LA MADRE DEL PUNK TEDESCO

LA MADRE DEL PUNK TEDESCO

CATHARINA “NINA” HAGEN

Nina Hagen è certamente la rockstar di Germania più nota nel mondo. L’approccio musicale e lo stile vocale unico e anticonformista della madre del punk tedesco, uniti a un’immagine fuori dagli schemi, da lei stessa definita clownesca, le hanno reso un successo e una popolarità che trascendono dalle copie di dischi venduti. I primi riscontri commerciali Nina li ha ottenuti, ancora giovanissima, a metà anni ’70 nella DDR, e in piena esplosione punk con la sua Nina Hagen Band nella RFT. È nata a Berlino Est nel 1955 dall’unione tra l’attrice e cantante Eva-Maria Hagen e lo sceneggiatore Hans Oliva-Hagen. Nel 1974 raggiunge il successo, non ancora ventenne, con la canzone Du hast den Farbfilm vergessen. Dopo la caduta del Muro, grazie al fenomeno Ostalgie, la canzone ha acquisito nuova popolarità, diventando una sorta di manifesto dell’ex DDR.

La madre del punk tedesco
Wolf Biermann
Eva-Marie Hagen
UNA FAMIGLIA DI ARTISTI

Nel pieno della popolarità oltrecortina sia come attrice che come cantante, la DDR la espulse insieme alla madre, nota come la B.B. tedesco-orientale. Ciò avvenne in seguito al dissenso da loro espresso pubblicamente contro la cacciata dal paese del cantautore Wolf Biermann, per anni partner della madre di Nina. Il regime ostacolava quanto più poteva la libertà artistica – come nel caso della cantautrice folk Bettina Wegner – e spesso costringeva le personalità più celebri ad abbandonare il paese. In un’intervista del 1983 per un’emittente francese, Nina dichiarò che non le fu più concesso di tornare a Berlino Est per salutare i familiari e gli amici lì rimasti. La sua N.B.H. (Nina Hagen Band) spopolava nella nemica Repubblica Federale Tedesca, e la sua immagine era considerata troppo punk e anticonformista per la Germania Est.

Nina by the Wall 1983
IN AMERICA

Dopo lo scioglimento della N.H.B., Nina sbarcò negli Stati Uniti per lavorare alle prime prove come solista. Tuttavia, in Germania gli album di Nina senza la band non ottennero il riscontro previsto. L’eccentricità del personaggio e le ardite acrobazie vocali hanno spesso distolto l’attenzione dai contenuti musicali, ma nel contempo l’hanno resa una star di fama mondiale. Il primo album Nunsexmonkrock, fu accolto con scetticismo dalla critica musicale: la rivista Rolling Stone lo bollò come l’album più inascoltabile di sempre. L’uso teatrale ed estremo delle sue cinque ottave di estensione vocale, la struttura atipica dei brani, lo sperimentalismo e i temi affrontati lo rendevano un album poco accessibile.

SUORA-SESSO-MONACO-ROCK
La madre del punk tedesco
Nunsexmonkrock

Come singolo di traino per Nunsexmonkrock la scelta cadde su Smack Jack, il cui videoclip è ancora oggi tra i suoi più iconici e la vede calarsi nei panni di più personaggi, tra cui una suora e un neo Führer. Il testo affrontava il tema della tossicodipendenza e fu scritto dal chitarrista olandese Ferdinand Karmelk, all’epoca compagno di Nina. Dalla loro relazione era nata la figlia Cosma Shiva, oggi attrice, che compare sulla copertina dell’album in braccio alla madre vestita da Madonna.

MORODER, RIO E DAVID LETTERMAN

Nel 1983 uscì Angstlos, prodotto da Giorgio Moroder: l’album suscitò un considerevole malcontento tra i fan, delusi per l’inaspettata virata synth-pop della madre del punk tedesco. Due anni dopo, con In Ekstase, tornò in parte al genere degli esordi. Nello stesso anno partecipò alla prima edizione del mastodontico festival Rock in Rio, al fianco di nomi come Queen, James Taylor, Yes, Rod Stewart e AC/DC. Infine, fu ospite del Late Show with David Letterman, dove parlò delle sue visioni UFO. Nina ha spesso dichiarato di essere stata più volte testimone oculare dell’esistenza degli alieni. Nel 2007 prese parte a un noto programma dell’ARD dove, sul tema, si scontrò con un autorevole scienziato, al punto da fargli abbandonare lo studio televisivo.

