IL SILENZIO DOPO LO SPARO

IL SILENZIO DOPO LO SPARO

IL SILENZIO DOPO LO SPARO di Volker Schlöndorff (Germania 2000)

Die Stille nach dem Schuss, noto a livello internazionale come The legend of Rita, è un film di Volker Schlöndroff, regista tra i più influenti del cinema tedesco a partire dagli anni ’60. Una delle sue opere più conosciute è lo splendido Il tamburo di latta del 1979, tratto dall’omonimo romanzo capolavoro di Günter Grass. Il silenzio dopo lo sparo (fortunatamente l’edizione italiana ha rispettato l’azzeccato titolo originale) è ambientato in Germania negli anni della Guerra fredda e del terrorismo.

TERRORISMO INTERNAZIONALE

Negli anni ’70 Rita, la protagonista, entra nella Rote Armee Fraktion, un’organizzazione terroristica armata di estrema sinistra che per oltre due decenni sparse terrore e sangue in Germania. La R.A.F. operava motivata da principi contrari alle politiche finanziarie imperialiste e capitaliste. Il gruppo di cui la protagonista fa parte transita spesso attraverso la Cecoslovacchia e l’aeroporto di Schönefeld, operativo fino a pochi anni fa. Presso lo scalo di Berlino Est, vengono controllati e identificati, tuttavia gli agenti della STASI, non li denunciano alla polizia e ai servizi segreti della Germania Ovest. Anzi, addirittura offrono loro regolare copertura.

RIFUGIO A EST

Nel corso di un’operazione a Parigi, Rita è costretta, suo malgrado, a uccidere con un colpo di arma da fuoco un poliziotto che la stava inseguendo. Al rientro in Germania, incontra nuovamente un alto funzionario della Stasi, che propone al gruppo di trasferire la propria base in Israele. In alternativa offre la possibilità, a chi lo voglia, di trasferirsi nella DDR sotto falsa identità, godendo della protezione del Ministero per la Sicurezza di Stato. Solo Rita accetta immediatamente l’opzione, sospinta dalla causa socialdemocratica, nei cui valori crede da sempre.

INGE VIETT

Il silenzio dopo lo sparo è liberamente ispirato alla vicenda e relativa autobiografia Nie war ich furchtloser (Non sono mai stata così impavida) di Inge Viett. La donna fu una cellula terrorista che militò prima nel Bewegung 2. Juni,  movimento di matrice anarchica, poi nella Rote Armee Fraktion. Si rifugiò in Germania Est agli inizi degli anni ’80, sotto più false identità.
All’epoca della sua uscita, la nota terrorista denunciò sia Schlöndlorff che Wolfgang Kohlhaase – sceneggiatore anche del classico DEFA Solo Sunny – per plagio. La causa venne archiviata previo un accordo economico tra le parti. La Viett, scomparsa nel maggio del 2022, non rinnegò mai il suo criminoso operato. Nel giugno del 1990, con l’abbattimento della cortina di ferro e lo scioglimento della DDR, crollò anche il suo piano di protezione e fu estradata e condannata in Germania Ovest.

Volker Schlöndorff - Il silenzio dopo lo sparo - film
- R.A.F. - terrorismo - Inge Viett - DDR
RAF

Tra il 1980 e il 1982, dieci terroristi appartenenti alla RAF, ricevettero copertura e protezione dagli organi di Stato della DDR. Come documentato dalla Aufnahme von RAF-Aussteigern in der DDR, prima della riunificazione tedesca, non rischiarono né l’estradizione né la detenzione. Emerse quindi il controverso ruolo della Repubblica Democratica Tedesca nel favorire operazioni terroristiche che colpivano la Germania Ovest. Il silenzio dopo lo sparo ha generato accese polemiche per l’aver posto al centro pesanti e scomode responsabilità da parte della DDR. Interessante e avvincente la ricostruzione del contesto storico e della società tedesco-orientale. La protagonista, Bibiana Beglau, e la comprimaria, Nadia Uhl, furono entrambe premiate con l’Orso d’argento al Festival di Berlino.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *