BERLINO METROPOLI GREEN

Un personale e parziale resoconto sulle aree verdi di Berlino, una delle capitali europee più spesso associate all’idea di metropoli green e sostenibile. In questo post racconto di alcuni parchi, giardini, laghi e spazi naturali sparsi per la città. Berlino merita davvero l’appellativo di città verde e attenta all’ambiente? La risposta non è così scontata come potrebbe sembrare. Non si tratta soltanto di quantificare gli ettari di verde che colorano la sua mappa urbana, ma di interrogarsi su politiche ambientali, servizi pubblici, mobilità sostenibile, iniziative locali e normative pensate per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Il verde, in una metropoli, non è solo una questione estetica o turistica, ma un indicatore concreto di visione, responsabilità e benessere collettivo. Berlino rappresenta un modello virtuoso o un’immagine un po’ idealizzata? Questo articolo prova a esplorare entrambe le possibilità, senza pretese di completezza, ma con spirito critico e curiosità.
Indice
NATURA IN CITTÀ
Recentemente, in un programma televisivo, ho sentito un esponente politico affermare che Roma è la capitale più verde d’Europa. Ma è davvero così? A Roma ho vissuto 25 anni e, effettivamente, parchi e giardini non mancano di certo, a partire dalla centralissima Villa Borghese. Tuttavia, è bene fare un distinguo tra superficie di verde urbano e impatto sulla qualità di vita degli abitanti. Infatti, oltre alla quantità di aree verdi, altri fattori, come qualità dell’aria, sostenibilità dei trasporti, gestione dei rifiuti, zone pedonali e piste ciclabili, concorrono nel determinare tale graduatoria. Ed è proprio tenendo conto di questi parametri che, secondo un recente articolo, Berlino supera Roma nella classifica delle metropoli green. La capitale tedesca è, infatti, tra gli esempi più virtuosi di politiche per la ricerca dell’equilibrio ideale tra realtà urbana e natura.
CONTRASTI
Quando, anni fa, l’amico che mi ospita a Berlino si trasferì in un appartamento di un Plattenbau a Friedrichshain, rimasi subito colpito dal vasto parco poco distante. Uno dei suoi ingressi conduce direttamente alla splendida Märchenbrunnen che, fedele al suo nome, sembra davvero una fontana uscita da una fiaba. Oltrepassata l’arcata semicircolare che la delimita, ci si addentra nel Volkspark Friedrichshain, il terzo (per superficie) e più antico parco pubblico di Berlino. All’epoca vivevo ancora a Roma e, sebbene fossi abituato ai numerosi giardini del suo centro cittadino, aree verdi così estese e selvagge si trovano in quartieri più periferici. Lì, invece, mi trovavo a circa 1 km dalla Fernsehturm — l’antenna simbolo della città — ben visibile dalle due alture artificiali del parco. Una vista suggestiva della skyline della più grande capitale dell’Unione Europea, completamente immerso nella natura, con i rumori del tran tran metropolitano appena percepibili.



