IL POETA E L’ANGELO DI POTSDAMER PLATZ

IL POETA E L’ANGELO DI POTSDAMER PLATZ

In un desolato Potsdamer Platz, ancora segnato dal Muro, un angelo scorta un anziano poeta, ascoltando le sue elucubrazioni sentimentali e nostalgiche. In questo spazio sospeso, Wim Wenders ha ambientato una delle sue opere più intense, Il cielo sopra Berlino. L’incontro tra l’uomo e l‘entità invisibile diventa un viaggio nella memoria della città divisa, dove la piazza berlinese, fiammeggiante simbolo del Novecento, riflette la brutalità e l’assurdità delle tensioni tra Est e Ovest.

DER HIMMEL ÜBER BERLIN di Wim Wenders (Germania Ovest 1987)

Due uomini, uomo curvo e anziano e uno più giovane, passeggiano su una vasta distesa di terra e fango, tra i detriti e gli scheletri di edifici sventrati. Sono il poeta Homer e l’angelo Cassiel e stanno attraversando Potsdamer Platz, fino a mezzo secolo prima tra i luoghi più animati del Vecchio Continente. È una delle scene più memorabili de Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders. Il poeta Homer, nonostante i problemi alla vista, stenta a riconoscere il teatro della sua giovinezza ai tempi della Repubblica di Weimar. Le bombe della Seconda guerra mondiale hanno praticamente raso al suolo la piazza, trasformandola in uno sterminato deserto fangoso. Il regime della DDR completò l’opera di mortificazione, relegandola a di terra di nessuno. Da crocevia brulicante di vita, Potsdamer Platz funse anche da efferata striscia della morte.

RICOSTRUZIONE
IL POETA E L'ANGELO DI POTSDAMER PLATZ
CUPOLA SONY CENTER

Nel 1999, Potsdamer Platz era ancora un fangoso cantiere dominato dalle gru. Erano già quasi completati il Kolhoff-Tower e il Bahn-Tower, che sembravano fronteggiarsi con le loro radicali diversità all’ingresso dalla Potsdamer Straße. Al centro della piazza era stato installato un prefabbricato operativo come centro informazioni, dove il pubblico poteva osservare un grande plastico del progetto e l’avanzamento dei lavori. L’avveniristico Sony Center sarebbe stato inaugurato nei mesi successivi, quindi lo visitai in occasione del mio secondo viaggio a Berlino, nel 2006. Quasi mi procurai un torcicollo per il tempo trascorso ad ammirare la splendida cupola a ventaglio progettata da Helmut Jahn.

In alto: ingresso della stazione S-Bahn di Potsdamer Platz con, sullo sfondo la Bahn-Tower, una porzione della Kollhoff-Tower e il cantiere (dicembre 1999).
Sotto: scorci della piazza completata con il nuovo accesso alla stazione della S-Bahn (novembre 2006).

ANNI RUGGENTI

Negli anni Venti Berlino era considerata la capitale delle avanguardie d’Europa; nel 1924, a Potsdamer Platz, era stato installato il primo semaforo elettrico, l’Oberkieker. Le bombe degli alleati avevano risparmiato ben poco della capitale tedesca, e a Potsdamer Platz si salvarano pochissimi edifici, tra cui il Weinhaus Huth, un’antica enoteca che il proprietario continuò a gestire fino alla sua morte. Successivamente, la moglie cedette l’edificio all’amministrazione comunale del distretto occidentale di Tiergarten, che lo pose sotto tutela monumentale. I suoi locali furono convertiti in alloggi popolari; le condizioni di vita dei nuovi residenti, tra cui diversi artisti, non erano facili a causa dell’assenza di servizi primari e collegamenti nelle vicinanze. Fino al 1992, anno di apertura del cantiere dei lavori, nell’area c’erano solo alcuni chioschi di souvenir e una lunga sopraelevata pedonale da cui i turisti e i cittadini occidentali osservavano incuriositi la città dall’altra parte del Muro

IL MERCATO POLACCO

Pochi mesi prima della caduta del Muro, Potsdamer Platz divenne sede di un mercato all’aperto illegale gestito da ambulanti polacchi. Con la libertà di circolazione da poco in Polonia, anche al di fuori dei paesi del blocco sovietico, i commercianti raggiungevano Berlino Ovest ogni fine settimana. Vendevano animali, prodotti alimentari, oggettistica, alcol e sigarette a prezzi convenienti, attirando così numerosi berlinesi occidentali. Tuttavia, questo mercato nero non tardò a suscitare proteste, a causa dell’aumento della criminalità e della prostituzione. Con le misure di contrasto attuate dalle autorità, il mercato abbandonò la piazza e si spostò in altre zone della città.

