ESSERE GAY A BERLINO EST

Quando cadde il Muro di Berlino, il mondo restò attonito. Il vento del cambiamento soffiava da tempo sui paesi dell’Est, ma l’Occidente osservava, annoiato e distratto, lo scenario generale. Persino davanti ai segnali più evidenti, che provenivano dalla Polonia e, soprattutto, dall’Ungheria, il primo Stato del blocco sovietico ad aprire i propri confini a ovest. Nella DDR, tra un malcontento generale sempre più incontenibile che avrebbe portato ai moti di protesta iniziati a Lipsia nel settembre 1989 (note come Montagsdemonstrationen), un noto regista si batteva da anni per portare sugli schermi nazionali un film a tematica gay. Impresa che gli riuscì e che creò una coincidenza dal forte valore simbolico: la prima di Coming Out ebbe luogo al Kino International di Berlino Est proprio la sera del 9 novembre 1989, la stessa in cui crollò il Muro.
Indice
COMING OUT di Heiner Carow (Germania Est 1989)
Coming Out racconta il conflitto esistenziale di un giovane alle prese con la difficile accettazione di sé e del proprio orientamento sessuale. La sceneggiatura fu ad opera di Wolfram Witt, che vi riversò molto della propria esperienza personale. Essere gay, negli anni ’80, in una città come Berlino Est, non era semplice, per quanto l’omosessualità tra adulti non fosse più reato dal 1968. Rimaneva infatti in vigore una norma che discriminava ancora i rapporti omosessuali rispetto a quelli etero in base all’età, abrogata soltanto nel dicembre 1988. In sostanza, in Germania Est, l’omosessualità, socialmente, era ancora poco accettata e fortemente stigmatizzata.
UNA LUNGA BATTAGLIA
Heiner Carow, il regista di Die Legende von Paul und Paula, portò avanti la sua battaglia per sette lunghi anni pur di realizzare Coming Out. Hans Dieter Mäde, direttore generale della DEFA, gli disse apertamente che finché fosse rimasto al comando della casa di produzione di Stato, una pellicola del genere non sarebbe mai stata realizzata. Il progetto si sbloccò solo con l’avvicendamento al vertice, avvenuto nel gennaio 1989, anche se, nel frattempo, le riprese erano già iniziate nell’autunno precedente. Determinante fu il contributo di Erika Richter, drammaturga di fiducia e collaboratrice di lunga data di Carow, che si spese per sostenere il valore educativo di quella che sarebbe diventata la prima pellicola a tematica gay della DDR, forte anche del sostegno di pareri di esperti qualificati.
DRAMMA
Nella scena di apertura, un’ambulanza sfreccia per le strade di Berlino Est a sirene spiegate, in una fredda sera d’inverno; forse è la notte di Capodanno: fuochi d’artificio illuminano il cielo. Un ragazzo ha tentato il suicidio ingerendo dei barbiturici, ma viene salvato. Dopo la lavanda gastrica, una dottoressa chiede al giovane i motivi del suo gesto disperato e questi, in lacrime, le confessa di essere omosessuale. La donna lo conforta e, accarezzandolo con dolcezza, gli dice di non avere alcun motivo per piangere.
VIVERE NELL’OMBRA
Le vicende seguenti introducono il protagonista della pellicola, un giovane che pedala allegramente nel traffico urbano del mattino. È di buon umore perché sta raggiungendo il suo nuovo posto d’insegnante presso una scuola superiore di Berlino Est. Il suo nome è Philipp e, nel nuovo istituto, si integra velocemente, riscuotendo un certo successo tra gli alunni della sua classe. Inoltre, conosce Tanja, una collega con la quale intreccia una relazione sentimentale. Tutto procedere serenamente fino a un incontro fortuito che lo metterà in crisi. Un amico stretto della donna è una sua vecchia conoscenza. L’evento inatteso scombina il quadro, costringendo Philipp ad affrontare il proprio passato con il suo carico di ferite e ombre.


ESSERE GAY A BERLINO EST
VENTI DI CAMBIAMENTO
La Berlino Est che emerge dalla pellicola è piuttosto grigia e desolata, un quadro che accentua il travaglio esistenziale di Philipp. La narrazione procede con un registro pragmatico e diretto, ricco di profondità e privo di ipocrisie, capace di restituire con onestà il peso quotidiano di una doppia vita, e sulle difficoltà di essere gay a Berlino Est. Coming Out partecipò in concorso alla Berlinale del 1990: Heiner Carow ricevette l’Orso d’argento per la prestazione artistica. Il film si aggiudicò anche il Teddy Award come migliore lungometraggio nella rassegna interna a tematica LGBT.


UN RITRATTO FEDELE
Coming Out affascina anche per la rappresentazione di una Berlino oggi trasformata, con scorci di Friedrichshain, Mitte e Prenzlauer Berg ai tempi del Muro. La pellicola offre una narrazione al tempo stesso cruda e delicata: le scene intime tra Philipp e Matthias — il giovane salvato in apertura — sono intense e poetiche, senza mai scadere nel voyeurismo. Nonostante le differenze di costume, la quotidianità non si discosta dai coevi modelli occidentali: i giovani popolano bar, locali e teatri. Un momento chiave si svolge di notte davanti alla Konzerthaus di Gendarmenmarkt. Numerose persone sono in coda, munite di coperte e brande portatili, per un concerto di musica classica diretto da Daniel Barenboim.
I LUOGHI D’INCONTRO DELLA CAPITALE DELLA DDR
Alcune scene chiave sono state girate in due locali gay autentici a Prenzlauer Berg (oggi non più in attività) e presso la Märchenbrunnen (fontana delle fiabe) all’interno del Volkspark Friedrichshain. Inoltre, in un paio di momenti il film racconta una realtà omofoba e razzista: il concitato inseguimento di un ragazzo gay in una stazione della U-Bahn e l’aggressione ai danni di un immigrato da parte di un gruppo di naziskin su un mezzo pubblico. Stranamente, nonostante il governo della DDR negasse con forza l’esistenza di correnti filonaziste, entrambe le scene sono sopravvissute alla censura.

WERNER & CHARLOTTE
Uno dei momenti più toccanti di Coming Out vede come protagonista l’attore e regista Werner Dissel (scomparso nel 2003), fervente oppositore del nazismo condannato a sette anni di prigione dalla Gestapo. In un piccolo cammeo compare anche Charlotte von Mahlsdorf, figura simbolo della comunità transgender della DDR e fondatrice del Gruenderzeitmuseum. La sua intensa vita ha ispirato una celebre opera teatrale premiata con il Pulitzer e approdata a Broadway. Nel film, Charlotte veste i panni della barista nella Schoppenstube, lo storico locale gay berlinese frequentato dai protagonisti.


ESSERE GAY A BERLINO EST
SCHEDA DEL FILM
- Titolo originale: Coming Out
- Regia: Heiner Carow
- Soggetto e Sceneggiatura: Wolfram Witt
- Paese di produzione: Repubblica Democratica Tedesca (DDR)
- Anno: 1989
- Durata: 113 minuti
- Casa di produzione: DEFA
- Fotografia: Martin Schlesinger
- Montaggio: Evelyn Carow
- Musiche: Stefan Carow
- Cast: Matthias Freihof, Dirk Kummer, Dagmar Manzel, Michael Gwisdeck, Werner Dissel
IMMAGINI



IL TRAILER DI COMING OUT
“Coming Out” è disponibile in lingua originale con i sottotitoli in inglese su Eastern European Movies.