PASSATO E PRESENTE
L’identità di Berlino come metropoli green è frutto di una visione lungimirante le cui radici risalgono al XIX secolo. Infatti, già nel 1862 l’Hobrecht Plan delineò spazi aperti, viali alberati e corridoi naturali all’interno della città. Il Dauerwaldvertrag del 1915, vincolò l’utilità pubblica delle aree verdi e boschive, imponendo il divieto di edificazione in esse. Oggi oltre il 40% del territorio di Berlino è occupato da parchi, giardini, boschi, laghi e corsi d’acqua. La capitale tedesca è circondata da campagne e foreste raggiungibili agevolmente anche con i trasporti pubblici e le piste ciclabili. Particolarmente apprezzata, tra gli amanti dell’escursionismo su due ruote, le 20 grüne Hauptwege, 20 percorsi verdi che si snodano per circa 575 km, collegando il tessuto urbano con le aree naturali più remote. Una precisa scelta urbanistica, di lunga tradizione, che rende Berlino una metropoli sostenibile e connessa alla natura fin dalla sua nascita ed espansione.
IL PODIO GREEN
Comunque, secondo suddetto articolo, non è nemmeno Berlino la metropoli più green d’Europa, bensì Oslo. La capitale norvegese sembra rappresentare un’eccellenza assoluta in tema sostenibilità ambientale. Le statistiche indicano che il 95% dei residenti vive a meno di 300 metri da un’area verde. Un dato da cui emerge la spiccata attenzione al benessere psico-fisico della cittadinanza. Nella classifica delle metropoli più green, Roma ottiene comunque un buon terzo posto, subito dietro Berlino. Molte delle enormi aree verdi della Città Eterna sono inaccessibili o scarsamente fruibili, con un minor impatto e meno benefici per gli abitanti e i visitatori. D’altronde, rispetto alle capitali che la precedono, un primo dato evidente — senza necessità di tabelle e statistiche— è la scarsa presenza di piste ciclabili.
RISVEGLIO
Durante i mesi più freddi, Berlino è spoglia e silenziosa. I suoi numerosi giardini pubblici sono pressoché deserti e immersi nel grigiore invernale. Solo la street art e le facciate colorate di molti edifici interrompono questa monocromia. I grandi Volkspark cittadini appaiono deserti, a eccezione dei pochi runner, ciclisti e individui che li attraversano per raggiungere più velocemente le loro mete. In primavera e in estate, famiglie e gruppi li popolano per attività sportive e ludiche, picnic o rigeneranti bagni di sole. È in questo periodo la città sfoggia il suo aspetto più vibrante. Ciò a dimostrazione di quanto la potente connessione tra cittadini e natura sia parte essenziale dell’identità di Berlino come metropoli green.

MEMORIA COLLETTIVA
Una peculiarità berlinese che non può sfuggire a uno sguardo attento è la presenza diffusa di aree cimiteriali urbane. Normalmente, in buona parte del mondo, i luoghi di sepoltura sono perlopiù concentrati in pochi grandi spazi, riservati unicamente alla commemorazione dei defunti. A Berlino, invece, oltre ai grandi cimiteri è facile imbattersi, di quartiere in quartiere, in siti cimiteriali più raccolti, quasi nascosti all’interno dei giardini pubblici. Per i berlinesi è del tutto naturale passeggiare tra gli alberi e le lapidi; alcuni di questi spazi ospitano persino delle piccole caffetterie o bistrot. Si tratta di un approccio che riflette e promuove una cultura di rispetto e accettazione della morte; di una stretta e continua relazione tra quotidianità e memoria. Questi luoghi, non sempre menzionati nelle guide turistiche, raccontano una Berlino che non dimentica, ma dialoga con il proprio passato, intrecciando Storia e cultura in un unico, affascinante scenario.


CELEBRI SPOGLIE
Tra le numerose personalità celebri sepolte a Berlino, troviamo l’Angelo Azzurro, Marlene Dietrich, presso il cimitero di Friedenau, dove riposa anche il noto fotografo Helmut Newton. La storica intellettuale e rivoluzionaria Rosa Luxemburg e il suo compagno di lotta Karl Liebknecht dimorano invece presso il Cimitero dei Socialisti a Friedrichsfelde. O ancora: il Dorotheenstädtischer Friedhof, nel quartiere centrale Mitte, ospita le spoglie di prestigiosi e celebrati pensatori, scrittori e filosofi come Heinrich Mann, Bertolt Brecht e Georg Wilhelm Friedrich Hegel.


IL PARCO DEL MURO
Un altro luogo istituzionale, molto amato dai berlinesi, è il Mauerpark, la cui area sorge sul tracciato del famigerato Muro. Ogni domenica, in particolare, questo parco sulla Bernauer Straße — a pochi minuti a piedi dal memoriale del Muro — attrae numerosi cittadini e turisti grazie al suo vivace mercatino delle pulci e al divertente karaoke pomeridiano. Inoltre, il Mauerpark è tra gli spazi pubblici outdoor che consentono, in aree preposte e a determinate condizioni e orari, di organizzare barbecue.

L’EX AEROPORTO
Il Tempelhofer Feld, uno dei più grandi spazi urbani non edificati al mondo, è l’ex aeroporto di Tempelhof, famoso per il Ponte Aereo che alleviò l’isolamento di Berlino Ovest durante il blocco sovietico tra il 1948 e il 1949. Chiuso nel 2008, la sua intera area — circa 355 ettari — grazie a un referendum cittadino del 2014, è stata destinata a uso pubblico. Le piste dismesse e i prati sono oggi un ampio parco urbano aperto e accessibile h24, sfruttato da cittadini e turisti per attività sportive e ricreative. Tuttavia, a causa di una sempre più pressante emergenza abitativa, si sta valutando seriamente di edificare parte della sua sterminata superficie. Un’ulteriore e recente consultazione pubblica ha ribadito la contrarietà della popolazione a tale progetto, ma si teme che, come spesso accade, le speculazioni economiche prevarranno sulla volontà popolare.



