LA ROSA ROSSA

LA ROSA ROSSA

GRABSCHRIFT 1919 di BERTOLT BRECHT

“ «Ora è sparita anche la Rosa rossa, non si sa dov’è sepolta. Siccome ai poveri ha detto la verità, i ricchi l’hanno spedita nell’aldilà.»
«Die rote Rosa nun auch verschwand. Wo sie liegt, ist unbekannt. Weil sie den Armen die Wahrheit gesagt Haben die Reichen sie aus der Welt gejagt» ”

SCINTILLE DI RIVOLUZIONE
LA ROSA ROSSA

Rosa Luxemburg è un nome universalmente noto; anche in Italia la sua figura è stata tributata con strade, istituti, scuole, fondazioni e associazioni che portano il suo nome. Eppure, al di fuori dei confini tedeschi, non tutti conoscono a fondo, la storia e l’impatto culturale-politico che questa donna caparbia e indomita ha esercitato in Germania all’inizio del Novecento. Rosa la Rossa è infatti uno dei simboli più influenti del socialismo del XX secolo. Rivoluzionaria carismatica e convinta pacifista, la sua vita e il suo pensiero ancora oggi ispirano riflessioni, a distanza di oltre un secolo dalla sua tragica morte.

Immagine sopra: Muago, CC0, via Wikimedia Commons

ROSA LUXEMBURG di Margarethe Von Trotta (Germania 1986)

Acclamata regista di film d’autore come Anni di piombo e Interno Berlinese, nonché dell’intenso e meno noto Das Versprechen, Margarethe Von Trotta ha ricostruito la storia della filosofa polacco-tedesca nell’omonimo film. La protagonista, Barbara Sukowa, si è aggiudicata la Palma d’oro come migliore attrice al Festival di Cannes. La pellicola tratteggia il ritratto intimo e potente di una donna incredibile che ha sfidato le convenzioni del suo tempo, dedicando la sua esistenza alle battaglie per un mondo più giusto. Non si tratta di un semplice e schematico film biografico; Von Trotta ha cercato innanzitutto di fare conoscere la complessità di Rosa, la sua forza intellettuale, la sua passione politica e il suo spessore umano. Emergono infatti, oltre alle vicende legate al suo ruolo di intellettuale e leader politica, le sue fragilità, le sue amicizie e la sua vita sentimentale, offrendo uno sguardo completo e sfaccettato sulla sua personalità.

FEDELTÀ AI PRINCÌPI

Il pensiero di Rosa Luxemburg si sviluppò in un periodo di profonde trasformazioni sociali e politiche, caratterizzato dall’ascesa del movimento operaio e dalla diffusione delle idee socialiste. Contrariamente alla visione dogmatica e centralizzata del marxismo, Luxemburg promosse un socialismo fondato sul coinvolgimento delle masse e sull’azione diretta del proletariato. Criticò duramente l’approccio revisionista e riformista di altre figure importanti dell’epoca come Eduard Bernstein. Luxemburg si oppose con forza alla Prima Guerra Mondiale, denunciandola come una carneficina imperialista. La sua posizione pacifista e internazionalista la portò a fondare, insieme a Karl Liebknecht, lo Spartakusbund, poi nucleo originario del Partito Comunista Tedesco.

PREVISIONI

La critica di Rosa Luxemburg al centralismo di matrice leninista, venne espressa in particolare nel suo pamphlet La rivoluzione russa (1918); questa critica rappresentò un punto cruciale del suo pensiero. Pur riconoscendo l’importanza della rivoluzione bolscevica, Luxemburg ravvisò e previde i pericoli di una dittatura di partito che avrebbe soffocato la libertà di pensiero e di espressione. Per lei, la vera rivoluzione socialista non poteva essere imposta dall’alto, ma nascere dalla partecipazione attiva e consapevole del popolo.

L’AGGUATO

Dopo essere stata arrestata e incarcerata più volte, Rosa Luxemburg fu assassinata, insieme a Karl Liebknecht (in due momenti distinti), il 15 gennaio 1919 dai Freikorps, milizie paramilitari di estrema destra. La morte di Luxemburg rappresentò una grave perdita per il movimento operaio internazionale e i suoi timori sulla nascita di una pericolosa dittatura trovarono conferma circa venticinque anni dopo. Il suo lascito intellettuale e politico continua a vivere; la sua figura non è solo quella di una rivoluzionaria, ma anche di una donna profondamente umana. Appassionata alla vita, all’arte e alla natura, con la sua intelligenza e il suo coraggio ha segnato in modo indelebile la storia del secolo scorso. Una scintilla che ancora oggi simboleggia con forza gli ideali di giustizia e libertà.

13 GIUGNO 1919

Il recupero del corpo di Rosa Luxemburg nelle acque del Landwehrkanal avvenne il 31 maggio 1919, oltre quattro mesi dopo l’assassinio. Ai suoi funerali, tenutisi circa due settimane dopo, parteciparono numerosi cittadini.

“ « Quando le acque del Landwehr » disse un vecchio dalla faccia invasa di pallore « tardavano a restituircela, la gente diceva che Rosa non era morta. Speravamo che si fosse nascosta, una beffa ai capitalisti, che tornasse alla testa degli operai e del movimento. »
« E non è morta » la voce di Max era dura e profonda « e l’ordine non regna a Berlino. Ecco, è ancora qui. È tornata a guidarci. Non stiamo seguendo un cadavere, ma l’idea della rivoluzione. »
”
(tratto da Lili Marleen di Renato Besana e Marcello Staglieno – Rizzoli 1980)

TOMBA E MEMORIALE

Una targa dedicata a Luxemburg è stata collocata nel luogo dove era stato gettato il suo corpo, il Lichtensteinbrücke, nel quartiere di Mitte-Tiergarten. Non distante si trova un memoriale dedicato a Karl Liebknecht, presso il Neuer See. Le loro tombe sono collocate nel cimitero di Friedrichsfelde. Il monumento funebre originale, realizzato da Mies van der Rohe, fu distrutto dai nazisti nel 1935, quindi ricostruito nel dopoguerra. Inizialmente, fino al ritrovamento del corpo di Rosa, accanto alla tomba di Liebknecht fu posto un cenotafio in sua memoria.

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