UN’ANIMA DIVISA

LA GERMANIA DEL DOPOGUERRA
Le due grandi sconfitte della Seconda guerra mondiale, Germania e Italia, nel dopoguerra attraversarono un periodo di rinascita e sviluppo. Tuttavia, l’attenzione internazionale si concentrò principalmente sul boom economico della Germania, considerata la principale responsabile del conflitto. L’occupazione e la spartizione dei territori da parte delle forze vincitrici mantennero alta l’attenzione mediatica sui due Stati tedeschi. Berlino, in particolare, divenne l’emblema delle tensioni politico-culturali che avrebbero portato alla Guerra fredda, durata oltre mezzo secolo. La divisione della Germania in due nazioni contrapposte ebbe un impatto significativo sul futuro dell’Europa, accompagnata dalla straordinaria fioritura economica della Repubblica Federale Tedesca. Il popolo tedesco, accusato di complicità per gli orrori del nazismo, si ritrovò con l’anima lacerata e divisa, a fronteggiare la scissione della propria patria.
UN’ANIMA DIVISA: OGGI A BERLINO di Piero Vivarelli (Italia, 1962)
Il Muro, voluto e costruito dalla DDR nel 1961, suscitò sdegno nell’opinione pubblica mondiale. La portata di tale evento è stata spesso rappresentata dal cinema. Un esempio è Oggi a Berlino, girato l’anno successivo dal regista e sceneggiatore italiano Piero Vivarelli. Il protagonista della pellicola è Hans, un ragazzo di Berlino Est che trascorre gran parte del suo tempo nel ricco e fiorente settore occidentale della città, dove si procura da vivere con piccoli illeciti. Suo padre, un fervente socialista, disapprova lo stile di vita dissoluto del giovane che rifiuta di integrarsi nella DDR, e preferendo gli amici, l’alcol e la vita notturna nella liberale Berlino Ovest.



UN’ANIMA DIVISA: UNA STORIA D’AMORE
Una sera, in un locale di Berlino Ovest, Hans incontra Rita e tra i due scatta subito il colpo di fulmine; iniziano così a frequentarsi regolarmente e a progettare una vita insieme. Tuttavia, l’occlusione delle finestre affacciate sulla Bernauer Straße, attraverso cui, nei primi giorni e come altri numerosi berlinesi, Hans transitava nel settore occidentale, complica gravemente la situazione. Il ragazzo riesce a trovare un modo per aggirare i controlli e tornare a Berlino Ovest, ma nessuno lo assume perché i suoi documenti non sono in regola. Potrebbe chiedere asilo come rifugiato presso il centro di accoglienza di Marienfeld, ma il giovane teme possibili ritorsioni contro i sui suoi genitori. Difatti, appena viene a sapere dei problemi che il padre sta affrontando a seguito della sua fuga, decide di tornare a Berlino Est, dove lo aspettano cambiamenti inaspettati e decisivi per il suo futuro.





UN’ANIMA DIVISA: EMANCIPAZIONE
Al di là dei meriti artistici, Oggi a Berlino è un interessante documento storico. Naturalmente, la regia e i dialoghi vanno contestualizzati nel periodo di realizzazione. Il taglio narrativo iniziale è nello stile de cinegiornali dell’epoca e la pellicola offre un ritratto interessante della società tedesca dei primi anni ’60. Alcune rappresentazioni riflettono i cliché figli di quel periodo: le donne tedesche, raffigurate come aperte e disinibite, incarnano un’idea di emancipazione femminile avanzata rispetto al Belpaese. Probabilmente, agli occhi della società italiana di quel periodo, caratterizzata da un forte maschilismo e influenzata dal cattolicesimo, certi comportamenti e libertà apparivano eccessivi. Anche le dinamiche a sfondo omosessuale risentono del perbenismo e bigottismo tipici dell’epoca. Il film dipinge il quadro di una metropoli divisa e polarizzata, compressa tra due modelli sociali antitetici e inconciliabili. La contrapposizione tra il socialismo dell’Est e il capitalismo dell’Ovest costituisce uno degli elementi più interessanti dell’intera narrazione.









