ELEZIONI, UN ANNO DOPO

ELEZIONI, UN ANNO DOPO

Una breve analisi sulla situazione socio-politica in Germania e a Berlino, un anno dopo le elezioni che hanno visto la crescita esponenziale del partito di estrema destra AfD. Un confronto tra gli scenari ipotizzati all’indomani del risultato elettorale e le conseguenze che, a dodici mesi di distanza, esso ha effettivamente comportato. Con uno sguardo sulle politiche estere e le posizioni tedesche sulle crisi internazionali provocate dai conflitti in corso.

L’AFFERMAZIONE DELL’AfD

Su questo blog raramente trovano spazio commenti circa le dinamiche politiche tedesche. Preferiamo osservare gli effetti concreti che esse producono sul tessuto sociale e urbano. Ciononostante, lo scorso anno abbiamo pubblicato un post sulle elezioni federali, alla luce di un esito che, sebbene ampiamente previsto, ha suscitato un diffuso allarme. In quell’occasione avevamo evidenziato anche la specificità berlinese rispetto al resto della Germania orientale. Infatti, in quasi tutti i Länder dell’ex Germania Est l’AfD, formazione di orientamento nazionalista e xenofobo, si è affermata come primo partito, mentre nella capitale ha prevalso lo schieramento opposto, Die Linke. A un anno di distanza dal voto, è utile tornare su quei risultati per valutare come lo scenario ipotizzato si sia effettivamente evoluto.

GroKo

A fine febbraio 2025, l’Unione CDU-CSU guidata da Friedrich Merz ha ottenuto la più alta percentuale di voti (circa il 28,5 %). Nondimeno si tratta di un risultato inferiore rispetto ad aspettative e precedenti performance storiche. L’Alternative für Deutschland (AfD) ha conquistato il secondo posto con circa il 20,8 % dei consensi. Si è quindi resa necessaria una Große Koalition (grande coalizione) con la SPD, al fine di garantire una maggioranza che escludesse l’AfD dal governo. Uno scenario largamente preannunciato alla vigilia del voto, alla luce delle posizioni controverse — ritenute da molti incompatibili con l’ordine costituzionale — del partito di Alice Weidel e Tino Chrupalla. Ancora una volta, dinamiche politiche interne e pressioni elettorali hanno evidenziato come il termine Große Koalition sia più un’etichetta istituzionale che il riflesso di una reale coesione politica.

LE ACCUSE AL GOVERNO

L’influenza dell’AfD ha subito un’accelerazione tra il 2025 e i primi mesi del 2026, estendendosi ben oltre i confini del Bundestag. L’AfD ha tentato il radicamento nelle rappresentanze sindacali, sfidando i colossi dell’auto attraverso la promozione di liste alternative nei consigli di fabbrica. Si è trattato di una manovra di insediamento sociale facente leva sui timori legati alle politiche di Deindustrialisierung (deindustrializzazione) e transizione ecologica. Il partito di estrema destra ha accusato la maggioranza di strumentalizzare la causa ambientalista a tutela di un’ideologia che non tiene conto degli effetti sul comparto dell’industria automobilistica e sulla stabilitĂ  occupazionale.

TENSIONI E COMPROMESSI

Nel periodo post-elettorale la coalizione di governo ha dovuto affrontare forti difficoltĂ  nel portare avanti riforme annunciate, come quelle su pensioni e servizio militare. Sono dunque emerse profonde divergenze, in particolare su questioni come la sicurezza interna e le misure economiche contro la crisi energetica e la concorrenza cinese. Nonostante l’accordo abbia garantito la continuitĂ  istituzionale, l’influenza dell’AfD ha ostacolato i processi decisionali. Anche le altre forze politiche hanno dovuto difendere l’atteggiamento di chiusura a qualsiasi collaborazione diretta con il partito di estrema destra. Un patto tra i partiti tradizionali definito Brandmauer (muro tagliafuoco) che preclude ogni forma di cooperazione legislativa con l’AfD.

MISURE

Tuttavia, è scaturito un dibattito interno circa la legittimitĂ  e i metodi di relazione con l’AfD. Da un lato, alcuni settori del mondo economico hanno iniziato a concedere aperture a dialoghi formali con rappresentanti di estrema destra. Dall’altro, istituzioni e associazioni tradizionali continuano a mantenere una ferrea distanza da un coinvolgimento diretto. Ciò è traducibile con la necessitĂ  condivisa di tutelare la democrazia e la costituzione, contenendo le posizioni estremiste di un partito piuttosto forte nei sondaggi.

ELEZIONI, UN ANNO DOPO

POLARIZZAZIONE

Un anno dopo le elezioni federali, diverse indagini demoscopiche mostrano che in Germania l’influenza dell’AfD è una variabile crescente anche nelle intenzioni di voto. I sondaggi indicano che le percentuali dell’AfD possono superare quelle della coalizione CDU/CSU. Una tendenza confermata specialmente nei Länder orientali. Qui, l’AfD continuerebbe a ottenere ampio consenso, a consolidamento della base elettorale, specialmente nei circondari piĂą rurali. In questo scenario, le forze sistemiche restano divise, con alcuni gruppi favorevoli a rafforzare il Brandmauer a tutela della democrazia, e altri che spingono per strategie di contenimento politico e sociale. Il clima di polarizzazione si avverte sempre piĂą attraverso manifestazioni sociali contro l’estremismo di destra. Si tratta di iniziative di protesta sostenute da sindacati e associazioni civiche, che continuano a essere rilevanti, particolarmente nei grandi centri abitati.

