L’ALBA A BERLIN HAUPTBAHNHOF

L’ALBA A BERLIN HAUPTBAHNHOF

WILKOMMEN

Finalmente giunse l’alba. L’ingresso del treno in Berlin Hauptbahnhof l’avevo immaginato diverso: più scenografico e carico del pathos tipico delle lunghe attese. Per tutta la durata del viaggio, avevo pregustato l’entrata trionfale sotto l’ampia volta di vetro. Ero pronto a immortalare l’istante con la mia reflex, ma vidi solo il buio. Solo in quel momento mi sono ricordato che i binari del piano più alto della stazione centrale è riservato ai treni regionali e della S-Bahn; intercity e alta velocità partono e arrivano da quelli interrati. Ero comunque felice: l’annuncio dagli altoparlanti sanciva ufficialmente il termine del lungo e travagliato viaggio. Sono sceso dal treno e mi sono avviato verso l’uscita su Washingtonplatz. L’aroma di caffè e lievito proveniente dai bar appena aperti mi hanno dato il benvenuto. Un cielo incredibilmente limpido ammiccava oltre l’imponente facciata vitrea d’ingresso. I primi raggi di sole accendevano i riflessi della placida Spree.

DIECI ANNI PRIMA

A parte i bar e i chioschi, le attività commerciali erano ancora chiuse. Sono rientrato per acquistare un coffee to go con brioche e gustarli all’esterno, seduto sui gradini di fronte al cubo specchiato a godere delle ultime luci dell’alba. Sullo sfondo la Fernsehturm e la cupola vitrea Reichstag sembravano sorridermi. Ripensai alla prima volta che ero capitato lì, incuriosito da quel colosso architettonico in vetro e acciaio e dal concitato tramestio umano che avevo osservato da un altro lato del fiume. Era una gelida mattina di febbraio e piovigginava: Washingtonplatz appariva perlopiù come uno sterminato cantiere immerso nel fango.

MOLTKEBRÜCKE

A luglio le temperature sono gradevoli a Berlino, ma avevo letto le previsioni di un picco anomalo di caldo atteso in quei giorni. Mentre la piazza si rianimava e la colonnina si alzava, sempre più persone in tenuta da jogging e in bicicletta scivolavano verso il fiume o emergevano dal Moltkebrücke, uno dei ponti più antichi di Berlino. Sopravvissuto alla II Guerra Mondiale, è una mirabile struttura in pietra rossa risalente al XIX secolo, impreziosita da fregi e sculture che nelle belle giornate vengono accesi dal sole.

ALEXANDERPLATZ

Dopo una breve sessione fotografica sul lungofiume, a mattina inoltrata, decisi di raggiungere l’abitazione dei miei amici nel quartiere di Friedrichshain. Sceso dalla S-Bahn ad Alexanderplatz, ancora una volta, mi sono emozionato all’impatto con questa sterminata piazza di Mitte. Come scritto più volte, non è particolarmente attraente o pittoresca, e ha più l’aspetto di una vasta e distesa di cemento, circondata da alti edifici moderni, alcuni dall’impronta vagamente brutalista. La piazza, completamente distrutta dalle bombe dell’ultima guerra, è stata ricostruita in linea con le smanie di grandezza della DDR, in costante competizione con la più florida Repubblica Federale Tedesca. Alex, così la chiamano i berlinesi, divenne il cuore pulsante della capitale della neonata DDR.

OGGI

Dopo la caduta del Muro, questo spazio dall’aspetto asettico ha continuato a essere uno dei principali punti di riferimento cittadini, anche nella Berlino riunificata. Ciò grazie alle numerose attività commerciali e alla sua rilevanza come nodo centrale del trasporto pubblico urbano. Laddove un tempo transitavano numerosi berlinesi dell’est per raggiungere i loro posti di lavoro, oggi dominano le insegne copiose delle più note catene commerciali, simbolo della globalizzazione. Un cambiamento talmente radicale che sembra quasi una beffa per uno dei principali agglomerati urbani del sistema socialista e anti-capitalista.

ESTATE E INVERNO

La piazza era disseminata dalle transenne dei cantieri, e sono stato costretto a una gimcana per attraversarla e raggiungere la fermata del tram. Una volta sceso a Mollstraße, ho ritrovato gli ormai familiari Plattenbau verdi circondati da una vegetazione rigogliosa. Nel breve tragitto verso casa degli amici, pensavo alla volta precedente, con il freddo, gli alberi spogli e il cielo plumbeo. Per quanto la preferisca durante i mesi più rigidi, Berlino d’estate è un incanto.

Alexanderplatz 
L'alba a Berlino Hauptbahnhof
L'arrivo all'alba a Berlin Hauptbahnhof
S-Block Plattenbau die Schlange

In alto, la fermata dei tram. A sinistra, Alexanderplatz, con la Fernsehturm riflessa sulla facciata a specchio di uno dei moderni edifici. Sopra, i Plattenbau del complesso S-block, detto anche die Schlange (il serpente).

L'alba a Berlino Hauptbahnhof
MAYBACHHUFER WOCHENMARKT

Appena arrivato, uno degli amici mi ha chiesto se avrei voluto accompagnarlo al mercato turco di Neukölln-Kreuzberg. Nonostante la stanchezza accumulata, non me lo sono fatto ripetere due volte. Questo vivace mercato multietnico, a pochi minuti a piedi da Kottbusser Tor è un’istituzione della capitale. Uno degli appuntamenti immancabili per chiunque desideri immergersi in un quadro reale e autentico di quotidianità berlinese. Lungo il Maybachufer, uno dei tanti canali cittadini, svariati banchi offrono cibo, prodotti tipici e frutta e verdura di qualità a buoni prezzi. La temperatura, nel frattempo, aveva superato i 30 gradi e il tasso di umidità era ormai insopportabile. Dunque, ci siamo riparati in un bar ristorante per refrigerarci con una birra; nel mentre, osservavo, felice ed eccitato, il tramestio umano di una delle zone più vivaci e Multi-Kulti di Berlino.

Kottbusser Brücke
Neukölln-Kreuzberg
Maybachufer Wochenmarkt Neükolln Kreuzberg
HAPPY END

Infine, l’amico mi ha accompagnato all’appartamento da lui messomi a disposizione; con mia grande sorpresa ho scoperto che si trova sulla stessa strada dove avevo alloggiato una delle mie prime volte a Berlino, più di 15 anni fa. Un bel monolocale con grandi finestre affacciate su un tipico Hof berlinese. L’alba a Berlin Hauptbahnhof e il tramonto nel bel Samariterviertel: come non cadere stremato dopo tutto questo? Ich liebe dich, Berlin!

Samariterviertel Friedrichshain

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