TREKKING, RELAX E SUNBATHING
Tra i grandi parchi centrali vanno citati il Großer Tiergarten — il più esteso del centro città — il Görlitzer Park e l’Hasenheide. O ancora il Viktoriapark, imperdibile per le cascate. In aggiunta, le zone più periferiche offrono relax grazie ai suoi laghi balneabili immersi nella natura. Due di questi particolarmente frequentati sono il Wannsee a sud-oveste il più piccolo e raccolto Weißensee a nord-est, entrambi con stabilimenti balneari.






FUORI DAL CENTRO
Nella periferia sud-ovest, si trovano i 3000 ettari della Foresta di Grunerwald. Al suo interno, uno dei cimiteri più suggestivi e affascinanti di Berlino: il Friedhof der Namenlose (Cimitero dei Senza Nome) o Selbstmörderfriedhof (Cimitero dei Suicidi, tale fino al 1927). Raggiungibile in circa mezz’ora a piedi dalle fermate di autobus più vicine, questo cimitero ospita le spoglie di Christa Päffgen, meglio nota come Nico. La musa di Andy Warhol, riposa in questa riserva vicino alla tomba della madre. Affermatasi come modella negli anni Sessanta, Nico fu la voce femminile nel primo, leggendario album dei Velvet Underground. Successivamente intraprese una carriera come cantante solista e compositrice di musica elettronica sperimentale. Si impose come icona di stile bohémien, gotico e intriso di malinconia, lasciando un’impronta unica nella scena artistica e musicale europea. Morì a Ibiza il 17 luglio 1988, a soli 49 anni, a causa di una caduta in bicicletta.
LA MONTAGNA DEL DIAVOLO
Un’altra meta all’interno della Foresta di Grunewald è la Montagna del Diavolo (Teufelsberg), un’altura artificiale costruita con le macerie della Seconda Guerra Mondiale. Sorge sopra la mai completata Wehrtechnische Fakultät (Facoltà di Tecnologia Militare) voluta da Hitler e il suo architetto Albert Speer. Durante la Guerra Fredda, Teufelsberg ospitò una stazione di spionaggio statunitense. Oggi, è uno dei luoghi più amati da fotografi ed escursionisti, attratti dai ruderi, dai graffiti e dalle opere di street art. Un’area naturale immersa nel silenzio dall’atmosfera unica e surreale. Il cantante e musicista berlinese Peter Fox vi ha girato il video di un suo recente successo.
LA COLLINA DEI DRAGHI (E DEGLI AQUILONI)

Da Teufelsberg, in meno di mezz’ora di trekking leggero, si raggiunge un’altra collina artificiale, Drachenberg; particolarmente amata dagli appassionati di kite flying, anche questa altura offre un ampio punto panoramico su Berlino. Qui, aquiloni colorati volano al vento e famiglie e gruppi si riuniscono per godersi la vista e il silenzio. Grunewald include anche i laghi Schlachtensee e Krumme Lanke, mete ideali per chi desidera nuotare o rilassarsi. Questi luoghi, pur periferici, sono perfettamente integrati nella vita cittadina, dimostrando che la fama di Berlino come metropoli green non è solo un’etichetta, ma una realtà concreta e salvaguardata.
Inoltre, Berlino è tra le poche metropoli che offrono soluzioni e opzioni adatte a chiunque desideri una vacanza in grado di conciliare la frenesia della grande metropoli con un contatto stretto e rigenerante con la natura.

BERLINO METROPOLI GREEN – CONCLUSIONI
Naturalmente questo post non pretende di essere esaustivo, né potrebbe esserlo: in oltre 25 anni di viaggi nella capitale tedesca, ho ancora tanti luoghi da scoprire. Ma basta uno sguardo alla mappa di Berlino per scovare altre aree verdi dove rilassarsi o fare attività fisica, completamente immersi nella natura selvaggia, dimentichi di trovarsi nel cuore di una grande metropoli pulsante.