LA POSIZIONE TEDESCA SU UCRAINA E PALESTINA

Sul piano internazionale, il governo ha mantenuto una linea di continuitĂ . Circa l’aggressione della Russia all’Ucraina, Berlino ha confermato il sostegno militare, finanziario e politico a Kiev, ribadendo che una pace duratura è imprescindibile dal rispetto dell’integritĂ  territoriale ucraina e dalle sanzioni contro Mosca. Parallelamente, l’esecutivo ha escluso negoziazioni unilaterali, rimandando ogni eventuale dialogo in cornici multilaterali europee e transatlantiche. Invece, sul fronte israelo-palestinese, la Germania ha riaffermato il diritto di Israele alla sicurezza, ma ha progressivamente espresso preoccupazione circa l’invasione di Gaza, chiedendo il cessate il fuoco e ribadendo la necessitĂ  di corridoi umanitari. In questo ambito, alcune restrizioni temporanee all’export di armamenti sono state adottate e poi rimodulate caso per caso, nel tentativo di bilanciare responsabilitĂ  storica verso Israele e richiamo al diritto internazionale umanitario.

LO SCENARIO A BERLINO

A Berlino, l’influenza dell’AfD si riflette in modi piĂą sfumati ma ugualmente significativi. Alle elezioni berlinesi del 2023 – con la prossima tornata prevista per settembre 2026 – l’AfD aveva giĂ  raggiunto una percentuale non trascurabile di seggi, posizione che potrebbe crescere nel corso del 2026. Nella capitale, le dinamiche elettorali tendono a essere piĂą frammentate, con CDU, SPD, Verdi e Die Linke in competizione per le posizioni del governo locale. In questo scenario, l’AfD ha comunque consolidato il proprio significativo ruolo all’opposizione all’interno dell’Abgeordnetenhaus (camera dei rappresentanti) di Berlino. Le controversie politiche nella capitale includono dibattiti accesi sull’amministrazione cittadina e la gestione delle politiche urbane in un contesto di risorse limitate e pressioni sociali interne. L’escalation delle tensioni a livello nazionale ha avuto effetti anche sul panorama berlinese, con i partiti storici impegnati ad arginare la propaganda populista e nazionalista dell’AfD attraverso alleanze locali e iniziative di inclusione sociale.

ELEZIONI, UN ANNO DOPO

CONCLUSIONI E PROSPETTIVE

Quindi, un anno dopo le elezioni federali del 2025, l’AfD si conferma una forza concreta nei sondaggi, ma anche nelle dinamiche istituzionali e sociali in Germania. L’AfD rappresenta una costante fonte di pressione sulle forze politiche tradizionali, impattando la formazione e l’azione di coalizioni, la percezione pubblica delle istituzioni e le strategie di governo. La GroĂźe Koalition resta debole in alcune aree chiave della riforma, con compromessi che limitano i campi d’azione. Allo stesso tempo, a livello nazionale, i cittadini continuano a mostrare segnali di volatilitĂ  elettorale e di polarizzazione politica. Un’evoluzione di tendenze che nei prossimi anni determineranno la soliditĂ  delle istituzioni democratiche e la capacitĂ  del sistema politico tedesco di resistere e rispondere a pressioni interne ed esterne.

ELEZIONI, UN ANNO DOPO

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LE FONTI

REUTERS (in inglese)
Germania: Merz svela l’accordo di coalizione per stimolare la crescita e affrontare l’immigrazione
La destra radicale in Germania punta ai metalmeccanici in crisi
Le tensioni interne alla coalizione mettono a rischio il piano di riforme di Merz
Può la Germania di Merz salvare l’Europa?
Germania: l’associazione delle imprese familiari revoca il divieto di contatto con l’AfD
Il capo dell’intelligence tedesca chiede piĂą libertĂ  operativa per contrastare le minacce

MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI DELLA REPUBBLICA FEDERALE TEDESCA (in tedesco)
For a strong Europe in the world – the EU Foreign Affairs Council focuses on Ukraine, the Middle East and Africa

EURONEWS (in inglese)
La Germania si oppone a colloqui diretti con la Russia a causa delle ‘pretese massimaliste’ di Putin

THE GUARDIAN (in inglese)
Guerra in Ucraina: per il Cancelliere Merz il conflitto potrebbe finire se la Russia venisse ‘esaurita’ economicamente o militarmente

KYIV POST (in inglese)
Una ‘Forza Multinazionale per l’Ucraina’ a guida europea garantirĂ  la pace, afferma Merz

DIE WELT (in tedesco)
Un sondaggio indica per la prima volta l’AfD come la seconda forza a Berlino

BERLINER ZEITUNG (in tedesco)
Sondaggio: CDU/CSU e AfD testa a testa, aumentano ancora le preoccupazioni dell’opinione pubblica sugli estremismi
Sondaggio attuale: per la prima volta l’AfD è il secondo partito piĂą forte a Berlino; la coalizione di Wegner non ha la maggioranza

MORGENPOST (in tedesco)
Elezioni federali tedesche 2025 a Berlino: ecco come ha votato il tuo quartiere
Nuovo sondaggio: AfD si avvicina di nuovo alla CDU/CSU

TAZ (in tedesco)
“Prendere in carico questioni di destra non funziona”

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