KREUZBERG E LA METROPOLI IN DIVENIRE

DOPO IL MURO
Berlino la mutante è un documentario di qualche anno fa sull’inarrestabile trasformismo della capitale tedesca. Il ritratto di una realtà urbana con lo sguardo perennemente rivolto in avanti, sebbene mai dimentica del proprio passato. Una metropoli in costante divenire, come può confermare chi la visita con frequenza, a partire da uno dei suoi quartieri più rappresentativi: Kreuzberg. L’intreccio tra passato, presente e futuro evidenzia un tessuto urbano atipico, se confrontato con quello delle altre grandi capitali europee. A Roma, dove ho vissuto per 25 anni, mi legano ricordi contrastanti, a metà tra una passione incendiaria e un odio feroce. Una relazione che ha iniziato ad arrancare, annoiata e rassegnata, tra aspettative deluse e incompatibilità certificate, fino alla decisione di abbandonarla definitivamente.
PASSATO, PRESENTE, FUTURO
Le grida del passato di Berlino sembrano echeggiare e rimbalzare a ogni angolo: musei, targhe e memoriali ricordano gli errori e gli orrori che l’hanno martoriata per gran parte del secolo scorso. La capitale tedesca mostra impudicamente le proprie cicatrici: dal tracciato di sampietrini, lungo oltre cinque km, che indica dove il Muro la spezzava in due, alle Stolpersteine che ricordano i nomi delle vittime dell’Olocausto, incastonate sui lastricati davanti ai portoni degli edifici dove vivevano.
DECLINO E RINASCITA

Sludge G, CC BY-SA 2.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0, via Wikimedia Commons
Una delle effigi più significative della nuova Berlino è Potsdamer Platz, un tempo epicentro degli anni ruggenti del Vecchio Continente. La piazza, sede del primo semaforo elettrico d’Europa, fu sventrata dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Nella lunga era della Guerra fredda fu invece relegata a landa desolata e Zonengrenze. Con l’abbattimento della cortina di ferro Potsdamer Platz è tornata rapidamente a rappresentare uno dei luoghi nevralgici della Berlino riunificata. Al posto degli hotel di lusso e degli eleganti edifici in stile barocco di inizio secolo scorso, svettano grattacieli e fabbricati dalle architetture avveniristiche.





KREUZBERG E LA METROPOLI IN DIVENIRE – CHECKPOINT CHARLIE
Non lontano da Potsdamer Platz si trova il Checkpoint Charlie che, il 25 ottobre 1961, fu teatro dell’escalation di tensione generato dalla Guerra fredda. Il mondo intero restò con il fiato sospeso per la minaccia di un conflitto nucleare tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica. Il celebre posto di blocco divideva la città e i quartieri di Mitte (Berlino Est) e Kreuzberg (Berlino Ovest), e veniva utilizzato principalmente per il transito di militari, diplomatici e cittadini stranieri.
Uno dei focus di Berlino la mutante è proprio questo quartiere che, soprattutto negli anni Settanta e Ottanta, ha rappresentato il simbolo per eccellenza della controcultura berlinese. Sempre più numerosi artisti e intellettuali tedeschi e provenienti da paesi esteri nell’Ortsteil periferico di Berlino Ovest. Occupavano abusivamente edifici, dando vita a contestazioni spesso incendiarie e a violenti scontri contro le forze dell’ordine.
DA PERIFERIA A CENTRO
Oggi Kreuzberg è annesso a Friedrichshain, con cui forma, dal 2001, un unico Bezirk (distretto). I due quartieri, divisi dal Muro, dal fiume Spree e dall’Oberbaumbrücke, erano zone periferiche, popolate dalla classe operaia (a Est) e dalla comunità turca (a Ovest). Con la riunificazione l’intero distretto si è gradualmente trasformato in un’area urbana vivace e di tendenza. L’inarrestabile processo di gentrificazione di inizio millennio li ha resi, insieme a Prenzlauer Berg, i riferimenti e i centri nevralgici della vita notturna berlinese.
KREUZBERG E LA METROPOLI IN DIVENIRE – UNO SPIRITO INTATTO
Purtroppo, nonostante gli sforzi dell’amministrazione municipale di arginare le speculazioni immobiliari, i prezzi delle case sono sensibilmente lievitati anche nell’un tempo popolare Kreuzberg. Tuttavia, il quartiere periferico di Berlino Ovest è riuscito a conservare l’anima alternativa e multiculturale che la caratterizza da sempre. Oggi, è una delle aree più amate dai berlinesi, dai turisti e dai fotografi, grazie alla massiccia presenza di notevoli opere di street art. È possibile ammirarle già dal treno della U-Bahndi che percorre la sopraelevata subito dopo l’Oberbaumbrücke e il capolinea di Warschauer Straße. Una delle più impressionanti è stata Leviathan* del writer italiano Blu. Purtroppo, da ormai un po’ di anni, la fiancata dell’edificio che la ospitava è stata ripulita.








