EST & OVEST

SUONI NELLA BERLINO DEL MURO
Da un po’ di tempo pensavamo a un video che raccogliesse i risultati delle nostre incursioni e ricerche nel panorama musicale delle due Germanie. Un’indagine culturale di due vivai artistici e culturali che, per quanto frutto di realtà assolutamente opposte, fondamentalmente condividevano lo stesso spirito anarchico e ribelle. Una sorta di fiammeggiante desiderio di fuga dalla realtà. In particolare, soprattutto nell’ultimo decennio di esistenza del Muro, nella Berlino divisa i suoni circolavano inarrestabilmente tra est e ovest, in barba a ogni barriera fisica e politico-ideologica. Di conseguenza, gli sforzi della DDR di rendere la propria società impermeabile alle pressanti seduzioni del capitalismo fallivano irrimediabilmente. Quindi, ascoltare oggi le produzioni di quei due mondi oggettivamente distanti anni luce, restituisce un’insospettata idea di condivisione, contaminazione e fusione. E ciò non avveniva unicamente con l’est succube delle influenze dal libero, pulsante e proibito ovest.
CORTINA E CENSURA
La chiusura tra est e ovest, dovuta alla lunga Guerra fredda, ha di fatto reso inaccessibile, salvo rari casi, la fruizione delle creazioni artistiche della DDR, specialmente per quanto concerne la musica. Qui, la censura di regime faticava ancor più che con, per esempio, il cinema, a esercitare il proprio controllo. I tentativi di arginare le mode occidentali producevano risultati perlopiù fallimentari, quando non effetti che oggi definiremmo “cringe”, come, negli anni ’50, la Lipsi-Tanz in risposta all’imperversante moda del rock’n’roll. Nella Repubblica Federale Tedesca, grazie alla potenza dell’etere, qualche eco di quel mondo misterioso e incomprensibile giungeva agli occhi e alle orecchie dei cittadini occidentali, sebbene di fatto non vi fosse un costante e mutuo scambio tra le produzioni artistiche delle due Germanie.
L’APERTURA
La situazione cambiò gradualmente con lo scorrere degli anni e, di conseguenza, l’ultimo decennio di vita del regime fu il più difficile in assoluto. Infatti, il malcontento della popolazione aveva raggiunto proporzioni ormai ingestibili. Parallelamente, con i venti della Perestrojika, il regime aveva dovuto cedere alle pressioni persino da parte della FDJ, l’organizzazione della “libera” gioventù. Proprio in tale contesto, furono invitati a esibirsi nella DDR artisti occidentali come Udo Lindenberg, i Depeche Mode e Bruce Springsteen. Concessioni dovute e sofferte, in seguito ai sempre più frequenti disordini e scontri tra sovversivi e polizia che attiravano l’attenzione e le critiche dei media internazionali. A dimostrazione di ciò una delle vicende più note fu il concerto di David Bowie davanti al Reichstag, il 6 giugno 1987. Gli episodi violenti di quella sera generarono polemiche e un imbarazzante rimbalzo di accuse tra gli organi di informazione dell’est e dell’ovest.


UN BREVE DOCUMENTARIO
Il video che segue non ambisce a essere un compendio infallibile ed esaustivo. Certamente abbiamo lasciato fuori qualche nome o episodio importante, magari rappresentativo o fondamentale per la narrazione storica del periodo preso in esame.
È possibile approfondire il tema facendo riferimento ai due post dedicati alle scene musicali di Germania Est e Germania Ovest.






