imparandone i rudimenti in una sola notte. Tra frequenti cambi di formazione (tra cui lo stessoVicious e Robert Smith dei futuri Cure) Siouxsie & the Banshees si costruirono una buona reputazione esibendosi in diversi locali della capitale inglese. Tuttavia, pur condividendo il gusto e la ricerca della provocazione tipici del punk, iniziarono a distinguersi per la loro originalità e una ricercatezza che usciva dai canoni del genere. Il loro successo non solo sopravvisse alla fine del fenomeno punk, ma si consolidò per tutti gli anni ’80 fino all’inizio dei ’90.

Le ombre di una croce
NINA HAGEN

A Londra, Siouxsie conobbe tra gli altri Nina Hagen, artista di Berlino Est che aveva abbandonato della DDR dopo godeva di una buona popolarità come cantante e attrice. Nella capitale inglese la Hagen gettò le basi per la seconda parte della sua brillante carriera, che l’avrebbe vista affermarsi presto anche nella Repubblica Federale Tedesca e, successivamente, nel resto del mondo.

THE SCREAM

Dopo il successo del primo singolo, Hong Kong Garden, che raggiunse il 7° posto nella classifica inglese e li consacrò con un’apparizione a Top of the Pops, nel 1978 uscì l’album d’esordio, The Scream. I critici musicali salutarono il lavoro con un’ovazione e anche il pubblico lo apprezzò spingendolo fino alla 12.ma posizione delle chart britanniche. Considerati i risultati superiori alle attese, la Polydor decise di organizzare un breve tour nel Nord Europa, inclusa la Germania e Berlino Ovest.

GERMANIA

Tuttavia, le ombre del passato, legato alle controverse fotografie con la croce uncinata si allungarono sul loro nome. In Germania, a differenza di Londra, l’impiego di svastiche era inaccettabile, anche solo come provocazione. Testimonianze dell’epoca riportano che nel 1976 la band partecipò a un festival organizzato da Malcom McLaren presso uno storico club londinese. Siouxsie e compagni erano privi di strumentazione, ma fortunatamente i Clash, anch’essi presenti, gli consentirono di utilizzare i loro. Non appena l’impresario della band capitanata da Joe Strummer notò la svastica sul braccio della frontwoman, ritirò immediatamente l’offerta.

LE OMBRE DI UNA CROCE
LE ACCUSE

Nonostante l’incidente, la band – in forma ancora embrionale – riuscì in qualche modo a esibirsi e ad attirare l’attenzione su di sé. In particolare fecero discutere per la loro allucinata ed energica improvvisazione, lunga oltre 20 minuti, di The Lord’s Prayer .
La carismatica Siouxsie puntualizzò in più occasioni che l’utilizzo di svastiche e la loro versione dissacrante della nota preghiera cristiana non erano altro che provocazioni artistiche. Nonostante le precisazioni, la parte più conservatrice della stampa puntò il dito contro la band definendola sacrilega e accusandola di essere filonazista, com’era accaduto qualche anno prima a David Bowie.

ANTISEMITISMO

Per il lato B del singolo di lancio in Germania, Love in a Void, la scelta cadde su una versione in tedesco di Metal Postcard, ribattezzata Mittageisen (ferro di mezzogiorno) un gioco di parole con il termine Mittagessen (pranzo). Sorse però un’ulteriore problema: il brano di punta del singolo conteneva una strofa che recitava letteralmente troppi ebrei per i miei gusti. Una frase del tutto inaccettabile per la platea tedesca, che avrebbe sicuramente amplificato le voci circolanti sulle presunte simpatie naziste. Quindi, si pensò di incidere nuovamente la canzone, sostituendo il verso incriminato rimpiazzato con un un più innocuo troppi bigotti per i miei gusti. Tale scelta si rivelò azzeccata: dopo il buon riscontro ottenuto con i due concerti organizzati nel 1979 ad Amburgo e a Berlino Ovest, la band tornò più volte in Germania, dove fu anche ospite di alcune trasmissioni televisive tedesche.

Le ombre di una croce
MONACO – BERLINO

Nel 1984 Siouxsie & the Banshees incisero l’EP The Thorn a Monaco di Baviera. Due anni più tardi fu la volta del già citato Tinderbox, registrato registrato in gran parte presso i leggendari Hansa Tonstudio di Berlino. La band ormai godeva di una fama consolidata ed era considerata una delle punte di diamante della scena alternativa inglese. Fortunatamente, le accuse di antisemitismo erano ormai un ricordo lontano.

per buona parte presso i leggendari Hansa di Berlino. La fama della band era ormai largamente consolidata. Siouxsie e compagni erano considerati una delle punte di diamante della scena alternativa inglese. Inoltre, le accuse di antisemitismo erano fortunatamente un ricordo ormai lontano.

LIVE + INTERVIEW IN BERLIN, 1980
ISRAEL

Nel 1980 Siouxsie & the Banshees pubblicarono Israel, un brano ipnotico, di grande intensità e dal testo crudo ed evocativo. Nel relativo video musicale, Siouxsie indossò una t-shirt nera con sopra stampata una grande stella di David. Per molti fu una sorta di segnale, lanciato dalla band per chiarire quali fossero le loro idee e spazzare via definitivamente qualsiasi dubbio. La stella simbolo del popolo ebraico spazzò via le ombre della croce simbolo di orrore che avevano rischiato di offuscare permanentemente la loro immagine.

ROCKSTAR HITLER
Siouxsie svastica

2 thoughts on “LE OMBRE DI UNA CROCE

  1. Bel pezzo.
    Mi ha anche fatto venire in mente che ormai da qualche anno il livello generale di ignoranza e imbecillità è cresciuto a tal punto da rendere necessario un adeguamento delle leggi un po’ ovunque, e ciò che una volta poteva essere una provocazione in senso artistico ormai è impraticabile: gli idioti prendono qualunque cosa alla lettera, senza farsi domande (perché è più semplice, ovvio), e lo considerano un incentivo al delirio.
    Se solo poco tempo fa fossi andato in giro a gridare “Heil Hitler!” mi avrebbero per lo più riso in faccia, se lo facessi adesso qualcuno stigmatizzerebbe, qualcun altro mi denuncerebbe e qualcun altro ancora mi risponderebbe, stendendo il braccio: “Heil Hitler!”

    1. Basti pensare che uno come Achille Lauro, 30 o 40 anni fa, non avrebbe avuto senso di esistere, o perlomeno non avrebbe fatto molta strada. Oggi ho letto un articolo sulle canzoni del prossimo Sanremo e si parla di possibili polemiche per un verso che scomoda le suore in un brano che canta di sesso. Poveri noi!

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