LA MADRE DEL PUNK TEDESCO

Tra punk, glam, provocazioni e spiritualità, Catharina “Nina” Hagen è sempre sfuggita a facili etichette, con la stessa ostinazione con cui ha attraversato la storia tedesca del secondo Novecento. Nata e cresciuta a Berlino Est in una famiglia di artisti, si è imposta grazie a uno stile eccentrico, imprevedibile e teatrale. Idolatrata, contestata e spesso fraintesa, Nina è ancora oggi un simbolo di anticonformismo, che ha attraversato mezzo secolo tra musica, provocazioni e cambiamenti senza mai addomesticarsi. Perché se il titolo di madre del punk tedesco le è sempre andato stretto, quello di pioniera ribelle e trasgressiva continua a descriverla perfettamente.
Indice
CATHARINA “NINA” HAGEN
Nina Hagen è sicuramente la rockstar tedesca più nota nel mondo. L’originalità nell’approccio musicale, lo stile vocale unico e anticonformista della madre del punk tedesco, uniti a un’immagine fuori dagli schemi (da lei stessa definita clownesca) le hanno reso un successo e una popolarità che trascendono dalle vendite dei suoi dischi. Nina ottiene le prime affermazioni ancora giovanissima, a metà anni ’70, in Germania Est e, in piena esplosione del fenomeno punk, con la Nina Hagen Band in Germania Ovest. Nina nasce a Berlino Est nel 1955 dall’unione tra l’attrice e cantante Eva-Maria Hagen e lo sceneggiatore Hans Oliva-Hagen. Nel 1974 raggiunge il successo, non ancora ventenne, con la canzone Du hast den Farbfilm vergessen. Un brano che dopo la caduta del Muro, grazie all’esplosione della Ostalgie, acquisisce una rinnovata popolarità, fino a diventare un manifesto dell’ex DDR.

UNA FAMIGLIA DI ARTISTI
Popolare sia come attrice che come cantante, abbandona la Berlino Est per trasferirsi a Ovest insieme alla madre (definita la B.B. tedesco-orientale), in seguito al loro manifesto dissenso per l’espulsione dalla DDR del cantautore Wolf Biermann, suo ex patrigno. Il regime ostacolava quanto più poteva la libertà artistica – come nel caso della cantautrice folk Bettina Wegner – e non di rado le personalità più celebri sceglievano di trasferirsi nella Repubblica Federale Tedesca. In un’intervista del 1983 per un’emittente francese, Nina dichiara di non poter tornare a Berlino Est per salutare familiari e amici. Ormai è una star e un prodotto dell’Occidente, con un’immagine troppo punk e anticonformista per il regime.

NINA IN U.S.A.
Dopo lo scioglimento della N.H.B., Nina sbarca negli Stati Uniti per incidere i suoi primi album da solista, che però ottengono un successo inferiore alle aspettative. Lo spirito eccentrico e le ardite acrobazie vocali hanno spesso distolto l’attenzione dai contenuti artistici, sebbene l’abbiano resa una star internazionale. Il primo album, Nunsexmonkrock, viene maltrattato dalla critica musicale: la rivista Rolling Stone lo bolla come l’album più inascoltabile di sempre. L’uso teatrale ed estremo delle sue cinque ottave di estensione vocale, la struttura atipica dei brani, lo sperimentalismo e i temi affrontati lo rendono un disco poco accessibile, anche se con il tempo verrà rivalutato.
SUORA-SESSO-MONACO-ROCK

