DIMENTICARE MAI / NEVER FORGET

DIMENTICARE MAI / NEVER FORGET

27 GENNAIO

Qualcuno sostiene che la Giornata della Memoria, come altre, sia una ricorrenza inutile e perfino un po’ ipocrita. Accade anche a me di provare fastidio per certi minuti di silenzio e altre iniziative che sfruttano un’onda emotiva trascurando i processi necessari per un auspicabile cambiamento culturale. Il rischio di date e ricorrenze ridotte alla funzione di lavatoio per le coscienze è sempre dietro l’angolo. Tuttavia, i Dimenticare mai e i Never forget di questo periodo dell’anno penso che vadano ben oltre la facile retorica, almeno finché ci sarà ancora qualcuno a spiegarcene il senso tramite il racconto della propria esperienza personale.

LILIANA SEGRE

«So cosa dice la gente del Giorno della Memoria. La gente già da anni dice, basta con questi ebrei, che cosa noiosa”. «Il pericolo dell’oblio c’è sempre. Una come me ritiene che tra qualche anno sulla Shoah ci sarà una riga tra i libri di storia e poi più neanche quella».

Liliana Segre aveva tredici anni quando fu deportata nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau insieme al padre, dal quale venne separata e che non rivide più. Oggi, all’età di 93 anni, è una delle ultime sopravvissute agli orrori dell’olocausto ancora in vita. Al decesso dell’ultimo testimone, la questione dello sterminio di massa rischierà di essere ritenuta come qualcosa di troppo distante nel tempo per essere oggetto di approfondimenti e riflessioni.

DIMENTICARE MAI / NEVER FORGET: PIETRE

Una cosa da sapere: a Berlino, come in tutta la Germania, il ricorso a termini come Olocausto, Shoah e affini non può essere – come non dovrebbe esserlo mai ovunque – superficiale o, peggio ancora, umoristico. Infatti, per numerosi tedeschi la questione delle leggi razziali (introdotte tra il 1935 e il 1936) resta un taboo mai superato. Tuttavia, è da ammirare come nella nazione fucina e teatro degli orrori più nefandi del secolo scorso, non si nasconda nulla sotto il tappeto, né dietro un paravento come potrebbe essere la giornata della memoria. Berlino è disseminata di luoghi, memoriali e musei che onorano la memoria delle vittime del più grande genocidio del secolo scorso. Il dogma DIMENTICARE MAI / NEVER FORGET (nie vergessen in tedesco) è valido tutti i giorni, non una settimana all’anno.

PIETRE D’INCIAMPO

Passeggiando per Berlino e molte altre città tedesche, accade con frequenza di notare dei piccoli sampietrini dorati incastonati sui marciapiedi, con sopra incisi dei nomi e delle date. Le Stolpersteine simboleggiano l’inciampo visivo nel ricordo della tragedia dei milioni di Ebrei deportati; le pietre d’inciampo sono posizionate di fronte ai portoni delle abitazioni dove le vittime vivevano al momento della cattura. L’importante progetto è nato nel 1992 da un’iniziativa dell’artista tedesco Gunter Demnig e si è gradualmente allargato in tutta Europa, inclusa l’Italia. A Roma sono perlopiù concentrate nel ghetto ebraico, tra il Lungotevere e Campo de’ Fiori.

DIMENTICARE MAI / NEVER FORGET
MEMORIALE

Il memoriale più imponente e significativo dedicato all’Olocausto si trova nel quartiere di Mitte, a metà strada tra la Porta di Brandeburgo e Potsdamer Platz. Il Memoriale per gli Ebrei assassinati d’Europa, inaugurato nel 2005, è composto da un imponente insieme di 2711 stele commemorative in cemento grigio. Sul posto è presente anche un centro di documentazione che racconta il dramma della Shoah attraverso oggetti, testimonianze e materiale audiovisivo. Le stele, di varie altezze, sono disposte a scacchiera, quindi non formano ciò che a prima vista può sembrare un labirinto; partendo dalle stele del perimetro esterno, alte pochi centimetri, ci si addentra verso il centro dell’area dove i blocchi diventano alti fino a 4 metri, creando insieme alla pendenza del pavimento un effetto angosciante e claustrofobico.

