IL TRACCIATO DELLE PIETRE

IL TRACCIATO DELLE PIETRE

Tra le opere cinematografiche censurate dal regime della DDR, Spur der Steine è senza dubbio una delle più significative. Presentato in anteprima al Kino International, la principale sala cinematografica di Berlino Est sulla Karl-Marx-Allee, il film venne ritirato dalle sale dopo pochi giorni e inserito, insieme ad altre pellicole giudicate scomode, tra i cosiddetti Kaninchenfilme (o Kellerfilme). Sarebbe tstato restituito al grande pubblico soltanto oltre vent’anni dopo, a ridosso del 9 novembre 1989, quando il Muro era ancora in piedi, ma le sue fondamenta cominciavano ormai a vacillare sotto la pressione delle crescenti proteste popolari.

SPUR DER STEINE di Frank Beyer (Germania Est 1966)

Spur der Steine (Il tracciato delle pietre) di Erik Neutsch è uno dei romanzi di maggior successo pubblicati nella DDR. Neutsch era un membro convinto e un acceso sostenitore del SED, il partito unico della Germania Est. Il libro venne pubblicato nel 1964 e, due anni più tardi, uscì il suo adattamento per il cinema. Nonostante l’approvazione della DEFA, che aveva addirittura triplicato il budget previsto, la pellicola scomparve dalle sale dopo appena tre giorni di proiezioni. Infatti, il governo ritenne che il film celasse delle critiche circa il controllo dello Stato sulle vite dei lavoratori. Il tracciato delle pietre è tornato nei cinema solo nell’ottobre del 1989, poco prima della caduta del Muro.

STATO E CENSURA

Il tracciato delle pietre è tra i cosiddetti Kaninchefilm (film del coniglio) o Kellerfilm (film della cantina). Erano così etichettate quelle pellicole bandite dalla censura perché ritenute pericolose e antisocialiste. Spur der Steine è ambientato in un cantiere industriale, e ruota intorno alla rivalità tra due uomini che, pur profondamente diversi, condividono l’attrazione per una giovane ingegnera. Ma la trama non gravita esclusivamente intorno alle dinamiche sentimentale, e dà importante risalto a temi di denuncia come la carenza di materie prime e illegalità. Ma, soprattutto, evidenzia con decisione le ingerenze e le vessazioni esercitate dal SED nell’organizzazione dei lavori del cantiere.

UN SUCCESSO SOFFOCATO

Circa ottomila berlinesi riuscirono a vedere Il tracciato delle pietre prima del suo sequestro. La pellicola fu da subito bersaglio di polemiche nonostante, al punto che fuori dal Kino International, non vi erano locandine che lo pubblicizzassero. Da subito suscitò pareri contrastanti tra i governanti, a causa dei suoi temi controversi , e il regista, Frank Beyer, venne boicottato e attese anni prima di tornare a dirigere. Il Neue Deutschland, quotidiano ufficiale del SED, attaccò duramente la pellicola, accusandola di avere ingannato e indignato il pubblico con una rappresentazione distorta della realtà, altamente offensiva verso il socialismo. Tra i protagonisti spicca Manfred Krug, attore, cantante e scrittore di grande successo, prima nella DDR e poi nella Repubblica Federale Tedesca, dove si trasferì dopo il caso Wolf Biermann.

Il tracciato delle pietre è disponibile, con sottotitoli in italiano, su Eastern Europe Movies.

IL NOSTRO DOCUMENTARIO SUL CINEMA DEFA

Spur der Steine è tra i film selezionati per la nostra piccola panoramica su alcune delle pellicole più significative prodotte dalla DEFA. Opere da scoprire o rivedere per il loro valore cinematografico e per la loro importanza documentale e storica.

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