COME TI TROVI A BERLINO EST?

COME TI TROVI A BERLINO EST?

Cosa legava Franco Battiato a Berlino? Il suo appartamento a Schöneberg, rifugio e fonte di ispirazione? L’amore dichiarato, spesso ricorrente nei suoi testi e nelle sue musiche, per i grandi autori e compositori della letteratura e della musica classica tedesca? O forse il costante richiamo a testi e melodie che attraversano il tempo, insieme alla fascinazione per l’estetica rigorosa e cerebrale del mondo sovietico-comunista? Berlino emerge nei suoi lavori non solo come luogo fisico, ma come nodo simbolico: un crocevia di culture, storia, inquietudini artistiche e filosofiche; un ecosistema ideale per lo spirito curioso e cosmopolita del cantautore siciliano.

PASSEGGIATA STORICA

Una gelida mattina d’inverno di qualche anno fa percorrevo la Karl-Marx-Allee in direzione di Alexanderplatz. Questo viale lungo e austero era stato costruito per mostrare al mondo la grandezza della DDR. È scandito da imponenti edifici in stile classicista-socialista e da luoghi emblematici come la libreria — oggi purtroppo chiusa — resa celebre da Le vite degli altri, i cinema Kosmos e Kino International, il Café Sybille e il Cafe Moskau. Nel mentre, nelle orecchie scorreva una delle playlist nel mio lettore mp3, raccolte pensate per accompagnare le atmosfere e le anime sfaccettate di Berlino. Quando mi trovo in Potsdamer Platz o sul Kurfürstendamm scelgo quella a base di Bowie, Depeche e U2, mentre a Est, preferisco musiche più intime ed elegiache, e Battiato rientra perfettamente in questo spettro.

COME TI TROVI A BERLINO EST? – STORIA DI UNA CANZONE

Nella musica dell’artista siciliano affiorano spesso riferimenti al mondo più a Est, dal Baltico al Medio Oriente, fino alle culture arabe ed euro-asiatiche. Brani come Strade dell’Est, Venezia-Istanbul o Radio Varsavia sono ritratti di un immaginario vasto e ricco di contaminazioni. Avevo letto che Battiato aveva visitato Berlino Est prima della caduta del Muro restando particolarmente colpito dalla severità del paesaggio urbano. Uniche note di colore, le Trabant dai colori pastello che sembravano scatole di latta rispetto alle potenti Volkswagen e alle lussuose Mercedes che sfrecciavano sul Ku’damm. Fu da quello sguardo che nacque il celebre brano Alexander Platz, interpretato da Milva (molto attiva e popolare in Germania) nel 1982.

LE COLLABORAZIONI DI BATTIATO

Nel 1981 Battiato pubblicò La Voce del Padrone, il primo album a superare il milione di copie vendute in Italia. Un lavoro smaccatamente pop, che arrivava dopo anni di opere sperimentali e ostiche. Eppure, La Voce del Padrone, pur concepito per essere più accessibile, resta uno dei grandi capolavori della musica italiana. In particolare, i suoi testi singolari, ricchi di giochi linguistici, citazioni colte, non-sense e intuizioni fulminanti, si sono impressi nella memoria collettiva. Nello stesso periodo iniziò a collaborare con la cantautrice Alice e il maestro Giusto Pio. Insieme diedero vita a un progetto discografico di successo che includeva Per Elisa e Una notte speciale, due brani che scalarono le classifiche tedesche, attirando l’attenzione anche sul musicista siciliano.

OLTRE ALEXANDERPLATZ

Dopo la collaborazione con Alice, nel 1982 Battiato scrisse e produsse l’album Milva e dintorni, che includeva la citata Alexander Platz. Il testo, però, non era quello originale: Battiato aveva rielaborato una canzone poco nota, dal titolo Valery, di Alfredo Cohen, un artista poco noto che il musicista siciliano stimava. Battiato eseguiva il brano portato al successo da Milva durante i suoi concerti: nel 1989 la inserì nell’album live Giubbe Rosse. Per me, però, il suo legame con Berlino passa anche attraverso il suo modo di guardare e raccontare il mondo e per gli alti ideali e le prese di posizione nette e spregiudicate. Per esempio, nel 1992, si esibì al Teatro Nazionale di Baghdad nel 1992. Di fronte alle dure critiche, rispose che un popolo non dovesse essere punito per colpe altrui e che a chiunque dovesse essere concessa la possibilità e il tempo di cambiare ed evolvere.