Come singolo di traino per Nunsexmonkrock la scelta cade su Smack Jack, il cui videoclip è ancora oggi tra i suoi più iconici, con Nina che veste i panni di più personaggi, tra cui una suora, una prostituta e un neo Führer. Il testo contiene riferimenti autobiografici e alla tossicodipendenza: il coautore è il chitarrista olandese, all’epoca compagno, Ferdinand Karmelk. Dalla loro relazione era nata la figlia Cosma Shiva (oggi attrice), la bambina che compare in copertina, in braccio a Nina nelle vesti di una Madonna truccata e con le unghie smaltate.
MORODER, RIO ROCK FESTIVAL, DAVID LETTERMAN
Nel 1983 esce Angstlos, prodotto da Giorgio Moroder: l’album suscita un forte malcontento tra i fan a causa dell’inattesa virata synth-pop della madre del punk tedesco. Due anni dopo si esibisce davanti a oltre trecentomila persone, durante la prima edizione del festival Rock in Rio, al fianco di nomi come Queen, James Taylor, Yes, Rod Stewart e AC/DC. Sempre nel 1985 pubblica In Ekstase, che segna un parziale ritorno al punk rock. Infine, è ospite del Late Show with David Letterman, dove suscita scalpore raccontando dei suoi avvistamenti di UFO. Nina dichiara di essere stata più volte testimone oculare dell’esistenza degli alieni. Nel 2007 prende parte a un noto programma dell’ARD dove, sul tema, si scontra con un autorevole scienziato che, contrariato, abbandona lo studio televisivo.
OLTRE I GENERI E LE ETICHETTE
In una recente intervista, Nina ha ridimensionato il nomignolo affibbiatole di madre del punk tedesco . «Non sono mai stata punk, ero più più una hippie, o piuttosto una glam rocker. Amavo Bowie e Bryan Ferry, mettevo i brillantini tra i capelli, la faccenda del punk è stato un malinteso…». In effetti, negli anni, i suoi lavori discografici l’hanno vista accostarsi con disinvoltura ai generi musicali più disparati, fino alle incursioni house e dance di inizio anni ’90. Tuttavia, è innegabile che il suo temperamento anarchico e la sua stravaganza abbia condizionato la percezione del pubblico e posto un po’ in secondo piano il percorso artistico.
PROVOCAZIONI E CONTROVERSIE
Nina ha fatto spesso discutere per le sue dichiarazioni e i comportamenti provocatori. Nel 1979, ospite di un talk show per la tv austriaca, dà scandalo simulando un atto di autoerotismo. Un’altra ospitata televisiva intervento che genera polemiche avviene nel 1992, con protagonista anche Angela Merkel. In un dibattito sulla piaga della droga, la cantante punta il dito contro l’ipocrisia di una politica più attenta a mere questioni economiche che all’attuazione di possibili misure di contrasto. Dopo avere inveito contro un’altra partecipante, Nina si alza e abbandona lo studio infuriata. Recentemente, Nina si è detta sorpresa dalla scelta di Merkel di far suonare la sua prima hit durante le celebrazioni per il suo congedo dalla vita pubblica. Interrogata sul vecchio episodio, ha riconosciuto di avere reagito in modo eccessivo, nonostante la frustrazione per la mancanza di risposte concrete anche da parte della futura cancelliera.
NINA E LA DROGA
Le dipendenze sono da sempre un tema sensibile per la madre del punk tedesco. Da un lato i racconti sull’uso dell’LSD tramite cui si sarebbe avvicinata alla fede. Grazie all’allucinogeno, dichiara di avere incontrato gli dèi dell’Olimpo e di avere intervistato nientemeno che Gesù per una notte intera. Tuttavia, le droghe hanno sortito un impatto drammatico sulla sua vita privata. Il padre di Cosma Shiva e un altro ex fidanzato, la rockstar olandese Herman Brood, sono entrambi eroinomani. Karmelk scompare a causa dell’AIDS a soli 38 anni, mentre Brood, col quale recita nel cult movie Cha Cha, muore suicida nel 2001. In Unbehagen, compare il brano Hermann hieß er (si chiamava Hermann) dedicato proprio a Brood.
«… A Hermann non frega un cazzo della vita / Dice a sé stesso: cosa può darmi la vita? /… / La vita reale, dove aleggiano i fantasmi / Vale la pena viverla per Hermann / Qualsiasi altra cosa per lui è sbagliata…».

1987: NOZZE PUNK E ANIMALISMO
A 32 anni sposa un diciottenne sudafricano conosciuto in Italia: per l’occasione pubblica l’EP Punkhochzeit e incide il brano Don’t kill the animals con l’amica e collega Lene Lovich. Si tratta di un brano politico contro la vivisezione e lo sfruttamento degli animali. Il più grande successo della Lovich, Lucky Number, era stato proposto, in tedesco, nel secondo album della Nina Hagen Band.
UNITY (2022)
Negli anni ’10 Nina gira l’Europa insieme alla sua band, tenendo numerosi spettacoli incentrati sul repertorio di Bertolt Brecht. Attualmente vive a Berlino, dove nel 2022 realizza l’album Unity, un viaggio musicale variegato e dai forti messaggi politici, come i diritti e l’uguaglianza di donne e minoranze. La nuova raccolta vede la luce dopo undici anni di silenzio discografico. Ancora oggi, a distanza di cinquant’anni dagli esordi, Nina Hagen continua a rappresentare un’icona di radicalismo e individualità, e una sostenitrice della pace tra i popoli.






