IL PONTE ROSSO

Il ponte rosso
Tra i luoghi simbolo di Berlino, lo splendido e scenografico Oberbaumbrücke, il ponte rosso sul fiume Spree, è certamente uno dei più apprezzati dai turisti. La sua lunga storia travagliata l’ha visto passare attraverso la completa distruzione, fino a diventare l’emblema – non meno della Brandenburger Tor – della città riunificata.


IL NOME
Nella Berlino del tardo tredicesimo secolo, lungo lo Spree, delle strutture rialzate su pali, chiamate alberi, erano parte del sistema difensivo cittadino. Queste costruzioni presentavano un varco stretto per il passaggio delle imbarcazioni. Negli orari notturni, il passaggio veniva occluso da un tronco galleggiante irto di chiodi di ferro, con lo scopo di assicurare la riscossione dei dazi doganali. Queste strutture erano posizionate strategicamente: dove lo Spree entrava in città, la chiusa era denominata Oberbaum (albero superiore), mentre nel punto in cui il fiume lasciava l’area urbana, si trovava l’Unterbaum (albero inferiore).
STORIA
Costruito alla fine del 1800, l’Oberbaumbrücke sostituì quello vecchio in legno con l’innovativo progetto di un ponte combinato (ferroviario e stradale) parallelamente alla pianificazione della prima metropolitana cittadina. Infatti, il ponte rosso è caratterizzato dalla singolare struttura su due livelli: uno ferroviario e un porticato pedonale, al quale è affiancata la sede stradale destinata al traffico automobilistico. La U1, la linea più antica della U-Bahn, percorre la sommità del ponte, tra le due torri circolari che sovrastano lo Spree. Il ponte Oberbaum è posto sul confine tra Kreuzberg e Friedrichshain, gli Ortsteil periferici delle due Berlino che, dal 2001, sono stati accorpati in un unico Bezirk (distretto). Nell’aprile del 1945, mentre la città era ormai circondata dagli alleati, Hitler ne ordinò la demolizione nel tentativo di fermare l’avanzata dell’armata sovietica.


THE MOLECULE MEN

Da un lato dell’Oberbaumbrücke è visibile sullo sfondo l’immancabile Fernsehturm; dall’altro i tre giganti noti come The Molecule Men. La scultura, alta trenta metri, è immersa nelle acque del fiume poco prima dell’Elsenbrücke e del Treptower Park. La scultura di Jonathan Borofsky, installata nel maggio del 1999, si erge imponente con i suoi trenta metri di altezza. Rappresenta l’intersezione simbolica tra Treptow, Friedrichshain e Kreuzberg, incarnando l’abbraccio metaforico tra questi tre quartieri berlinesi.
UN MESSAGGIO UNIVERSALE
Con quest’opera, l’artista esplora due concetti fondamentali: da un lato, vuole rappresentare come l’essere umano, insieme alle molecole che lo compongono, sia soggetto alle leggi della probabilità. Dall’altro, intende trasmettere un messaggio più ampio: l’arte come forma d’espressione e potente strumento per promuovere la pace e l’armonia nel mondo. The Molecule Men è diventato uno dei simboli più significativi dell’unificazione tedesca.



GUERRA FREDDA
Naturalmente, con l’avvento del Muro, nel 1961, l’Oberbaumbrücke era stato reso inaccessibile, e il servizio di metropolitana interrotto. Il capolinea della U1 (la linea più antica della U-Bahn), che partiva da Warschauer Straße (a Est), fu spostato alla successiva stazione occidentale di Schlesisches Tor. Il ponte rosso è tristemente noto anche per alcune tragiche morti avvenute nelle acque dello Spree negli anni della Guerra fredda. Spesso si trattava di bambini che, giocando sul Gröbenhufer (oggi May-Ayim-Ufer) appartenente al distretto di Kreuzberg (Berlino Ovest), scivolavano in acqua. Dal momento che le acque del fiume erano di pertinenza di Berlino Est, chiunque vi cadesse non poteva essere soccorso dal lato ovest. Solo dopo il quinto tragico incidente, le autorità delle DDR predisposero una cabina telefonica di emergenza e una motovedetta pronta a intervenire in caso di necessità.
COME RAGGIUNGERE IL PONTE ROSSO
Il ponte rosso dell’Oberbaumbrücke è raggiungibile in pochi minuti a piedi dalle stazioni U-Bahn e S-Bahn di Warschauer Straße.
Un piacevole itinerario senza mezzi di trasporto, lungo poco più di un chilometro, parte da Franfkurter Tor, da dove si può percorrere tutta la Warschauer Straße, fino all’East Side Gallery. La strada è vivace e disseminata delle più disparate attività commerciali che rendono la passeggiata coinvolgente e godibile, anche se la tentazione di cedere alle invitanti fragranze delle Bäckerei o dei venditori di street food o di dilungarsi in un negozio dell’usato o in un coffee shop è sempre dietro l’angolo.












DOPO IL MURO
Dopo l’abbattimento della cortina di ferro, il ponte rosso è rimasto chiuso al pubblico per alcuni anni, a causa dei danneggiamenti della Seconda guerra mondiale. I lavori di ristrutturazione iniziarono all’inizio del 1992 e la progettazione affidata, previa gara d’appalto, all’architetto spagnolo Santiago Calatrava. La riapertura ufficiale avvenne il 9 novembre 1994, una data alquanto significativa: erano trascorsi solo cinque anni dalla caduta del Muro. La U1 e la U3 ripresero a scorrere sulla sommità del ponte riconnettendo i settori orientale e occidentale.
L’OBERBAUMBRÜCKE E IL CINEMA
Il cinema ha sfruttato ampiamente l’impatto scenografico dell’Oberbaumbrücke, che compare in numerose pellicole, specie a partire dagli anni ’90. Tra queste Unknown-Senza Identità del 2012, The Bourne Supremacy del 2008 e soprattutto il cult movie Lola Corre del 1998. Le sequenze della protagonista che corre freneticamente, passando anche sotto le arcate del portico orientale del ponte, hanno lasciato un’impronta indelebile nell’immaginario collettivo del cinema. Le scene della protagonista che corre freneticamente tra i cantieri cittadini, passando anche sotto le volte del portico, sono immortalate nell’immaginario cinematografico.