BATTIATO & BERLINO

Battiato aveva acquistato una casa a Schöneberg su suggerimento di un amico. L’appartamento nello stesso quartiere dove avevano vissuto David Bowie e Iggy Pop sul finire degli anni Settanta, diventò la sua oasi di pace lontana dai riflettori. Il 2 aprile 2013 si esibì per l’ultima volta a Berlino, presso la suggestiva Kammermusiksaal della Berliner Philharmonie. Di seguito alcuni articoli interessanti sul legame dell’artista di Milo.

L’AMORE DI BATTIATO PER BERLINO (BERLINO MAGAZINE)
BERLINO, LA MIA OASI DI PACE (IL MITTE)
INTERVISTA IN TEDESCO (TAZ.DE)

COME TI TROVI A BERLINO EST? – LE SACRE SINFONIE DEL TEMPO

Tornando alla camminata sulla Karl-Marx-Allee, quella mattina partirono in cuffia le note di Prospettiva Nevski (portata al successo anche da Alice), brano intenso e poetico che si accorda sorprendentemente bene con l’austera linearità del viale. Il testo, ovviamente, si riferisce all’omonima arteria di San Pietroburgo, ma quel “vento a trenta gradi sottozero” sembrava scritto appositamente per quel paesaggio spettrale e per i residui di neve ghiacciata sul lastricato.
Un altro momento in cui Battiato si è incastrato, come una Stolperstein, nelle mie passeggiate berlinesi è stato in un pomeriggio presso il Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa, sulla Ebertstraße. Un delicato arrangiamento d’archi e liriche dense e struggenti aggiunsero ulteriore solennità a quel luogo sospeso. Da allora Battiato accompagna le mie immersioni nella capitale tedesca, restituendo con la sua musica le profondità e le contraddizioni che la città custodisce in ogni angolo.

Le sento più vicine le sacre sinfonie del tempo
Con una idea: che siamo esseri immortali
Caduti nelle tenebre, destinati a errare
Nei secoli dei secoli, fino a completa guarigione

Guardando l’orizzonte, un’aria di infinito mi commuove
Anche se a volte, le insidie di energie lunari
Specialmente al buio mi fanno vivere nell’apparente inutilità
Nella totale confusione

Che siamo angeli caduti in terra dall’eterno
Senza più memoria: per secoli, per secoli
Fino a completa guarigione

(“Le Sacre Sinfonie del Tempo”, 1991)

COME TI TROVI A BERLINO EST? – INNERES AUGE (Playlist)

Per concludere, una playlist che vuole essere un omaggio e un viaggio (ovviamente parziale) dentro l’immaginario di Franco Battiato. Ogni brano apre una finestra diversa sul suo modo di osservare la realtà, come un Inneres Auge, nucleo ideale della raccolta: uno sguardo interiore che taglia netto tra lucidità e inquietudine, con la costante alla necessità di vedere oltre la superficie.

2 thoughts on “COME TI TROVI A BERLINO EST?”

  1. Già mi manca un artista complesso e unico che per primo ha saputo andarsi a cercare cose fuori dai confini, in una dimensione di un altrove che 40 anni fa era parecchio distante e non scontato, e a tratti incomprensibile.
    Forse solo adesso, dopo decenni, siamo in grado di apprezzarne la modernità.

    1. Credo che esista una tendenza diffusa nel screditare o ridimensionare il valore di un’artista che ha raggiunto una popolarità come la sua, dopo una lunga gavetta in cui se lo filavano appena 3 o 4 critici musicali. Una sorta di espiazione di un successo troppo grande per poter coesistere con il concetto di qualità. Poi, per carità, io preferisco il Battiato pop di “Centro di Gravità Permanente” e “Voglio Vederti Danzare” a quello solenne e poetico di “Povera Patria” o “Il Carmelo di Echt”, e tutto sommato penso anche che “La Cura” non sia il suo pezzo più bello e rappresentativo, anche se in questi giorni si ascolta e si cita quello nel 70-80% dei casi. Però è innegabile che anche con Sgalambro abbia scritto dei testi notevoli e (personalmente) folgoranti e impressivi, orinali e cavigliere del Katakali a parte. :-)

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