IL POETA E L’ANGELO DI POTSDAMER PLATZ

UNA GUIDA ATIPICA

The Passenger – Berlino è il volume della collana di guide alternative edita da Iperborea dedicato alla capitale tedesca. Tra i suoi tanti interessanti articoli c’è quello firmato da Peter Schneider, autore di Berlin Now, the city after the Wall. L’articolo narra la lunga e complessa genesi dell’ambizioso progetto di riqualificazione di Potsdamer Platz, che non ha mancato di generare polemiche. Lo scopo degli architetti coinvolti, tra cui l’italiano Renzo Piano, è stato quello di ridare dignità e gloria a una piazza di indiscussa rilevanza storica.

IPERBOREA
COLPO DI FORTUNA

Poco prima della caduta del Muro, un ricco industriale, Edzard Reuter, acquistò l’intera area di oltre sei ettari per poco più di novanta milioni di marchi federali, a un prezzo a dir poco ridicolo. Al momento dell’acquisto nessuno avrebbe potuto prevedere che presto si sarebbe chiusa l’era della Guerra fredda. Lo stesso Reuter non aveva nascosto alcun intento speculativo: il suo unico scopo era costruirvi la nuova sede della Daimler Benz, la casa automobilistica tedesca di cui era presidente. Nemmeno l’angelo e il poeta avrebbero mai immaginato che quella distesa di fango che era diventata Potsdamer Platz sarebbe tornata a nuova vita. Oggi, probabilmente, il vecchio Homer l’attraverserebbe con lo stesso senso di incredulità e smarrimento del capolavoro di Wenders.

METAMORFOSI

Oggi l’area intorno al Potsdamer Platz è una delle zone più ricche ed esclusive di Berlino. Durante i lavori di riqualificazione, il Weinhaus Huth rappresentò una sfida significativa per l’architetto Renzo Piano. L’edificio, risalente ai primi del 1900, era protetto dal Denkmalschutz e doveva essere necessariamente integrato nel progetto del nuovo complesso. Fu necessario un ingente dispendio di capitali per ristrutturarlo e consolidarlo; per la vicina Kaisersaal, le operazioni di recupero e salvaguardia furono ancora più impegnative e costose. La sala imperiale in stile neobarocco dell’Hotel Esplanade fu infatti spostata dalla sua sede originaria all’interno del Sony Center. Alla complessa operazione di rimozione partecipò anche Wim Wenders.

PARTECIPAZIONE

L’ambizioso progetto suscitò aspre critiche da parte di coloro che non comprendevano l’urgenza di realizzarlo così rapidamente e con costi ritenuti troppo ingenti. Gli scettici più accaniti avrebbero preferito un piano di riqualificazione e ripopolamento dell’area più graduale e, in particolare, gli ostalgici dell’ex DDR non vedevano di buon occhio l’acquisizione della piazza da parte di un imprenditore occidentale e di una multinazionale come la Daimler. Per placare il malcontento generale e coinvolgere maggiormente la comunità, il direttore dei lavori, Manfred Gentz, decise di aprire il cantiere alla cittadinanza. L’iniziativa riscosse un certo successo, con aperitivi e cocktail sul tetto del Weinhaus Huth, durante i quali venivano resi pubblici gli avanzamenti dei lavori.

BALLETTO DELLE GRU

L’articolo di Peter Schneider menziona anche le surreali scene in cui varie personalità e autorità raggiungevano il Weinhaus Huth camminando su traballanti assi di legno appoggiate sul terreno fangoso. Una passerella di fortuna che non riusciva a proteggere le loro scarpe costose e i loro abiti eleganti dagli inevitabili schizzi di fango. Nell’ottobre del 1996, fu organizzato un indimenticabile concerto in cui il direttore dell’Opera di Stato di Berlino, Daniel Barenboim, condusse i movimenti di 19 gru sulle note della Nona Sinfonia di Beethoven.

Il titolo del video riporta l’anno sbagliato: la data esatta è il 26 ottobre 1996
IL POETA E L’ANGELO DI POTSDAMER PLATZ – RINASCITA

Il concerto o balletto delle gru celebrò simbolicamente gli antichi e futuri fasti della storica piazza, aprendo la visuale su nuovi scenari in cui i drammi del passato cedevano il passo alle speranze del domani. Una prospettiva che rincuorerebbe l’angelo Cassiel e soprattutto il poeta Homer per la ritrovata Potsdamer Platz, nuovamente centro nevralgico di Berlino e cuore pulsante d’Europa.

HOMER 
CASSIEL

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