CORTINA DI FERRO E SPIONAGGIO

SET CINEMATOGRAFICO
La sua lunga e travagliata storia ha reso Berlino una delle città più gettonate (e inflazionate) per l’ambientazione di film, serie e video musicali. Dalla riunificazione, sono innumerevoli le produzioni che hanno tentato di raccontarla e coglierne lo spirito, o semplicemente sfruttarla come sfondo modaiolo e accattivante. I risultati non sempre sono esaltanti, soprattutto per le produzioni straniere. Un esempio calzante è quello di Unorthodox, la cui rappresentazione di Berlino finisce per risultare marginale o poco coadiuvante ai fini della trama, comunque interessante.
KLEO di Viviane Andereggen e Jano Ben Chaabane (Germania 2022)
Tuttavia, non sempre una produzione made in Germany è garanzia di successo: viene in mente quel mezzo pasticcio di Wir Kinder vom Bahnhof Zoo, la recente serie ispirata al cult movie del 1981, in cui, purtroppo, l’immagine della capitale tedesca risulta scenografica almeno quanto stereotipata. Al contrario, la serie tutta tedesca Kleo, uscita lo scorso anno, rende giustizia al fascino irresistibile della città mutante. Il plot potrebbe sembrare banale e scontato: guerra fredda, cortina di ferro e storie di spionaggio all’ombra del Muro, eppure centra il bersaglio con un prodotto di intrattenimento nell’accezione migliore del termine.

TRAMA (NO SPOILER)
Dramma, black humour e suspense sono gli ingredienti vincenti di Kleo, una serie ricca di colpi di scena e impreziosita da un tocco di romanticismo mai stucchevole. La protagonista, interpretata da Jella Haase (già vista in Kriegerin), è una ex spia-killer della STASI. A seguito di un complotto interno, finisce reclusa nel penitenziario di Hohenschönhausen. Nella primavera del 1990, pochi mesi dopo la fine della Guerra fredda, Kleo torna libera nella Berlino riunificata, mentre la DDR, il paese che ha servito fedelmente per anni, è agonizzante. Nonostante ciò, le reti di spionaggio delle due Germanie sono ancora operative e in conflitto tra loro. Confusa e desiderosa di vendetta, il solo obbiettivo di Kleo diventa quello di coprire chi l’ha tradita e perché. Gli anni di duro addestramento, iniziato da bambina sotto la guida del nonno colonnello legato ai servizi segreti, le torneranno utili nella sua rocambolesca ricerca.


FINZIONE O REALTÀ
“Questa è una storia vera – Nulla di tutto questo è successo davvero“: è la premessa nei titoli di testa che chiarisce prontamente l’attendibilità degli eventi della trama. Molte delle vicende narrate, che coinvolgono persone realmente esistite, sono infatti frutto della fantasia dei creatori della serie. Lo stile narrativo e visivo attinge dal mondo dei comics e sembra citare Kill Bill di Quentin Tarantino. I toni e i personaggi sono perlopiù fumettistici, senza però risultare mai sopra le righe. Soprattutto, sono assenti i fastidiosi moralismi tipici di molte serie americane. In Kleo, il confine tra bene e male è labile e fittizio come in un appassionante videogioco, dove buoni e cattivi sono parti indispensabili di un ingranaggio ben oliato.



CORTINA DI FERRO E SPIONAGGIO ALL’OMBRA DEL MURO
Kleo appassiona e diverte grazie all’avvincente rappresentazione di un’epoca lontana e, per quanto controversa, ricca di fascino. L’elemento Ostalgie emerge con efficacia grazie all’accorta ricostruzione d’epoca. Probabilmente solo gli ex cittadini della defunta DDR possono percepire lo stato d’animo che investe Kleo. Lo struggente senso di smarrimento di un popolo che ha ottenuto la tanto agognata libertà a discapito della propria identità culturale.
AGGIORNAMENTO
È stato ufficializzata la data di rilascio della seconda stagione di Kleo: 25 luglio 2024, su Netflix.