DIMENTICARE MAI / NEVER FORGET
RISPETTO

L’imponente complesso monumentale sorge nel vasto quadrilatero dove prima sorgevano il palazzo e le proprietà di Joseph Goebbels, lo spietato ministro della Propaganda del Terzo Reich. Il memoriale è stato spesso oggetto di polemiche per via dei comportamenti di alcuni visitatori, intenti a giocare a nascondino, a schiamazzare, o a saltare da una stela all’altra, mettendo a rischio la propria incolumità. Il dibattito che ne è seguito ha acceso un faro su quanto sia opportuno e indispensabile mantenere il senso del decoro e del rispetto in un luogo così significativo.

L’intenzione dell’ideatore del memoriale, l’architetto Peter Eisenman, fu quella di «rappresentare un’atmosfera sinistra previo un sistema apparentemente ordinato, ma del tutto scollegato dalla ragione umana».
DIMENTICARE MAI / NEVER FORGET: SACHSENHAUSEN
DIMENTICARE MAI / NEVER FORGET

Atteggiamenti impropri sono addirittura impensabili nel campo di concentramento di Sachsenhausen-Oranienburg, a nord di Berlino. Conservo ben nitido il ricordo della mia prima visita: rabbrividii di fronte ai cumuli di scarpe, occhiali e protesi dentarie ammassati. Ero talmente scosso, che non considerai nemmeno l’idea di scattare foto.

VISITARE IL CAMPO

Sachsenhausen è aperto al pubblico e facilmente raggiungibile da Berlino con i trasporti pubblici, in circa un’ora. Una visita a questo teatro degli orrori è un’esperienza dura e intensa, ma forse indispensabile. Vedere di persona questo atroce teatro degli orrori consente di confrontarsi direttamente con una realtà che, seppur lontana nel tempo, suscita un estraniante senso di inquietudine.

DIMENTICARE MAI / NEVER FORGET
UN’ESPERIENZA

Sebbene Sachsenhausen non sia stato un campo di sterminio come quello di Auschwitz-Birkenau o di Chełmno, qui persero la vita circa 100.000 persone, la metà degli internati. Dopo la guerra, le forze di occupazione sovietiche utilizzarono il campo per la detenzione dei funzionari e dei soldati nazisti renitenti. Ogni volta che torno a Sachsenhausen, osservo come i visitatori si spostino in solenne e rispettoso silenzio tra le varie sezioni del campo. Resto puntualmente colpito dalla paura generata dall’eventualità che la storia si ripeta: un timore che sembra materializzarsi al punto da appesantire l’aria rendendola irrespirabile. Una visita a questo luogo atroce agevola di certo la comprensione del significato e dell’importanza del Giorno della Memoria.

DIMENTICARE MAI / NEVER FORGET: AUGUST, GUSTAV

La copertina della playlist sottostante è una fotografia del 1936, scattata durante una cerimonia pubblica ad Amburgo. Mentre tutti i partecipanti eseguono il saluto nazista, un uomo tra la folla resta immobile, a braccia conserte. L’identità di quest’uomo è ancora oggi incerta: alcuni sostengono che si tratti di Gustav Wegert, un uomo che rifiutò la dittatura per motivi religiosi, mentre altri vi riconobbero August Landmesser, legato a una donna ebrea di nome Irma Eckler. I due innamorati furono perseguitati dal regime per aver tentato di lasciare la Germania e per la loro relazione proibita; inoltre, gli furono anche sottratte le due figlie di pochi anni. Irma fu uccisa in un centro di sterminio nel 1942, mentre August perse la vita nel 1944 durante un’operazione bellica in Croazia. La foto, pubblicata nel 1991 sul settimanale Die Zeit, è oggi esposta presso la Topographie des Terrors. Una delle figlie di August ha riconosciuto con sicurezza il volto dello sfortunato padre. Indipendentemente dalla reale identità del soggetto, l’immaginepossiede un’incredibile forza espressiva, capace di trasmettere dignità di un uomo incapace di piegarsi e lasciarsi anestetizzare la coscienza.

One thought on “DIMENTICARE MAI / NEVER FORGET

  1. La mia impressione è che mancanza di memoria e ignoranza rendano quell’orrore sempre possibile in ogni momento, spero di sbagliarmi. Comunque l’idea che la vita continui a scorrere con le sue stupidità anche all’interno di un monumento ai caduti, mi sembra un’ottima metafora della vita al cospetto della morte: show must go on!

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