LE DONNE DEL TERZO REICH

LE DONNE DEL TERZO REICH

IL RUOLO FEMMINILE NEL DISEGNO NAZISTA DI SUPREMAZIA

Durante il Terzo Reich, le donne, pur ricoprendo un ruolo importante e significativo, erano soggette a forti restrizioni e vincoli.
La politica nazionalsocialista, basata sulla presunta superiorità razziale, plasmò significativamente la condizione femminile promuovendo un ideale di maternità e centralità nei nuclei famigliari, ma sempre subordinata alle figure maschili. La funzione della donna, preziosa e indispensabile per il progetto di riproduzione e moltiplicazione della stirpe germanica, comportava loro pesanti limitazioni. Le leggi razziali di Norimberga, promulgate dal Terzo Reich, proibivano alle donne di stringere relazioni e unirsi in matrimonio con uomini che non fossero di razza ariana.

LA BALLATA DI MARIA SANDERS

«A Norimberga è stata stabilita una legge che ha fatto piangere tante donne, per essere andate a letto con l’uomo sbagliato...» (Ballade von der Judenhure Maria Sanders“, testo di Bertold Brecht. musiche di Hanns Eisler).
Oltre alle gravi discriminazioni razziali, le donne tedesche, in caso di relazioni pubbliche con uomini ebrei, ne affrontavano le terribili conseguenze. Anche i rapporti di sola amicizia con i prigionieri di guerra erano severamente proibiti. I soldati stranieri catturati dai militari tedeschi, erano costretti a lavorare nelle campagne, dove la gestione delle fattorie era quasi sempre in mano alle donne. Questo perché gran parte degli uomini, esclusi i bambini e gli anziani, erano al fronte.

La versione italiana del brano di Brecht, omette l’espressione Judenhure (puttana degli Ebrei) presente nel titolo originale
LE DONNE DEL TERZO REICH: PROIBIZIONISMO E RESISTENZA

Le donne del Terzo Reich erano anche escluse da sfere pubbliche e professionali considerate inadeguate a esse; apposite leggi imposero loro di sacrificare i loro impieghi in determinati settori. Il regime assegnò a loro assegnate le attività reputava più consone alla loro natura, come il lavoro domestico e il sostegno ai soldati impegnati al fronte. Nonostante le pesanti restrizioni, molte donne tentarono di contrastare il nazionalsocialismo svolgendo ruoli di rilievo nelle attività di resistenza e opposizione al regime. Numerose furono anche quelle che si prodigarono nel proteggere e salvare i perseguitati dal regime, in primis gli ebrei. Tuttavia, il loro contributo spesso non è stato riconosciuto fino a molto tempo dopo la fine della guerra.

LE DONNE DEL TERZO REICH
DESTINI DI DONNE di Vincenzo De Lucia
DESTINI DI DONNE
di Vincenzo De Lucia (Spring Edizioni-Resistenze 2020)

Consiglio questo saggio per approfondire la condizione delle donne sotto l’egemonia del Terzo Reich. Un volume che offre un’analisi dettagliata del ruolo e della condizione delle donne negli anni della dittatura nazista, ed esamina le politiche patriarcali di controllo e il loro impatto sulla loro vita quotidiana. I vicini erano spesso i più pericolosi delatori delle donne che violavano le regole. Le conseguenze di una mancata denuncia erano fortemente temute dalla popolazione. Le donne scoperte venivano esposte al pubblico ludibrio e deportate nei campi di concentramento, dove erano costrette a lavori forzati. Spesso erano anche costrette ad attività di prostituzione (insieme alle donne polacche, considerate inferiori) per i militari delle Schutzstaffel.

PUTNICA di Andrzej Munk (Polonia, 1963)

Il cinema del dopoguerra ha spesso raccontato le condizioni disumane di vita all’interno dei campi di concentramento e sterminio. Putnica narra la storia di una donna tedesca naturalizzata statunitense costretta a fare i conti con le ombre del suo passato. Mentre è in vacanza con il marito su una nave da crociera, riconosce un’ex prigioniera polacca nel campo dove aveva prestato servizio come guardiana. I flashback dell’ex KZ-Aufseherin rivelano una ricostruzione degli eventi distorta, inquinata da opprimenti sensi di vergogna e colpa. La pellicola uscì postuma e incompiuta, a causa della tragica morte del regista, ed è basata sul romanzo autobiografico Pasażerka z kabiny 45 (La passeggera della cabina 45) di Zofia Posmysz. La scrittrice, nativa di Cracovia, venne arrestata e internata nei campi di Auschwitz e Ravensbrück. La vicenda drammatica di Zofia è uno dei destini di donne nel Terzo Reich racchiusi nel libro di De Lucia.

LE DONNE DEL TERZO REICH
PUTNICA di Andrzej Munk
TRÜMMERFRAUEN

Finita la guerra, le donne si rimboccarono le maniche per rimettere in piedi le loro città, per gran parte rase al suolo. Il sogno della grande Germania imperiale era svanito, il Führer e i suoi più fedeli collaboratori si erano tolti la vita e la nazione era in mano agli alleati vittoriosi.
Le Trümmerfrauen, spesso all’oscuro circa il destino dei propri figli, mariti e fratelli, si improvvisarono operaie e manovali in cantieri di fortuna, avviando così il lento processo di ricostruzione. Sebbene alcune di loro avessero creduto negli ideali della propaganda nazista, molte altre li avevano respinti e persino combattuti. Nel libro Destini di donne emergono stoiche figure femminili che hanno pagato, talvolta con la propria vita, il prezzo di non aver rinunciato all’umanità per piegarsi al regime nazista.

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