OLTRE LE ETICHETTE E I GENERI

In una recente intervista, Nina ha ridimensionato il nomignolo affibbiatole di madre del punk tedesco . «Non sono mai stata punk, ero più più una hippie, o piuttosto una glam rocker. Amavo Bowie e Bryan Ferry, mettevo i brillantini tra i capelli, la faccenda del punk è stato un malinteso…». In effetti, negli anni, i suoi lavori discografici l’hanno vista accostarsi con disinvoltura ai generi musicali più disparati, fino alle incursioni house e dance di inizio anni ’90. Tuttavia, è innegabile che il suo temperamento anarchico abbiano influenzato la percezione del pubblico, tramite comportamenti e dichiarazioni dissacranti e stravaganti.

CONTROVERSIE IN TV

Nel 1979, ospite di un talk show trasmesso dalla tv austriaca, Nina diede scandalo simulando alcune posizioni per la masturbazione femminile. Un altro intervento oggetto di discussione ebbe luogo nel corso di un infuocato dibattito televisivo a cui partecipava anche Angela Merkel. Correva l’anno 1992: la discussione verteva sulle politiche di contrasto alla droga e la cantante criticò duramente le responsabilità e l’ipocrisia dei rappresentanti politici nel non attuare le misure più adeguate per mere ragioni economiche. Dopo avere inveito contro un’altra partecipante al dibattito, Nina si alzò e abbandonò lo studio infuriata. Recentemente si è detta sorpresa dalla scelta della Merkel di far suonare la sua prima hit durante le celebrazioni per il suo congedo dalla vita pubblica. Interrogata sul vecchio episodio, ha riconosciuto di avere reagito in modo eccessivo, nonostante la frustrazione per la mancanza di risposte concrete anche da parte della futura cancelliera.

NINA E LA DROGA

Le dipendenze sono da sempre un tema sensibile per la madre del punk tedesco. Da un lato i racconti sull’uso dell’LSD tramite cui si sarebbe avvicinata alla fede. Grazie all’allucinogeno, dichiarò di avere incontrato gli dèi dell’Olimpo e intervistato Gesù per una notte intera. Tuttavia, le droghe hanno sortito un impatto drammatico sulla sua vita privata. Il padre di Cosma Shiva e un altro ex fidanzato, la rockstar olandese Herman Brood, erano entrambi eroinomani. Karmelk morì di AIDS a 38 anni, mentre Brood, col quale aveva recitato nel cult movie Cha Cha, morì suicida nel 2001. In Unbehagen, compare il brano Hermann hieß er (si chiamava Hermann) dedicato proprio a Brood.

«… A Hermann non frega un cazzo della vita / Dice a sé stesso: cosa può darmi la vita? /… / La vita reale, dove aleggiano i fantasmi / Vale la pena viverla per Hermann / Qualsiasi altra cosa per lui è sbagliata…».

Nina Hagen Punkhochzeit
1987: NOZZE PUNK E ANIMALISMO

A 32 anni suscitò scalpore sposando un diciottenne sudafricano conosciuto in Italia: per l’occasione scrisse e pubblicò un EP dal titolo Punkhochzeit. Incise anche Don’t kill the animals insieme alla collega statunitense Lene Lovich: un brano contro la vivisezione e lo sfruttamento degli animali. Il più grande successo della Lovich, Lucky Number, fu riproposta in tedesco dalla N.H.B. nel loro secondo album.

UNITY

Negli ultimi dieci anni Nina ha girato l’Europa insieme alla sua band e tenuto numerosi spettacoli incentrati sul repertorio di Bertold Brecht. Attualmente vive a Berlino, dove ha registrato l’ultimo album Unity, un viaggio musicale variegato e dai forti messaggi politici, specie in tema di diritti e uguaglianza delle donne e delle minoranze. Il disco ha visto la luce nel 2022, dopo undici anni di silenzio discografico. Dopo quasi cinquant’anni di carriera, Nina Hagen continua a rappresentare un’icona di radicalismo e individualità, promuovendo la pace tra i popoli.

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