CHECKPOINT CHARLIE

UN MUST
Una delle tappe d’obbligo per qualsiasi visitatore di Berlino è senza ombra di dubbio il celebre Checkpoint Charlie. L’importanza storica di questo incrocio è fuori discussione, eppure chiunque, a parte l’iconico cartello multilingue, può rimanere deluso e percepirne lo spirito artefatto tipico delle attrazioni turistiche. Infatti, la guardiola americana è una riproduzione di quella originale, rimossa dopo la caduta del Muro, e i figuranti in abiti militari ricordano i centurioni davanti al Colosseo di Roma. Inoltre, nei dintorni pullulano attività commerciali (dai negozi di souvenir a quelli di street food) che richiamano e sfruttano l’importanza storica del luogo. Insomma, per quanto si tratti di una meta indispensabile per ogni turista, è probabilmente tra le meno suggestive e autentiche.



VALICO DI FRONTIERA
Posto all’incrocio tra la Friedrichstraße e la Zimmerstraße, sul confine tra il quartiere di Mitte (Berlino Est) e quello di Kreuzberg (Berlino Ovest) il Checkpoint Charlie è il luogo simbolo per eccellenza della Guerra fredda. Lo storico cartello che avvisa, in inglese, russo, francese e tedesco l’ingresso o l’uscita dal settore americano-occidentale, continua ad attrarre e affascinare milioni di turisti.


TENSIONE E PAURA
Il Checkpoint Charlie fu allestito in concomitanza con la costruzione del Muro di Berlino, e destinato principalmente al transito di militari e diplomatici stranieri. Due mesi più tardi, il 27 ottobre 1961, presso il posto di blocco accadde un grave incidente diplomatico che catalizzò l’attenzione mondiale. L’eccessivo zelo di una guardia di frontiera nelle attività di controllo di un diplomatico statunitense diretto al Teatro dell’Opera di Berlino Est, rischiò di far degenerare le già acute tensioni tra USA e URSS.
I PANZER
L’episodio rivelò le precarie e difficili relazioni diplomatiche tra le due superpotenze. Già la nota Crisi di Berlino, nei due mesi precedenti, aveva comportato l’installazione del Muro. Il braccio di ferro tra Stati Uniti e Unione Sovietica sfociò nella massiccia mobilitazione di carri armati russi e americani proprio presso il Checkpoint Charlie. I cingolati delle due fazioni, schierati a pochi metri in un belligerante faccia a faccia, lasciarono il mondo intero con il fiato sospeso. Fortunatamente, la mediazione tra il procuratore generale americano Robert Kennedy e l’ufficiale della GRU (l’agenzia di intelligence sovietica) Georgi Bolshakov, scongiurò il pericolo di un conflitto nucleare. Dopo circa ventiquattro ore tutti i mezzi corazzati abbandonarono l’incrocio.
UN LUOGO EVOCATIVO
Il Checkpoint Charlie è noto anche per i coraggiosi e disperati tentativi di fuga, alcuni dal tragico epilogo. Tra questi, il più noto è quello del diciottenne Peter Fetcher. Nel punto sulla Zimmerstraße, dove il giovane perse la vita colpito a morte dai proiettili dei VoPos, è posta una stele commemorativa. Inoltre, sempre qui Lucio Dalla trasse l’ispirazione per la sua celebre canzone Futura proprio in occasione di una visita al posto di controllo.
IL FUTURO DEL CHECKPOINT

La zona intorno al Checkpoint Charlie è stata spesso oggetto di dibattiti circa un possibile piano di riprogettazione dell’area. È stata considerata l’idea di pedonalizzare l’intero incrocio per favorire le migliaia di visitatori che lo affollano ogni giorno. Inoltre, si è valutato di ridimensionare la sua forte connotazione commerciale e di creare un museo più ampio di quello attuale. Il nuovo spazio ricorderebbe in modo ancora più completo i tre decenni di storia del posto di blocco attraverso materiale audiovisivo e oggetti di memorabilia.







