I 45 ANNI DEGLI “EROI”

I 45 ANNI DEGLI “EROI”

14 OTTOBRE 1977

Heroes”, l’album centrale della cosiddetta trilogia berlinese di David Bowie e di fatto l’unico interamente scritto e realizzato a Berlino Ovest, fu pubblicato il 14 ottobre 1977. Concepito insieme a Brian Eno e Tony Visconti, l’album contiene il celeberrimo brano omonimo, che fu l’ultimo a essere inserito nel disco. Nonostante sia oggi uno delle sue canzoni più iconiche, all’epoca “Heroes” non riscosse un successo entusiasmante. Nel Regno Unito raggiunse la 24.ma posizione, in Germania la 19.ma e negli Stati Uniti non entrò nemmeno nella Hot 100. In seguito alla scomparsa di Bowie, il 10 gennaio 2016, è diventata il suo brano più suonato dalle radio e televisioni, al punto di affacciarsi per la prima volta nella top 20 (12° posto) del Regno Unito. Oggi, la canzone dei due eroi abbracciati all’ombra del Muro, compie 45 anni.

DALLA FINESTRA
I 45 ANNI DEGLI "EROI"



Durante le sessioni di “Heroes” presso gli Hansa Tonstudio di Köthener Straße, da una finestra della Meistersaal l’artista londinese scorse una coppia di innamorati abbracciata a ridosso del Muro. Quella scena gli ispirò il testo carico di pathos per l’epico brano che era ancora solo una traccia strumentale.
«I can remember / Standing, by the Wall / And the guns, shot above our heads / And we kissed, as though nothing could fall / And the shame, was on the other side / Oh we can beat them, for ever and ever /Then we could be heroes, just for one day».



L’IDENTITÀ DEI DUE “EROI”

Bowie conosceva molto bene i due amanti del Muro, ma ne rivelò l’identità solo anni dopo: si trattava del produttore, Tony Visconti e una delle coriste dell’album. Infatti, il suo produttore era sposato e David non volle metterlo in difficoltà con la moglie.
Interessante ascoltare dallo stesso Visconti, il racconto della genesi complessa del brano.

L’INNO DI BERLINO

Heroes” è probabilmente il brano più identificativo, il cosiddetto anthem della rockstar britannica; inoltre rappresenta una sorta di emblema in musica della capitale tedesca. Dopo 45 anni la celebre canzone continua ad essere un inno per gli “eroi” di ogni epoca. L’immagine dei due “eroi” innamorati all’ombra del Muro, ha acquisito nel tempo un valore carico di significati. Non a caso Uli Edel, per Christiane F.Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, scelse il brano come sottofondo di una delle scene più importanti della pellicola. L’album, nel suo insieme, non è tra i più accessibili di Bowie e prosegue sulla strada della ricerca sonora intrapresa con i Station to Station e Low. Bowie mise il titolo tra virgolette per alleggerire il significato da un’enfasi eccessiva e stucchevole.

UN ALBUM CUPO

Bowie si era trasferito a Berlino nel 1976, per disintossicarsi da alcol e sostanze stupefacenti di cui da tempo abusava. Durante il periodo berlinese recuperò un buono stato di salute e intraprese un nuovo percorso artistico. Dei tre dischi berlinesi, “Heroes” è certamente il più scuro e sotterraneo. Le sonorità e i testi si integrano perfettamente con l’atmosfera di una metropoli atipica, dolente e malinconica, non solo catturandone lo spirito, ma addirittura creandone uno nuovo, proprio come solo un vero artista sa fare.

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